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13 Gennaio 2026 - 18:53
Asti apre il Municipio agli studenti: la Sala consiliare diventa un’aula civica (foto di repertorio)
La Sala consiliare torna a riempirsi di studenti, voci giovani e domande dirette sul funzionamento delle istituzioni. È partita oggi ad Asti l’edizione 2026 di “Comune Porte Aperte”, il progetto che porta le scuole dentro il Municipio e trasforma Palazzo Mandela in un’aula di educazione civica dal vivo.
Fin dalle prime ore della mattina, i banchi della Sala consiliare hanno accolto studenti e studentesse delle scuole cittadine, chiamati non solo ad ascoltare, ma a partecipare. L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: avvicinare le nuove generazioni alla macchina amministrativa, spiegare come funziona un Comune e far capire, in modo diretto, che le istituzioni non sono entità astratte ma luoghi concreti dove si prendono decisioni che incidono sulla vita quotidiana.
Il progetto si articola in due momenti distinti ma complementari. Nella prima fase viene illustrata la struttura del Comune di Asti, il ruolo degli uffici, le competenze degli organi politici e amministrativi, il funzionamento della Giunta e del Consiglio comunale. Un passaggio fondamentale per fornire agli studenti gli strumenti minimi per orientarsi tra ruoli, responsabilità e procedure.
La seconda parte è quella più attesa e coinvolgente: la simulazione del Consiglio comunale. Gli studenti entrano letteralmente nei panni degli amministratori, assumendo i ruoli di sindaco, assessori e consiglieri. Si discute, si presentano proposte, si confrontano posizioni diverse, proprio come accade durante una vera seduta consiliare. Un esercizio che mette alla prova capacità di ascolto, argomentazione e rispetto delle regole democratiche.
Ad accompagnare i ragazzi in questo percorso ci sono il sindaco Maurizio Rasero, l’assessora Loretta Bologna e il consigliere delegato alle Politiche giovanili Denis Ghiglione, che seguono da vicino le attività, spiegano i passaggi più complessi e rispondono alle domande degli studenti. La loro presenza serve a creare un contatto diretto tra amministratori e giovani cittadini, riducendo la distanza spesso percepita tra istituzioni e nuove generazioni.
“Comune Porte Aperte” si propone come un vero laboratorio di cittadinanza attiva. Non una lezione frontale, ma un’esperienza immersiva che permette agli studenti di comprendere il valore del confronto democratico, delle decisioni condivise e delle responsabilità che accompagnano ogni scelta pubblica.
Secondo il sindaco Rasero, l’iniziativa è pensata per rafforzare il legame tra i giovani e la città: un modo per stimolare consapevolezza, senso di appartenenza e partecipazione. In un contesto in cui l’astensionismo e il disinteresse verso la politica crescono soprattutto tra i più giovani, il progetto punta a invertire la rotta partendo dall’esperienza diretta.
Con l’edizione 2026, Asti conferma la volontà di investire sull’educazione civica come strumento concreto, portando le scuole dentro i luoghi delle decisioni e mostrando come funziona davvero la democrazia locale. Un percorso che, almeno nelle intenzioni, mira a formare cittadini più informati e più consapevoli, prima ancora che elettori.

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