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17 Gennaio 2026 - 12:59
Gassino Torinese investe sullo studio e sui giovani: inaugurata l’aula di via Mazzini
Non è stata una semplice inaugurazione formale, ma un passaggio concreto per i giovani gassinesi. Venerdì pomeriggio, in via Mazzini 28/A a Gassino Torinese, è stata aperta ufficialmente alla cittadinanza la nuova aula studio, uno spazio pensato per studenti universitari e maggiorenni che cercano un luogo stabile, silenzioso e accessibile dove studiare. Un progetto finanziato dalla Città Metropolitana di Torino attraverso il bando dedicato alle politiche giovanili, e che da lunedì 12 gennaio era già entrato nella quotidianità del paese.
All’inaugurazione erano presenti il consigliere metropolitano Andrea Gavazza, insieme alla consigliera Marta Clara, il sindaco Cristian Corrado e l’assessora alle politiche giovanili Elena Casciano. Un momento pubblico che ha messo insieme livelli istituzionali diversi, ma con un obiettivo comune: dare forma concreta a una politica che spesso resta sulla carta.
Per la Città Metropolitana, l’aula studio di Gassino rappresenta uno degli esiti del bando con cui sono stati finanziati solo 10 Comuni su 41 candidati, a fronte di risorse limitate e di una domanda crescente di spazi dedicati allo studio. Un dato che restituisce la misura del risultato ottenuto e del contesto competitivo in cui è maturato.
Durante l’inaugurazione, Andrea Gavazza ha portato il saluto della consigliera metropolitana delegata alle politiche giovanili Caterina Greco, ricordando come la scelta di destinare risorse ai Comuni attraverso un bando specifico nasca dalla volontà di sostenere presìdi locali di studio e cultura, soprattutto nei centri fuori dal capoluogo. L’idea di fondo è quella di rafforzare l’offerta pubblica senza concentrare tutto su Torino, riconoscendo anche ai Comuni medi e piccoli un ruolo attivo.
Dal punto di vista operativo, l’aula studio si presenta come uno spazio essenziale ma funzionale. Ambienti dedicati allo studio individuale, un’area break per le pause, connessione Wi-Fi gratuita e un orario continuato dalle 9 alle 19, valido sia nelle sessioni invernali sia in quelle estive. Una struttura pensata per intercettare le esigenze reali di chi studia, senza sovrapporsi ad altri servizi, ma integrandosi con quelli già presenti sul territorio.
La gestione dell’aula è affidata all’Associazione Alberto Scala – ETS, con il supporto del CISA per gli aspetti organizzativi e di controllo degli accessi. Una scelta che richiama il principio di collaborazione tra pubblico e terzo settore, già sperimentato in altri ambiti, e che in questo caso consente di mantenere costi contenuti e regole chiare. Il progetto, come stabilito dagli atti amministrativi, avrà durata per tutto il 2026, configurandosi come una sperimentazione strutturata e valutabile nel tempo.
Nel messaggio diffuso dal Comune in occasione dell’inaugurazione, il tono è volutamente meno istituzionale e più generazionale: «Questa sala non è solo un luogo dove studiare. È uno spazio dove prendersi sul serio, senza prendersi troppo sul serio», si legge nel post. E ancora: «Qui non contano i voti di ieri, ma il tempo che decidete di investire da oggi. Usatela quando avete voglia, ma soprattutto quando non ne avete. Perché è lì che si costruisce davvero il futuro». Parole che raccontano l’ambizione del progetto: non solo offrire tavoli e sedie, ma riconoscere lo studio come pratica quotidiana, spesso solitaria, che ha bisogno di spazi adeguati.
L’apertura dell’aula studio arriva in una fase in cui Gassino Torinese sta riorganizzando in modo profondo i propri spazi educativi. Dalla nuova scuola primaria di via Regione Fiore, appena entrata in funzione, ai lavori per la sicurezza antincendio nella scuola Elsa Savio, fino alla rifunzionalizzazione di altri edifici scolastici, emerge una linea di continuità: investire su luoghi fisici, pubblici, destinati alla formazione.
Non mancano, come emerso più volte anche nel dibattito consiliare, alcune criticità strutturali legate agli spazi e alla loro gestione nel lungo periodo. Ma l’aula studio di via Mazzini, per dimensioni e funzione, rappresenta una risposta mirata a un bisogno preciso, spesso segnalato dagli studenti negli ultimi anni: avere un posto dove studiare senza dover uscire dal paese o affidarsi agli orari spesso limitati, per necessità di cose, della biblioteca civica.
Ora la sfida è tutta nella durata e nell’uso. Saranno i ragazzi, con la loro presenza, a dire se questo spazio diventerà davvero un punto di riferimento stabile. Per il momento, l’aula è aperta, vissuta e accessibile. Un segnale concreto, piccolo nelle dimensioni ma significativo nel metodo, che aggiunge un tassello nel rapporto tra istituzioni e giovani sul territorio.


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