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Medici fino a 72 anni in corsia: la sanità si regge sulle proroghe mentre esplodono le proteste

Contratti rinviati, carriere bloccate e ambulatoriali pronti allo stop

SCIOPERA NAZIONALE

MANIFESTAZIONE DEI MEDICI E DEGLI INFERMIERI IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO NAZIONALE DEL 2023

Il 2026 si apre con una sanità attraversata da decisioni delicate e nuove tensioni sindacali. Da un lato si va verso la proroga della permanenza al lavoro dei medici ospedalieri fino a 72 anni, dall’altro esplode la protesta degli specialisti ambulatoriali, che vedono rinviato ancora una volta il loro contratto. Un doppio binario che mette in luce le difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale e un clima sempre più teso tra professionisti e istituzioni.

Dopo una trattativa complessa, è stata siglata in via definitiva la convenzione per i 60mila medici di famiglia, ma resta irrisolto il nodo dell’Accordo collettivo nazionale della specialistica ambulatoriale. Il rinvio deciso nella seduta della Conferenza Stato-Regioni del 15 gennaio 2026 ha fatto scattare lo stato di agitazione proclamato dal sindacato Sumai Assoprof. A pesare è stata una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ragioniere Generale dello Stato, che ha bloccato l’approvazione dell’intesa.

Il sindacato parla apertamente di uno sgarbo istituzionale. Antonio Magi, segretario del Sumai Assoprof, denuncia «un grave segnale di scarsa considerazione istituzionale nei confronti di oltre 20 mila medici e professionisti specialisti ambulatoriali convenzionati pubblici, che continuano quotidianamente a garantire, nonostante tutto, l'erogazione delle prestazioni specialistiche, assicurando ai cittadini, servizi essenziali del Servizio sanitario nazionale». Secondo l’organizzazione sindacale, il rinvio rappresenta anche «uno schiaffo istituzionale alla Corte dei Conti, che aveva chiaramente certificato la correttezza dell'Accordo apponendo il cosiddetto bollino blu».

Antonio Magi

Ora l’attenzione è puntata sulla prossima seduta della Conferenza Stato-Regioni, prevista per i primi giorni di febbraio. Se anche in quell’occasione l’accordo non dovesse essere approvato, il Sumai Assoprof annuncia che metterà in campo «tutte le iniziative sindacali previste dalla legge», insieme alle altre sigle firmatarie, «compresa l'astensione al lavoro».

Sul fronte degli ospedali, invece, prende forma una scelta destinata a far discutere: la proroga della possibilità di restare in servizio fino a 72 anni, su base volontaria. Si tratta del ripristino di una norma già prevista nel decreto Milleproroghe dello scorso anno, in scadenza a fine 2025, rimasta fuori dal testo dell’attuale provvedimento ma destinata a rientrare durante l’esame parlamentare. La spinta arriva da tutti i partiti della maggioranza, anche in un’ottica di contenimento delle liste d’attesa.

A confermarlo è la deputata della Lega Simona Loizzo, che annuncia: «Presenteremo un emendamento in questo senso perché è una misura che riteniamo giusta e in linea con le richieste non solo dei nostri professionisti ma anche con quelle della Conferenza Stato-Regioni». Una posizione condivisa trasversalmente all’interno della maggioranza.

SIMONA LOIZZO

Favorevole, ma con condizioni precise, è anche il sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed. Il segretario nazionale Pierino Di Silverio chiarisce: «Non siamo pregiudizialmente contrari alla norma, a patto però che sia su base esclusivamente volontaria, che questi colleghi non conservino il ruolo apicale e che restino come tutor senza incidere sul rinnovo delle piante organiche e sulle carriere». Il rischio, avverte, è che «trattenendo in servizio i colleghi più anziani si blocchino di fatto le carriere di tutti gli altri che hanno il sacrosanto diritto di veder riconosciute competenze e professionalità».

Per questo, conclude Di Silverio, «vigileremo affinché la norma venga riproposta con le precise condizioni da noi indicate, confidando che nella più ampia riforma del Sistema sanitario nazionale, di cui si inizia a discutere, non ci sia più spazio per le proroghe. La sanità pubblica per funzionare bene ha bisogno di stabilità».

PIERINO DI SILVERIO - SEGRETARIO NAZIONALE ANAAO ASSOMED

Un equilibrio difficile, tra carenze di personale, contratti rinviati e soluzioni tampone, che rischia di lasciare la sanità pubblica sospesa tra emergenza e riforma.

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