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15 Gennaio 2026 - 12:56
Il Canavese cambia scuola, alla primaria arriva il modello “Senza zaino”
A Prascorsano la scuola cambia passo e lo fa partendo da un gesto simbolico ma potente: togliere lo zaino. Dal settembre 2026 la primaria del plesso dell’Istituto comprensivo di Valperga adotterà il modello “Senza zaino”, una scelta che promette di incidere sulla didattica, sull’organizzazione delle classi e sulla vita quotidiana dei bambini. Il progetto, presentato nel tardo pomeriggio di lunedì 12 gennaio, apre un percorso che non riguarda solo banchi e materiali, ma il modo di insegnare e di apprendere, in un territorio che decide di investire sulla scuola come presidio educativo e sociale.
“Senza zaino” non è una moda né un semplice aggiustamento logistico. È una linea pedagogica che nasce in Italia e che negli ultimi anni si è diffusa in centinaia di scuole, dalle grandi città ai piccoli centri, con risultati che hanno attirato l’attenzione di dirigenti scolastici e amministrazioni locali. Al centro ci sono tre parole chiave: responsabilità, comunità, ospitalità. Tre concetti che ribaltano l’idea tradizionale di aula come spazio neutro e spesso impersonale, per trasformarla in un ambiente di apprendimento vivo, curato, condiviso.
Nelle classi “Senza zaino” non esistono più file di banchi identici e cartelle cariche di libri da portare avanti e indietro ogni giorno. Gli spazi vengono ripensati: angoli di lavoro, atelier, scaffali accessibili, materiali comuni. I bambini imparano a prendersi cura dell’ambiente, a gestire strumenti condivisi, a lavorare in autonomia o in piccolo gruppo. L’alleggerimento dello zaino è solo il simbolo più visibile di un cambiamento più profondo, che riguarda il carico cognitivo ed emotivo e il modo in cui ciascun alunno viene coinvolto nel processo di apprendimento.
Per la scuola di Prascorsano, questa scelta rappresenta un investimento sul futuro. In un contesto di comunità piccola, dove la scuola è uno dei principali presìdi sociali, adottare “Senza zaino” significa rafforzare il senso di appartenenza e rendere l’istituzione scolastica un luogo riconoscibile, capace di innovare senza perdere identità. È un segnale chiaro anche per le famiglie, che vedono nella qualità dell’offerta educativa un elemento decisivo per restare sul territorio.

Dal punto di vista della didattica, il cambiamento è sostanziale. Le attività diventano più cooperative, orientate allo sviluppo di competenze e non solo all’acquisizione di nozioni. I tempi si fanno più distesi, gli obiettivi più chiari, il lavoro più significativo. La centralità del benessere relazionale non è un contorno, ma una condizione necessaria perché l’apprendimento avvenga in modo efficace. In questo modello, la responsabilità individuale cresce insieme a quella collettiva: ogni bambino è protagonista, ma all’interno di una comunità che funziona.
A livello nazionale, l’esperienza “Senza zaino” ha mostrato come ambienti di apprendimento ben progettati possano incidere positivamente sulla motivazione, sulla partecipazione e sul clima di classe. Le scuole che hanno adottato questo approccio raccontano una riduzione dei conflitti, una maggiore autonomia degli alunni e una relazione più collaborativa tra docenti e famiglie. Non si tratta di risultati miracolosi, ma di esiti coerenti con un impianto educativo che mette al centro la persona e non solo il programma.
La decisione di Prascorsano arriva in un momento in cui la scuola italiana è chiamata a confrontarsi con sfide complesse. Dispersione scolastica, disuguaglianze educative, difficoltà di concentrazione e di relazione sono temi sempre più presenti nel dibattito pubblico. In questo quadro, iniziative come “Senza zaino” assumono un valore che va oltre il singolo plesso: rappresentano una risposta concreta, costruita dal basso, che prova a tenere insieme rigore didattico e attenzione al benessere.
Naturalmente, il percorso non è privo di difficoltà. Richiede una formazione continua dei docenti, un ripensamento degli spazi e una dotazione adeguata di materiali condivisi. Richiede soprattutto un accompagnamento attento delle famiglie, chiamate a comprendere e sostenere un cambiamento che modifica abitudini consolidate. Sono passaggi delicati, ma già affrontati con successo da molte scuole che hanno intrapreso questa strada e che oggi ne rivendicano i benefici.
Il valore dell’iniziativa, per Prascorsano, è anche territoriale. Una scuola capace di innovare diventa un fattore di attrattività, contribuisce a evitare spostamenti verso altri plessi e rafforza il legame tra istituzione scolastica e comunità. In un’epoca in cui i piccoli centri rischiano di perdere servizi e centralità, investire sulla qualità dell’educazione significa investire sulla tenuta sociale e culturale del paese.
Il calendario è già tracciato. Settembre 2026 segnerà l’avvio operativo del modello, ma il lavoro comincia ora, con la progettazione degli ambienti e la costruzione di un patto educativo condiviso. È questo il passaggio decisivo: trasformare un annuncio in una pratica quotidiana riconoscibile, capace di incidere davvero sull’esperienza dei bambini.
A Prascorsano, “Senza zaino” non è solo un cambio di metodo. È una scelta che parla di fiducia nella scuola, di responsabilità condivisa e di futuro. Un’idea in più che pesa meno di uno zaino, ma molto di più sul percorso di crescita delle nuove generazioni.
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