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Il Canavesano imbruttito

L’anno della democrazia imbavagliata: guerra, ipocrisia e presa in giro di massa

Dal discorso di fine anno di Sergio Mattarella alla legge di bilancio del Governo Meloni, passando per la guerra permanente, la mistificazione mediatica e l’impoverimento programmato: il racconto di un Paese che ha smarrito verità, pace e dignità

L’anno della democrazia imbavagliata: guerra, ipocrisia e presa in giro di massa

L’anno della democrazia imbavagliata: guerra, ipocrisia e presa in giro di massa

E anche il 2025 è andato, annus horribilis, nel quale le nostre massime istituzioni, Corte Costituzionale, Parlamento, Senato e Presidenza della Repubblica, sono riuscite a dare il peggio, ad andare oltre il fondo di un “barile” che il fondo non ce l’aveva nemmeno più.  Sono passate le feste, chi ha potuto si è ingozzato di dolcetti e panettoni, da noi cosa ritenuta propedeutica al sentirsi più buoni; “animalisti” e “pacifisti” sono inorriditi per quanto riportato da “La Repubblica”, che ha voluto far sapere agli italiani che i lupi russi avevano passato il confine e stavano facendo strage delle indifese renne finlandesi, fatto, probabilmente, accertato da “scienziati” capaci di distinguere l’ululato di un lupo russo da quello di un lupo finlandese; i guerrafondai nostrani, gli stessi che volevano “vaccinare” contro il covid, obbligatoriamente e con la forza, tutti gli italiani, gli stessi che sproloquiano di cambiamenti climatici e di “green economy”, hanno brindato all’ennesimo attentato terroristico di matrice ucraina in territorio russo nel quale sono morti agenti di polizia e il Generale Sarvarov; la mamma Giorgia, “cristiana” di borgata, ci ha fatto sapere, fra un Presepe e un Albero di Natale, che quest’anno le cose peggioreranno; il Presidente della Repubblica ha fatto l’ennesimo discorso alla Nazione, piaciuto solo a politici e leccaculo di professione, ma capace, fra la gente comune, di creare un forte senso di rigetto e di rabbia e il tutto mentre vedeva la luce la legge di bilancio per il 2026, non portata da Babbo Natale, ma dal Governo Meloni con la collaborazione di un’opposizione inesistente, buona solo ad alzare la voce nei talk show televisivi. Una legge di bilancio che aumenta i controlli, che aumenta le tasse a chi meno guadagna, che porterà l’aumento, come auspicato dalla “Baronessa” Ursula Von der Leyen, di benzina e gasolio, quindi e inevitabilmente, di tutti i beni di consumo. 

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Una legge di bilancio, logica conseguenza di quella che l’aveva preceduta, che evidenzia come il Governo e in generale tutta la partitocrazia romanocentrica non possa risolvere nessun problema del Paese perché il problema più grande, divenuto un enorme pericolo per l’Italia, è proprio il Governo e tutta la classe politica, quella che si proclama di “destra”, di “centro” o di “sinistra”. Il discorso di fine anno, tenuto da Mattarella a reti unificate, ha confermato il nostro Presidente della Repubblica come uno dei più grandi mistificatori della storia. Addirittura si è speso nell’esortare i giovani a prendere in mano il proprio destino, dimenticandosi, sarà l’età, che solo giovedì 11 dicembre la Ministra Anna Maria Bernini, titolare del Dicastero dell’Università e della Ricerca, aveva apostrofato come “inutili” e “poveri comunisti” gli studenti di medicina che ad Atreju avevano osato contestare l’ennesima, inutile e farraginosa riforma universitaria tesa a potenziare il “cancro” del baronato ed a far sparire dalla facoltà di medicina anche l’ultimo residuato di meritocrazia. 

Il nostro “grande” Presidente ci ha fatto sapere, mentre ormai sono decine di migliaia gli italiani che quotidianamente si rivolgono alle Onlus per il pane, la pasta e qualsiasi genere alimentare di prima necessità, che è diventato indispensabile “investire sulla pace”, ovviamente, seppur taciuto, spendendo miliardi in armamenti. Non solo, come se si stesse rivolgendo a dei bimbi incapaci di distinguere il giusto dallo sbagliato, ha anche richiamato tutti alla ragionevolezza, nonostante, mi pare, si sia ben guardato dallo spendere una parola sui tagli che la nuova “finanziaria” prevede per i comuni e per i servizi più vicini alle persone. Addirittura è riuscito nell’impossibile impresa di mettere sullo stesso piano il genocidio in atto a Gaza ad opera del “civile” e “democratico” Stato di Israele e la guerra tra Ucraina e Russia. Non solo, in mezzo a tanta inutile retorica, non ha speso una sola parola sui bombardamenti U.S.A. in Venezuela, forse perché i nipotini dello Zio Sam non sono mai ritenuti colpevoli di nulla e per loro il distinguo “aggredito- aggressore” non vale mai.

Comunque per la gioia di Mattarella, della Meloni e immagino anche di Ursula Von der Leyen, ormai da anni impegnata a farci conoscere la “vera democrazia”, i nostri amici americani pare siano riusciti nell’ennesimo colpo di Stato, infatti, Trump ha annunciato che il Presidente venezuelano, Nicolas Maduro e moglie sono stati catturati in un raid militare su Caracas per essere trasportati e incriminati a New York per reati connessi alla produzione e allo spaccio di droga, cosa di per sé grottesca, non fosse altro perché New York è una città quasi totalmente dipendente dall’uso di droghe e farmaci. In ogni caso, mentre l’Unione Europea sta pensando a cosa dire per mostrarsi felice dell'iniziativa americana, mentre Tajani invoca cautela, Cina, Brasile e Russia hanno fermamente condannato l’ingiustificato attacco militare americano, ma si sa, alle nostre latitudini la ragione risiede sempre a Washington e poco conta se il Venezuela è il primo Paese al mondo per riserve petrolifere, gli americani sono brava gente, non hanno mai fatto e non faranno mai una guerra per meri interessi economici, loro sono esportatori di “democrazia”, la regalano anche a chi non la vuole, lo fanno a spese loro, sempre attenti a colpire dittatori e comunisti. Insomma, quanto avvenuto in Cile nel 1973 avrebbe dovuto insegnare a tutti che la “democrazia” d’esportazione a stelle e strisce è una merce che non ha prezzo. Certo, fu assassinato, scusate, ufficialmente suicidato, il “dittatore comunista” Salvador Allende, ma gli americani regalarono al popolo cileno, con tanto di baci, abbracci e strette di mano di Henry Kissinger, Capo di Stato Maggiore del Governo Nixon, quel brav’uomo di Augusto Pinochet, che solo le male lingue hanno sin qui avuto l’ardire di descrivere come uno dei più spietati carnefici fascisti apparsi sulla faccia della terra.

Ad ogni modo, mostrando rispetto e umiltà, tornado al discorso di fine anno pronunciato dal nostro Presidente della Repubblica, devo dire che nelle sue parole sono riuscito a cogliere una sorta di ringraziamento indirizzato a tutto il popolo italiano, che alla spicciolata si potrebbe così tradurre: “Ringrazio tutti per il ritardo mentale sin qui mostrato, diversamente, né io, né nessuno fra Governo e opposizioni avremmo potuto essere qui a trasformare il dissenso in colpa e la prudenza in tradimento. Nessuno in questi anni difficili avrebbe garantito 28 miliardi di profitti alle banche, nessuno avrebbe speso 650 milioni per i centri d’accoglienza in Albania, nessuno avrebbe “investito” 13 miliardi in Africa, nessuno avrebbe avallato una spesa di 15 miliardi per ponte sullo Stretto di Messina, nessuno avrebbe destinato 24 miliardi per l’acquisto di carri armati e soprattutto, nessuno, come noi, sarebbe stato entusiasta di sottoscrivere l’ennesimo aiuto di 90 miliardi all’Ucraina, partecipando come Italia, pensando ai bisogni degli italiani, con soli 18 miliardi.”

Insomma, nessun allarme! Noi siamo l’Italia, la sora Meloni ha detto che dobbiamo essere orgogliosi perché, prima al mondo, la cucina italiana è stata riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, poi, cosa conta se siamo un Paese nel quale milioni di persone faticano a soddisfare i bisogni essenziali; nel quale servirebbero investimenti stabili e una strategia di lungo periodo, da noi si parla di guerra come di frittura mista, si plaude al terrorismo ucraino, si è indifferenti di fronte al massacro del popolo palestinese così come lo si è di fronte al genocidio in atto da oltre tre anni in Sudan, dove sulla via dell’oro si scontrano gli interessi di Emirati Arabi Uniti e Inghilterra, prima fornitrice di armi alle milizie rivoluzionarie e quelle di Egitto e Cina che, invece, seppur in maniera più defilata, sostengono il Governo sudanese. A nessuno importa se nel Darfur veri laghi di sangue umano sono addirittura visibili dal satellite, noi siamo il Paese dove prima degli interessi degli italiani vengono quelli dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, della N.A.T.O., di Israele, dell’Ucraina, della Germania, della Francia, dei Paesi Bassi e di chi più ne ha più ne metta. Noi siamo il Paese dove è in atto lo strangolamento del dissenso, tanto totalitario da non aver nulla da invidiare a quello di fascista memoria. Noi siamo il Paese dove l’informazione ufficiale entra nelle case a reti unificate; dove ogni voce critica viene imbavagliata e dove, così facendo, le nostre “democratiche" istituzioni colpiscono al cuore l'idea stessa di libertà e democrazia.

Noi siamo diventati il Paese dove i cittadini sono quotidianamente destinatari di lezioni etiche da parte di politici e giornalisti che, seppur l’etica non l’hanno mai avuta, li ritengono incapaci di costruirsi da soli un qualsivoglia criterio di valutazione della realtà; il Paese dove è ritenuta una colpa non prepararsi adeguatamente alla guerra; il Paese dove ormai non si parla nemmeno più di difesa, ma di attacco preventivo alla Russia e di risposta automatica; il Paese dove politica e "informazione ufficiale" vedono nel conflitto bellico la normalità e nella pace un’eccezione sospetta; il Paese dove la colpa è sempre degli altri, gli altri indicati dall’Unione Europea, dagli americani e dagli israeliani; il Paese dove gli altri sono sempre pericolosi, dove la paura è diventata giustificazione e il riarmo è diventato virtù; il Paese dove la polarizzazione è diventata metodo di governo e dove chi non si adegua viene isolato, screditato e marchiato come traditore; il Paese che solo pochi anni fa si faceva dettare l’agenda politica dalle Big Pharma ed oggi se la fa dettare dalla violenza.

Noi siamo il Paese dove i fascisti si proclamano antifascisti, dove non si condannano i crimini dello Stato terrorista di Israele e dove, così come indicato dal Consiglio Europeo, si sanzionano giornalisti e cittadini che esprimono opinioni anti N.A.T.O.. Questa è la nostra “democrazia”, quella che ad ogni legge di bilancio impoverisce sempre i più poveri; che cancella opportunità di lavoro; che accelera il fallimento di piccole e medie aziende; che disincentiva la voglia di imprendere; che introduce l'addestramento, in sostituzione dell’istruzione, nelle scuole e addirittura nelle Università; che favorisce l’invasione di clandestini nelle nostre città; che smantella, ogni volta di più, la sanità pubblica; che, invece di favorire l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro, continua ad allungare l’età pensionabile e che, nei fatti, con un’arroganza senza pari, non perde occasione per farci sapere quanto sia giusto che Parlamentari e Senatori in un mese portino a casa i soldi che operai e impiegati del settore privato portano a casa in un anno.

A farci ben caso, però, siamo anche il Paese dove in un batter di ciglia sono spariti i  “pacifisti senza se e senza ma”; dove non sia hanno più notizie di chi si dedicava ai “girotondi”; dove più nessuno ha voglia di organizzare le "marce arcobaleno" e dove, anche le “sardine” si sono inabissate, insomma, la cialtroneria è emersa in tutta la sua veemenza su tutte le sponde, tanto a "sinistra" quanto a "destra", quindi, vanno bene i richiami alla ragionevolezza, ma le prese per il culo, quando sono continue, quando si traducono in perdita di posti di lavoro, in povertà, in liste d’attesa superiori a 12 mesi per poter fare esami strumentali e visite salvavita e “nel prepariamoci alla guerra per avere la pace”, quelle no, su quelle non si può perdere tempo a ragionare o meglio, non si può continuare ad aver la pretesa di fottere gli italiani e poi di chiedere a questi di ragionarci sopra. Io credo che alle prossime elezioni politiche l’astensionismo arriverà a sfiorare, se non a superare, il 70% e poi a chi verrà ancora in mente di chiedere ragionevolezza agli italiani?!

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