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Terremoto Juve, Elkann pronto a vendere: spunta l’asse crypto da due miliardi

Voci sempre più insistenti da Torino: Tether pronta al grande salto nel calcio, Andrea Agnelli possibile trait d’union con il passato

Terremoto Juve

Terremoto Juve, Elkann pronto a vendere: spunta l’asse crypto da due miliardi

A Torino l’aria è cambiata all’improvviso. Non una semplice indiscrezione di mercato, ma un sussurro che cresce, prende corpo e inizia a far rumore. John Elkann starebbe seriamente valutando la vendita della Juventus, con una richiesta che si aggirerebbe attorno ai 2 miliardi di euro. Una cifra enorme, simbolica, capace da sola di raccontare quanto il club bianconero resti, nonostante tutto, un asset globale. A rilanciare la voce è Dagospia, che parla apertamente di un possibile cambio di proprietà destinato a riscrivere la storia recente della società.

Il punto di svolta è nei nomi. Non fondi americani, non emiri, non magnati del petrolio. Sul tavolo, secondo le voci torinesi, ci sarebbero Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, i due uomini chiave di Tether, il colosso mondiale delle stablecoin. Gli stessi che, già in passato, avrebbero provato ad avvicinarsi alla Juventus con una proposta da 1 miliardo di euro, giudicata però insufficiente. Ora il gioco si sarebbe alzato. E con esso, la posta.

L’operazione, se mai dovesse andare in porto, avrebbe contorni inediti per il calcio italiano. Non solo per le cifre, ma per l’identità dei potenziali acquirenti. Devasini, torinese, ex chirurgo plastico, oggi direttore finanziario e principale azionista di Tether, è una figura schiva ma potentissima. Ardoino, ingegnere informatico, torinese anche lui, è il volto pubblico e amministratore delegato dell’azienda, l’uomo che ha guidato l’espansione tecnologica e difeso Tether nei momenti più delicati. Insieme hanno costruito USDT, una delle criptovalute più scambiate al mondo, trasformando un’intuizione in un impero finanziario globale.

Ed è qui che il racconto diventa ancora più interessante. Perché, sempre secondo le indiscrezioni, in caso di acquisizione Andrea Agnelli potrebbe rientrare nel capitale con una quota minoritaria, affiancando la nuova proprietà nella gestione sportiva. Non un ritorno al comando, ma un ruolo di garanzia, di collegamento tra il nuovo corso e la storia della famiglia Agnelli, tra il futuro e quell’identità “gobba” che resta centrale per tifosi e ambiente.

Uno scenario che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrato fantacalcio. E che invece oggi viene sussurrato con sempre maggiore insistenza nei palazzi che contano. Elkann, impegnato a guidare un impero industriale globale, potrebbe scegliere di chiudere un capitolo lungo oltre un secolo, lasciando la Juventus a capitali esterni ma solidi, con una visione internazionale e una potenza finanziaria fuori scala per il panorama italiano.

Il calcio, in questo quadro, diventa solo una parte del discorso. Perché l’ingresso di Tether significherebbe portare nel cuore della Serie A logiche nuove, legate alla finanza digitale, ai mercati globali, a un mondo che si muove a una velocità molto diversa da quella tradizionale dello sport. Una rivoluzione che affascina e spaventa allo stesso tempo.

Per ora, va detto, siamo nel campo delle voci. Nessuna conferma ufficiale, nessuna smentita. Ma il solo fatto che si parli apertamente di una Juventus valutata 2 miliardi di euro, corteggiata dai paperoni delle criptovalute, basta a dare la misura del momento. Se davvero Elkann decidesse di premere il grilletto, non sarebbe solo una cessione. Sarebbe un cambio di epoca. E Torino, ancora una volta, si ritroverebbe al centro di una storia destinata a far discutere a lungo.

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