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16 Gennaio 2026 - 06:05
San Mauro Torinese in prima serata su Rai1: l’ex cartiera Burgo rivive sul piccolo schermo
San Mauro Torinese è andata in onda su Rai1. Non come semplice citazione o scorcio marginale, ma come presenza riconoscibile, inserita sin dalle prime scene di un film trasmesso in prima serata. È successo mercoledì 14 gennaio, con la messa in onda di Zamora, il film diretto e interpretato da Neri Marcorè, che ha portato sullo schermo, in modo esplicito, uno dei luoghi più iconici e stratificati della città.
A firmare il progetto architettonico della cartiera fu Oscar Niemeyer, uno dei più grandi architetti del Novecento, protagonista assoluto del modernismo internazionale. Brasiliano e comunista dichiarato, Niemeyer è noto in tutto il mondo per aver progettato Brasilia, la capitale del Brasile inaugurata nel 1960 e diventata simbolo di un’utopia architettonica e politica fondata su linee curve, monumentalità e spazio pubblico.
Nel film, le immagini di San Mauro non sono casuali né decorative. Le riprese esterne e interne dell’edificio sanmaurese, con le sue inconfondibili finestre ellittiche, diventano la sede dell’azienda milanese guidata dal Cavalier Tosetto, personaggio interpretato da Giovanni Storti, imprenditore carismatico e visionario, con una passione quasi ossessiva per il calcio. È attorno a quel luogo e a quella figura che si sviluppa una parte centrale della narrazione.


Alcuni fotogrammi tratti dal film
Zamora è una commedia ambientata negli anni Sessanta, nel pieno del boom economico italiano. Racconta la storia di Walter Vismara, giovane contabile di provincia che si trasferisce a Milano per lavorare in un’azienda in forte crescita. Timido, impacciato, lontano dai modelli vincenti dell’epoca, Vismara si ritrova suo malgrado coinvolto nella squadra di calcio aziendale, non per meriti sportivi ma per una leggenda costruita attorno al suo passato di portiere. Da qui prende forma una vicenda che intreccia lavoro, sport, gerarchie aziendali, illusioni e riscatto personale, con un tono che alterna ironia e malinconia.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Perrone, pubblicato nel 2003, opera che ha saputo conquistare negli anni una posizione particolare nella narrativa italiana contemporanea. Nel libro, come nel film, il calcio non è solo un gioco ma un linguaggio sociale, un dispositivo di potere, un luogo simbolico in cui si riflettono ambizioni, conformismi e fragilità di un’Italia che corre veloce verso il benessere, lasciando indietro chi non riesce o non vuole adeguarsi. Marcorè, nella sua trasposizione cinematografica, ha scelto di rispettare lo spirito del romanzo, lavorando molto sulle atmosfere, sui tempi lenti e sulle ambientazioni, restituendo un Paese sospeso tra entusiasmo e disincanto.
L’edificio progettato da Niemeyer negli anni Settanta, uno dei pochissimi esempi di architettura modernista internazionale in Piemonte, nasce infatti come sede direzionale delle Cartiere Burgo, simbolo di una stagione industriale che ha segnato profondamente il territorio sanmaurese e l’intera area nord di Torino.
Per decenni, quel complesso ha rappresentato un polo produttivo e decisionale, legato a un’industria che ha dato lavoro, identità e prospettiva a generazioni di famiglie. Con la crisi del settore e la dismissione delle attività, il palazzo ha attraversato una lunga fase di sospensione, diventando emblema di un passato importante ma apparentemente concluso. Proprio questa stratificazione, fatta di memoria industriale, architettura d’autore e silenzio produttivo, lo ha reso negli anni una location particolarmente appetibile per il cinema e la televisione.
Prima di Zamora, l’ex Burgo era già comparsa in produzioni di rilievo: nel 2021 per una fiction Rai e nel 2023 come set della serie Sky Blocco 181. Ogni volta, la struttura è stata capace di trasformarsi, adattandosi a contesti narrativi diversi senza perdere la propria forza visiva.
Oggi, però, quell’edificio non è più soltanto un set. Dal 2024 ospita Argotec, azienda sanmaurese diventata uno dei nomi di riferimento dell’aerospazio europeo, specializzata nella progettazione e realizzazione di microsatelliti. La riapertura e inaugurazione della sede ha segnato una svolta netta: lo stesso luogo che aveva incarnato l’industria del Novecento è diventato uno spazio di ricerca, innovazione e tecnologia avanzata, proiettato verso l’orbita terrestre e le missioni spaziali.
Vedere quell’edificio in prima serata su Rai1 significa quindi molto più che riconoscere una location. Significa osservare, metaforicamente, la traiettoria di una città che ha saputo attraversare trasformazioni profonde, passando dalla fabbrica alla conoscenza, dalla carta ai satelliti, senza cancellare le proprie radici. Il cinema, in questo caso, diventa una lente capace di mettere insieme piani diversi: la finzione narrativa, la storia industriale, l’architettura e il presente produttivo.
San Mauro Torinese, per una sera, non è stata solo “sfondo”. È stata racconto, memoria e immagine del futuro. E forse è proprio questo che rende quella presenza televisiva qualcosa di più di una semplice comparsa: la dimostrazione che certi luoghi, se attraversati con intelligenza e visione, possono continuare a parlare, anche quando cambiano completamente funzione.

L'interno dell'ex cartiera Burgo all'interno del film
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