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13 Gennaio 2026 - 22:33
L'assessore Fabrizio Debernardi
Chivasso affida il progetto “Da Ponte a Ponte: una corona verde per Chivasso”. Tradotto: dopo mesi di annunci, graduatorie e comunicati, il Comune amministrato dal sindaco Claudio Castello e dall'assessore al Verde Pubblico Fabrizio Debernardi mette la firma su un passaggio che vale più di mille slogan: l’incarico per progettare davvero e soprattutto per dirigere i lavori. La determina è la n. 1150 del 31 dicembre 2025, ed è l’atto che porta l’intervento fuori dal piano dei buoni propositi e lo infila, finalmente, nel terreno molto più prosaico delle scadenze, delle parcelle e dei capitoli di bilancio.
L’affidamento va allo studio 2MIX Architetti di Torino, chiamato a redigere il Progetto Esecutivo, seguire la Direzione Lavori, la contabilità e occuparsi anche del Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. Un pacchetto completo: chi scrive il progetto, poi lo segue e certifica che venga realizzato secondo regole e sicurezza.
Il costo dell’incarico, però, non è un dettaglio tecnico: è il primo vero “numero” che misura l’avvio dell’operazione. L’offerta proposta dallo studio è di 138.620 euro (inclusa la cassa previdenziale), che con l’IVA arriva a un impegno complessivo di 169.116,40 euro. Non una consulenza simbolica, ma un incarico pieno, sostanzioso, strutturato.
E qui la domanda non è se piantare alberi sia cosa buona — lo è — ma se Chivasso sia capace di trasformare il verde promesso in verde reale. Perché il progetto, finanziato nel quadro del PR FESR Piemonte 2021/2027, viene raccontato come un intervento di forestazione urbana e resilienza climatica: ridurre l’isola di calore, aumentare superfici vegetate, creare connessioni ecologiche tra aree oggi marginali e degradate.

Sulla carta i soldi ci sono, ed è un assegno pesante: il costo totale dell’intervento è di 2.469.328,90 euro, di cui 2.112.185,30 euro coperti dal contributo regionale e 357.143,61 euro messi dal Comune. Quindi sì, arriva il finanziamento, ma non gratis: una fetta la paga la città, cioè i cittadini.
Ora c’è una data che vale più dei comunicati: il Progetto Esecutivo dovrà essere consegnato entro le 12 del 27 febbraio 2026. Quella sarà la prima prova di realtà, il primo punto in cui capiremo se “Da Ponte a Ponte” è un’opera che cammina o solo un titolo che torna ciclicamente, come certi slogan buoni per tutte le stagioni.
Il Comune ha festeggiato il posizionamento in graduatoria e il finanziamento con toni trionfalistici, raccontando un progetto “da oltre due milioni” come un grande risultato di pianificazione ambientale. Ma a leggere le carte, la questione è più semplice: il progetto parte davvero soltanto adesso, perché soltanto adesso ci sono un incarico, un responsabile, un importo impegnato e una scadenza.
E sarà qui che si giocherà la partita, perché la zona su cui si interviene — tra aree perifluviali, margini urbani e pezzi di territorio maltrattato — non è un rendering: è un luogo dove, da anni, si misura la distanza tra retorica e manutenzione.
Chivasso, insomma, ha imboccato la strada ufficiale della “corona verde”. Adesso resta l’unica cosa che conta davvero: vedere se, dopo l’affidamento, arriveranno cantieri, tempi rispettati e soprattutto risultati tangibili. Perché la città non ha bisogno di un’altra etichetta ecologica: ha bisogno di alberi che crescono, spazi che tornano vivi e amministratori che si ricordano di una regola elementare — la politica si giudica sui fatti, non sulle delibere.
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