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13 Gennaio 2026 - 13:16
L’intelligenza artificiale entra negli studi dei medici di famiglia:aperta una nuova fase della sanità territoriale
L’intelligenza artificiale comincia a entrare in modo strutturato nella medicina di base. Nei prossimi mesi una piattaforma sviluppata da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sarà attivata negli studi dei primi 1.500 medici di famiglia italiani. Si tratta del progetto MIA, nato all’interno della Missione 6 Salute – Componente 1 del Pnrr, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale attraverso strumenti digitali avanzati.
La piattaforma è stata progettata per offrire un supporto operativo ai medici e ai professionisti sanitari, senza sostituirne il ruolo decisionale. Attraverso un’interfaccia dedicata, i sanitari possono formulare quesiti clinici e ricevere risposte basate su evidenze scientifiche, corredate da fonti verificabili, utili nella pratica quotidiana.
Secondo Agenas, l’introduzione dell’intelligenza artificiale, se governata con criteri di responsabilità e controllo, può contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure e a migliorare l’efficienza dei servizi di prossimità, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.
Il progetto MIA interviene su tre ambiti principali. Il primo riguarda le attività diagnostiche di base, fornendo suggerimenti su ipotesi cliniche, esami appropriati e primi orientamenti terapeutici. Il secondo è dedicato alla gestione delle patologie croniche, con strumenti di monitoraggio personalizzato e supporto alla presa in carico continuativa dei pazienti. Il terzo ambito è quello della prevenzione, con l’integrazione delle campagne di screening e vaccinazione attive a livello nazionale e regionale e l’individuazione dei pazienti potenzialmente idonei.
Tra i benefici attesi indicati da Agenas figurano la riduzione dei tempi dedicati alle attività diagnostiche di routine, un miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, una maggiore aderenza terapeutica e una diminuzione delle ospedalizzazioni evitabili. La piattaforma punta inoltre a favorire una gestione più efficace delle comorbidità e a rafforzare l’adesione ai programmi di prevenzione e immunizzazione.
L’avvio nei primi 1.500 studi rappresenta una fase sperimentale, destinata a essere valutata attraverso la raccolta di dati e feedback da parte dei professionisti coinvolti. Solo dopo questa fase sarà possibile capire se e come estendere il sistema su scala nazionale.
Il progetto MIA si inserisce in una trasformazione più ampia della sanità italiana, chiamata a coniugare innovazione tecnologica e prossimità delle cure. L’intelligenza artificiale, in questo quadro, non viene presentata come scorciatoia, ma come strumento di supporto in un sistema che resta fondato sulla responsabilità clinica e sul rapporto diretto tra medico e paziente.

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