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16 Gennaio 2026 - 15:28
Record di raccolta plasma in Italia, raccolte quasi 920 tonnellate
La raccolta di plasma in Italia raggiunge un nuovo primato ma lascia aperta una questione cruciale per il sistema sanitario. Nel 2025, secondo i dati elaborati dal Centro Nazionale Sangue, sono state raccolte 919,7 tonnellate di plasma, oltre 11 tonnellate in più rispetto al 2024, confermando per il secondo anno consecutivo il superamento della soglia delle 900 tonnellate. Un risultato importante, ma ancora insufficiente rispetto a una domanda di farmaci emoderivati che continua a crescere con ritmi sostenuti.
A sottolinearlo è Luciana Teofili, direttrice generale del Centro Nazionale Sangue, che commenta: «Il sistema italiano dimostra di poter andare oltre gli obiettivi programmati e supera per il secondo anno consecutivo la soglia delle 900 tonnellate di plasma raccolte grazie a milioni di donatori di sangue volontari e non remunerati, all'impegno delle associazioni e dei centri di raccolta del Servizio sanitario nazionale». Numeri che fotografano la solidità del modello italiano della donazione, basato sul volontariato, ma che non chiudono il cerchio dell’autosufficienza.
«Malgrado questi numeri importanti però, l'autosufficienza in materia di plasma resta una sfida per l'Italia, in equilibrio invece per quanto riguarda la raccolta di globuli rossi», prosegue Teofili, spiegando che il vero punto critico è l’aumento del fabbisogno di farmaci plasmaderivati, in particolare delle immunoglobuline, il cui utilizzo «continua infatti a crescere tanto da segnare aumento del 57% negli ultimi dieci anni». Si tratta di farmaci fondamentali per patologie genetiche rare, ma anche per malattie che possono insorgere nel corso della vita, come alcune patologie oncologiche, neurologiche ed ematologiche.
L’incremento della raccolta rispetto al 2024 è dovuto in larga parte alla crescita delle donazioni in aferesi, aumentate del 6,4%. Si tratta di una procedura che consente di prelevare solo il plasma grazie a un separatore cellulare, reinfondendo al donatore globuli rossi e piastrine. Una modalità che permette di raccogliere quantitativi maggiori di plasma, favorisce un recupero più rapido e consente donazioni più frequenti, fino a una ogni 15 giorni.
Nel 2025 sono stati così conferiti all’industria 15,6 chili di plasma per mille abitanti destinati alla produzione di medicinali plasmaderivati. Un dato in crescita che rappresenta «un ulteriore passo avanti verso l'obiettivo di medio termine dei 18 chili per mille abitanti», individuato come primo traguardo per raggiungere l’indipendenza strategica nella produzione di questi farmaci.
Nonostante ciò, l’Italia riesce oggi a coprire solo circa il 60% della domanda di immunoglobuline. Migliore la situazione per l’albumina, per la quale il livello di autosufficienza supera il 75%. La quota mancante di farmaci deve essere acquistata sul mercato internazionale, con costi significativi per il Servizio sanitario nazionale.
Proprio per questo, accanto all’incremento della raccolta promosso insieme alle principali associazioni di donatori — AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa Italiana — il Centro Nazionale Sangue ha avviato anche uno studio sull’appropriatezza clinica dell’utilizzo delle immunoglobuline negli ospedali. Il progetto è finanziato dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute e coinvolge le Regioni Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia, oltre ad AGENAS, AIFA, al Dipartimento di Statistica dell’Istituto Superiore di Sanità e all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

«Il nostro obiettivo strategico è l'autosufficienza anche nella raccolta di plasma», conclude Teofili, «se da un lato dobbiamo convincere sempre più persone a scegliere di donare regolarmente e di donare in aferesi, dall'altro la risposta del popolo dei donatori ci mette di fronte a una grande responsabilità, quella del corretto utilizzo delle immunoglobuline. Lo studio che abbiamo avviato, il primo del genere in Europa, ci fornirà degli strumenti fondamentali per monitorare l'uso appropriato di questi farmaci».
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