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Cronaca
10 Gennaio 2026 - 14:19
Un boato secco, improvviso, poi il bianco che si stacca e corre a valle. È successo poco prima di mezzogiorno, sulla Pointe de la Pierre, sopra Pila, nel territorio comunale di Gressan, in Valle d’Aosta. Una valanga si è staccata dal versante e ha travolto uno sciatore, mentre due persone assistevano alla scena da una posizione sicura. Sono stati loro a lanciare l’allarme, contattando la Centrale unica del soccorso pochi istanti dopo il distacco, quando la montagna aveva già ripreso il suo silenzio apparente.
La segnalazione è arrivata intorno alle 12 e ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi. Ma fin da subito è stato chiaro che l’intervento non sarebbe stato semplice. In quota il vento è forte, persistente, e le condizioni meteorologiche impediscono l’utilizzo dell’elicottero. Una limitazione pesante, in un contesto dove ogni minuto può fare la differenza, ma anche una scelta obbligata: la sicurezza degli operatori viene prima di tutto.
La montagna, oggi, detta i suoi tempi. E impone un intervento via terra, più lento, più faticoso, ma inevitabile. Le squadre del Soccorso alpino valdostano e della Guardia di finanza stanno risalendo il pendio con movimenti misurati, valutando costantemente il rischio residuo di nuovi distacchi. Con loro operano anche due unità cinofile da valanga, strumenti fondamentali nelle ricerche sotto la neve, capaci di individuare in pochi minuti ciò che all’occhio umano sfugge.
Per ridurre i tempi di avvicinamento, la società che gestisce le piste ha messo a disposizione un gatto delle nevi, che sta trasportando gli operatori il più vicino possibile al punto del distacco. Ogni scelta operativa è calibrata, ogni movimento valutato. In questi scenari la rapidità non può mai essere disgiunta dalla prudenza.
Al momento, le informazioni disponibili sono poche e frammentarie. Non sono stati diffusi dettagli sull’identità dello sciatore coinvolto né sulle sue condizioni. È un quadro in continua evoluzione, che richiede cautela e rispetto dei fatti accertati. Le uniche notizie confermate arrivano dai canali ufficiali del soccorso, mentre ipotesi, indiscrezioni o ricostruzioni non verificate restano fuori dal perimetro dell’informazione responsabile.
In situazioni come questa, il fattore tempo diventa una variabile cruciale, tanto quanto il meteo. Il vento che blocca i mezzi aerei costringe a percorsi alternativi, più lenti ma indispensabili per operare in sicurezza. La montagna non concede scorciatoie. Pretende metodo, coordinamento, rispetto. Ed è proprio la sinergia tra tecnici del soccorso, forze dell’ordine e unità cinofile a rappresentare la risposta più efficace quando le condizioni si fanno ostili.
La Pointe de la Pierre, come molte zone dell’area di Pila, è un ambiente frequentato e conosciuto, ma resta pur sempre un territorio di alta montagna, dove il rischio zero non esiste e dove ogni scelta, anche quella di una singola discesa, si intreccia con fattori ambientali complessi e mutevoli.
La redazione segue l’evolversi della situazione passo dopo passo. Eventuali aggiornamenti arriveranno nelle prossime ore, in base alle comunicazioni ufficiali delle autorità impegnate nelle operazioni di soccorso.

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