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18 Gennaio 2026 - 16:52
Pronto il piano per l'extravergine, vale quasi 500 milioni
Un piano nazionale da quasi 500 milioni di euro per ridisegnare il futuro dell’olio extravergine di oliva italiano, mettere ordine nelle risorse, difendere la qualità e rafforzare la competitività di un comparto strategico per il Paese. È il risultato di un lavoro durato un anno che ora entra nella fase decisiva: l’invio in Conferenza Stato-Regioni è atteso entro metà febbraio.
I numeri delineano il perimetro dell’intervento. L’Italia conta circa un milione di ettari di oliveti specializzati, una produzione nazionale stimata in crescita fino a 300mila tonnellate nella campagna 2025/26 e un export che nel 2024 ha registrato un balzo di quasi il 43% rispetto all’anno precedente. Su queste basi nasce un piano quinquennale che vale circa 475 milioni di euro, di cui 300 milioni dal provvedimento ColtivaItalia – 50 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e 200 milioni per il 2028 – e 175 milioni complessivi provenienti da risorse Ue, pari a 35 milioni l’anno.
A illustrare lo stato dell’iter è stato il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, che ha spiegato: «Dopo l’ultimo tavolo della scorsa settimana al Masaf al quale hanno partecipato tutti i rappresentanti di tutte le categorie del settore, abbiamo dato 15 giorni di tempo per le osservazioni e se il termine viene rispettato entro metà febbraio contiamo di inviarlo in Conferenza Stato-Regioni».

PATRIZIO GIACOMO LA PIETRA - SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALL' AGRICOLTURA
L’obiettivo non è solo economico, ma strutturale. «Con questo investimento vogliamo anche dare l’obiettivo di un aumento della produzione di almeno il 25% e non è poco considerato che si parla di coltivazioni», ha chiarito La Pietra, sottolineando che il lavoro è ormai giunto a conclusione: «Oggi possiamo dire di essere arrivati alla fine di un lavoro che è durato un anno. Nel novembre 2024 abbiamo istituito il Tavolo olio che dal dopoguerra a oggi non era mai stato fatto, poi la bozza del piano olivicolo nel febbraio 2025 su cui hanno operato 5 gruppi di lavoro per arrivare al Piano completo di oggi».
Alla base del progetto c’è l’esigenza di dare una direzione chiara a un comparto frammentato. «Dare una strategia e obiettivi certi al sistema considerando che questo dell’olio rappresenta per il Paese uno dei settori più significativi e rappresentativi del made in Italy, e per farlo dovevamo avere un Piano», ha evidenziato il sottosegretario. Centrale anche la ricognizione delle risorse disponibili: «Il Piano olio nazionale rappresenta la volontà di ottimizzare tutte le risorse europee, nazionali e regionali sperse in mille rivoli su obiettivi condivisi».
Un capitolo rilevante riguarda gli uliveti abbandonati, stimati in quasi 500mila ettari, anche se manca una mappatura precisa. «Molti sono in zone impervie ma l’obiettivo è comunque il recupero paesaggistico», ha spiegato La Pietra, precisando che sarà coinvolto anche il ministero dell’Ambiente, sia come strumento di prevenzione contro incendi e dissesto idrogeologico, sia come argine alla diffusione delle fitopatie. Il Piano affronta inoltre in modo specifico il tema della Xylella, una delle emergenze più gravi per l’olivicoltura italiana.
Il contesto produttivo è complesso e ricchissimo: in Italia esistono 500 varietà di olivo, un patrimonio unico al mondo. Il settore coinvolge un numero elevatissimo di operatori: secondo elaborazioni Ismea/Istat, le imprese attive nella produzione di olio d’oliva sono diverse centinaia di migliaia, con oltre 4.000 frantoi operativi sul territorio nazionale. I dati Ismea sulla campagna 2025/26 indicano un incremento produttivo rispetto all’anno precedente, trainato soprattutto dalle Regioni meridionali. Sul piano internazionale, l’Italia detiene circa il 20% delle vendite mondiali di olio d’oliva, secondo stime basate sulle statistiche globali del commercio 2024/25.
Un piano che punta dunque a rafforzare la filiera, tutelare l’identità dell’extravergine italiano e consolidare il ruolo dell’Italia in uno dei mercati più competitivi e simbolici del made in Italy.
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