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11 Gennaio 2026 - 09:17
La montagna sotto assedio del foehn: raffiche oltre i cento all’ora sulle Alpi piemontesi
La montagna piemontese è tornata a farsi sentire con tutta la sua forza. Sabato 10 gennaio è stato scandito da un’intensa tempesta di foehn che ha investito le Alpi occidentali, trasformando le creste e i pianori d’alta quota in un fronte esposto a raffiche violente e continue. Al Rifugio Selleries, uno dei punti più battuti dal vento, le misurazioni hanno registrato colpi ben oltre i 100 chilometri orari, un’intensità capace di rendere difficoltosa qualsiasi attività all’aperto e di modificare rapidamente le condizioni ambientali.
Il foehn, vento caldo e secco di caduta, si è manifestato con particolare decisione in quota, ma nel corso della giornata ha esteso i suoi effetti anche alle pianure occidentali e settentrionali della regione. Il risultato è stato un sabato anomalo, caratterizzato da cieli limpidi, visibilità elevata e un aumento sensibile delle temperature, in netto contrasto con il calendario invernale.
Un quadro simile si è osservato anche a Pian della Mussa, nel territorio di Balme, a 1.850 metri di quota, dove le raffiche hanno raggiunto valori prossimi ai 100 km/h. Qui il vento ha soffiato con modalità tempestosa, sollevando neve superficiale, asciugando rapidamente il manto e creando condizioni di forte instabilità, soprattutto nelle zone esposte e sui crinali. In montagna, situazioni di questo tipo richiedono attenzione massima: il foehn non porta solo vento, ma incide sulla sicurezza, sulla percezione del freddo e sull’evoluzione del manto nevoso.
Dal punto di vista meteorologico, l’evento rientra in una dinamica ben nota sulle Alpi piemontesi, dove il foehn può presentarsi con improvvisa intensità quando correnti nord-occidentali superano la catena alpina. In inverno, questi episodi sono spesso accompagnati da un drastico calo dell’umidità e da una sensazione di aria quasi primaverile nelle vallate e nelle città, mentre in quota dominano condizioni severe.
Il sabato ventoso ha così disegnato un Piemonte a due velocità: montagne flagellate dal vento e pianure riscaldate da correnti secche, in un equilibrio fragile che racconta, ancora una volta, quanto il meteo alpino possa essere estremo e imprevedibile anche nel pieno della stagione fredda.
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