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Dopo anni di silenzio i Giovani Democratici rialzano la testa: in Piemonte nasce una nuova segreteria e cambia la linea politica

Nuova segreteria, nuove parole e una sfida aperta: i Giovani Democratici del Piemonte provano a uscire dall’ombra e a rimettere i giovani al centro della politica

Dopo anni di silenzio i Giovani Democratici

Dopo anni di silenzio i Giovani Democratici rialzano la testa: in Piemonte nasce una nuova segreteria e cambia la linea politica

Dopo anni di stallo organizzativo e di assenza di una guida nazionale stabile, i Giovani Democratici del Piemonte voltano pagina. L’11 gennaio 2026 il coordinamento regionale ha ufficialmente insediato la nuova segreteria regionale, segnando un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, va oltre il semplice rinnovo degli incarichi interni e assume il valore di una rifondazione politica e generazionale. Per la prima volta da molto tempo, infatti, la struttura piemontese torna a operare in pieno raccordo con la segreteria nazionale, superando una fase di frammentazione che aveva inciso sulla capacità di incidere nel dibattito pubblico.

Il nuovo corso nasce con l’ambizione di rimettere al centro il protagonismo giovanile, ricostruire un rapporto stabile con i territori e trasformare l’attivismo in proposte politiche riconoscibili. Un obiettivo che arriva in un momento delicato per la partecipazione politica delle nuove generazioni, strette tra precarietà lavorativa, difficoltà di accesso ai servizi e una crescente distanza dalle istituzioni.

A guidare la segreteria regionale è Annet Moscatello, eletta segretaria con un mandato che punta esplicitamente a ricostruire identità e visione. «Sono orgogliosa della squadra che abbiamo composto, fatta di persone accomunate da un obiettivo comune: crediamo nella possibilità di poter essere la forza del cambiamento», afferma. Al centro del suo intervento c’è una lettura netta del presente: una generazione che vede restringersi diritti che sembravano acquisiti e che chiede risposte su lavoro, salute, istruzione e qualità della vita.

«Abbiamo una visione ben chiara della società che vogliamo, per garantire a chi verrà di godere di diritti di cui oggi la nostra generazione si vede privata. Vogliamo lottare per una società più giusta ed equa», prosegue Moscatello, indicando come priorità il superamento di quello che definisce un paradosso ormai strutturale, il lavoro povero. Un tema che si intreccia con quello della sicurezza: «Dobbiamo lottare per posti di lavoro sicuri, in cui nessuno rischi la vita o subisca gravi infortuni».

Nel programma della nuova segreteria trovano spazio anche la difesa del Servizio Sanitario Nazionale, indicato come pilastro da rafforzare per garantire cure tempestive e universalistiche, e il diritto a un’istruzione gratuita e di qualità, realmente accessibile. Non manca uno sguardo al territorio piemontese, con l’attenzione alle aree interne e montane, spesso escluse dai grandi investimenti: «Vogliamo investire nello sviluppo di infrastrutture e di un sistema di trasporti pubblici efficiente, capace di collegare l’intero territorio piemontese», sottolinea la segretaria, denunciando anche l’impatto dei tagli sui piccoli comuni e il rischio di spopolamento.

Accanto a Moscatello, la nuova vicesegretaria regionale Sveva Sapino rivendica un impegno che tiene insieme organizzazione e diritti civili. «Sono molto onorata del ruolo e della delega che la Segretaria ha scelto per me», afferma, spiegando di voler proseguire il lavoro avviato come segretaria metropolitana di Torino sui sopralluoghi al CPR di corso Brunelleschi. «Un non-luogo», lo definisce, «da cui far emergere tutta la sofferenza e l’ingiustizia». Al centro del suo impegno anche la questione dei permessi di soggiorno, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a proposte concrete di riforma: «Un Paese davvero giusto è un Paese che non lascia indietro nessuno».

Il cambio di passo passa anche dalla comunicazione, affidata a Jacopo Geromin, che invoca apertamente una rottura con il passato. «La Giovanile democratica deve diventare un punto di riferimento per tutto il Partito nell’ambito della comunicazione», afferma, sottolineando come le parole non siano neutre ma contribuiscano a costruire la realtà politica. «Se continuiamo a raccontarci solo come forza di opposizione, resteremo confinati in quel ruolo». Da qui la scelta di spostare il baricentro su un racconto propositivo, capace di valorizzare idee, progetti e una nuova classe dirigente giovanile. «Basta dare visibilità a Meloni, basta dare visibilità a Cirio. Da oggi saremo noi i protagonisti della nostra comunicazione», è la linea indicata.

A completare il quadro è l’intervento del vicesegretario Alessandro Barone, che richiama una dimensione più culturale e politica dell’organizzazione. «Ci troviamo oggi a un bivio democratico», afferma, individuando nella crescita dell’individualismo uno dei principali ostacoli alla partecipazione. «La nostra missione è ricostruire il senso di comunità, riportando le persone al centro dell’azione politica». Un richiamo che guarda al futuro, ma che si ancora ai valori costituzionali e alla memoria di chi ha lottato per la democrazia.

La nascita della nuova segreteria regionale dei Giovani Democratici del Piemonte segna dunque un tentativo di uscire dalla marginalità e di tornare a essere un laboratorio politico attivo. Resta ora la prova dei fatti: trasformare le parole in iniziativa concreta, misurandosi con territori complessi e con una generazione che chiede risposte rapide, credibili e non più rinviabili.

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