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Scuola nuova, tempo di scelte: Open Day a Gassino Torinese

Visite, open day e lezioni aperte nel nuovo plesso di via Regione Fiore

Scuola nuova, tempo di scelte

Scuola nuova, tempo di scelte: Open Day a Gassino Torinese

La nuova Scuola Primaria di Gassino Torinese apre le porte alla comunità. Non solo simbolicamente, ma anche fisicamente. Dopo la prima campanella dell’8 gennaio, il nuovo plesso di via Regione Fiore si prepara ad accogliere famiglie e cittadini con una serie di giornate di visita dedicate, pensate per mostrare spazi, attività e impostazione educativa della scuola.

Un passaggio che segna un ulteriore step in un percorso durato quasi nove anni, tra progettazione, finanziamenti, cantieri e confronto politico. Ora l’edificio è operativo. E il Comune, insieme all’Istituto Comprensivo di Gassino Torinese, punta a farlo conoscere da vicino, aprendo le aule e i laboratori a chi dovrà sceglierlo e a chi lo ha atteso a lungo.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 23 gennaio 2026. Al mattino, dalle 10.30 alle 12, la scuola sarà aperta alle famiglie interessate alle nuove iscrizioni. Non una visita guidata tradizionale, ma un’occasione per assistere alle lezioni, osservare le attività didattiche e laboratoriali in corso, capire come funziona davvero la scuola nel suo quotidiano.

Nel pomeriggio, dalle 17 alle 19, spazio all’Open Day. Un momento più disteso, dedicato alla visita degli ambienti, dei laboratori e degli spazi comuni. Un modo per raccontare un progetto educativo che punta sul benessere, sulla qualità degli ambienti e su un’idea di scuola pensata per durare nel tempo.

Il calendario prosegue sabato 31 gennaio, quando la nuova primaria sarà aperta, dalle 10 alle 13, a tutti i cittadini gassinesi. Una scelta non scontata, che sottolinea la volontà dell’Amministrazione di presentare la scuola non solo come luogo per studenti e famiglie, ma come opera pubblica centrale nella trasformazione del paese.

La scuola di via Regione Fiore, infatti, non è un edificio isolato. È il perno di una ristrutturazione complessiva della mappa scolastica di Gassino. Con la sua apertura, cambiano funzioni e prospettive degli altri plessi storici. La Elsa Savio resta sede della scuola secondaria di primo grado e sarà interessata da interventi di adeguamento antincendio e sicurezza, finanziati con fondi PNRR. La Borione è destinata a diventare la Casa delle Associazioni, mentre la Gandhi verrà abbattuta per lasciare spazio a un nuovo parco urbano.

Un progetto complesso, costoso e politicamente rilevante. L’investimento complessivo è di circa 9 milioni di euro, di cui 3,5 milioni finanziati dal PNRR e 5,5 milioni coperti con fondi comunali. L’idea nasce sotto l’amministrazione Cugini, che avvia il percorso nel 2017. Il completamento e l’apertura arrivano invece con l’amministrazione Corrado, che ha seguito le ultime fasi del cantiere e l’avvio delle attività didattiche.

Un passaggio che non ha cancellato il dibattito politico. Le minoranze hanno ricordato più volte la genesi del progetto e sollevato critiche su alcune scelte strutturali, come l’assenza dell’aula magna o la palestra non omologata per competizioni ufficiali. Questioni che restano sullo sfondo, mentre la scuola entra nella vita quotidiana del paese.

Nei primi giorni di attività, l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’impatto pratico. L’ingresso degli alunni, l’organizzazione dei flussi, la nuova viabilità in via Regione Fiore. Un banco di prova superato senza criticità, anche grazie alla presenza sul posto di amministratori, forze dell’ordine, Protezione Civile e volontari. 

Ora la scuola si mostra. Lo fa aprendo le porte, invitando a entrare, a guardare, a capire. È il momento in cui un’opera pubblica smette di essere solo un cantiere o un tema di scontro politico e diventa un luogo vissuto. Da qui in avanti, saranno le lezioni, le relazioni quotidiane e la capacità della comunità di far funzionare ciò che ha costruito a dire se questa scuola saprà davvero reggere la promessa con cui è nata.

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