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Urina, degrado e bivacchi: corso Vittorio Emanuele II a Torino scivola nel degrado

La denuncia di un consigliere comunale: "Assessore, venga a vedere con me". L'allarme arriva fino ai comuni della cintura

Urina, degrado e bivacchi: corso Vittorio Emanuele II a Torino scivola nel degrado

Urina, degrado e bivacchi: corso Vittorio Emanuele II a Torino scivola nel degrado

Il degrado è documentato, fotografato, denunciato pubblicamente. E ora finisce anche nero su bianco in un'accusa politica che va ben oltre il centro cittadino.

Sta facendo discutere nelle ultime ore un post pubblicato su Facebook da Grazia Poggio Sartori, consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 1 a Torino. Il messaggio è stato condiviso non solo nei gruppi online del centro storico, ma anche nei gruppi Facebook della periferia nord della città, andando oltre i confini del capoluogo piemontese e toccando la sensibilità di molti cittadini non solo torinesi.

Il punto indicato è uno: corso Vittorio Emanuele II 94, angolo via Donati. Secondo quanto scritto dal consigliere, la situazione non è cambiata negli anni e continua a peggiorare: «2026 e nulla è cambiato. Il degrado continua e avanza; i residenti sono esasperati e i commercianti sono allo stremo», scrive Poggio Sartori, elencando una serie di condizioni che definisce ormai intollerabili: «Urina, sporcizia, odori insopportabili, bivacchi permanenti, cibo, topi che girano indisturbati».

Nel messaggio, la denuncia non è solo ambientale ma anche economica. «Chi lavora con serietà in centro perde clienti ogni giorno», afferma, collegando direttamente il degrado visibile alla crisi delle attività commerciali. Una situazione che, a suo dire, sta svuotando progressivamente una zona centrale della città. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione comunale: «Cosa aspetta il Comune di Torino ad intervenire? Che le attività chiudano una dopo l’altra?».

La capogruppo di FdI chiama in causa direttamente due assessori della giunta Lo Russo«Chiedo un intervento urgente da parte dell’assessore al commercio Chiavarino e dell’assessore alle politiche sociali Rosatelli», scrive, sostenendo che «chi ha investito sul territorio non può più tollerare questa situazione».

Non manca poi un passaggio esplicito sulle responsabilità istituzionali: «Le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte», afferma Poggio Sartori, rivendicando «rispetto per chi lavora, paga le tasse, tiene viva la città, dà lavoro e offre servizi». Ma la denuncia non si limita alla tutela delle attività economiche: «Serve rispetto per queste persone fragili che vivono in condizioni disumane», scrive, indicando una doppia emergenza: sociale e urbana.

Il messaggio si conclude con un invito diretto all’assessore alle politiche sociali: «Dov’è l’assessore Rosatelli? Lo invito a farsi un giro con me, per vedere con i suoi occhi la situazione». Un appello pubblico che trasforma una segnalazione di degrado in un confronto politico aperto. «Il Comune di Torino non può abbandonare i cittadini, i commercianti e le persone fragili», conclude il consigliere, chiedendo un cambio di passo immediato per una città degna della sua storia e del suo nome.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante strada

Alcune immagini condivise da Poggio Sartori

Negli ultimi mesi, le segnalazioni di degrado nei portici del centro di Torino si sono infatti moltiplicate. Non si tratta più di lamentele isolate, ma di una sequenza continua di denunce pubbliche che coinvolgono residenti, commercianti e rappresentanti politici di diversi schieramenti.

Urina, sporcizia, bivacchi notturni, odori persistenti e presenza di rifiuti vengono descritti come una condizione ormai strutturale in alcune delle zone più frequentate della città, da corso Vittorio Emanuele II a via Sacchi, da piazza Carlo Felice fino ai portici di via Roma e corso Matteotti.

Le segnalazioni s'intensificano soprattutto nel periodo invernale, quando senzatetto e altre persone senza un posto in cui dormire devono affrontare anche temperature rigide. La sfida, come sottolineato da Poggio Sartori, rimane quindi duplice: da una parte dire basta a un degrado che danneggia cittadini e commercianti, e dall'altra fornire un aiuto concreto a chi vive in condizioni disperate e non vorrebbe più vivere in strada. La politica torinese è ora chiamata a rispondere.

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