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La Sindone entra nel digitale: il Papa inaugura “Avvolti”, la nuova lettura globale del Telo

Presentata in Vaticano l’esperienza online che permette di esplorare l’immagine sindonica nel dettaglio

Papa Leone XIV

Papa Leone XIV

La Sindone entra in una dimensione nuova, senza teche né transenne, senza file né attese. Non più soltanto oggetto di studio, di devozione o di controversia scientifica, ma esperienza accessibile, attraversabile, leggibile nel dettaglio. È questo il senso profondo di “Avvolti”, la lettura digitale dell’immagine sindonica che, nella mattinata di ieri, è stata presentata in Vaticano a Papa Leone XIV, primo a sperimentarla durante un’udienza riservata nel Palazzo Apostolico.

A introdurre il Pontefice in questo percorso è stato il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e Custode pontificio della Sindone, che ha illustrato il progetto come un passaggio decisivo nel modo di raccontare e far conoscere uno dei simboli più potenti e misteriosi del cristianesimo. Non una semplice riproduzione digitale, ma un vero e proprio strumento di lettura, capace di accompagnare l’osservatore all’interno dell’immagine, guidandolo tra dettagli, segni e rimandi evangelici.

La novità è radicale. Per la prima volta la Sindone può essere esplorata online, in ogni parte del mondo, attraverso qualunque dispositivo. Smartphone, tablet e computer diventano porte d’accesso a un’immagine che, fino a oggi, era visibile solo in rare ostensioni o attraverso fotografie statiche. Collegandosi ai siti www.avvolti.org o www.sindone.org, l’utente può ingrandire l’immagine, soffermarsi sui particolari più significativi e seguire un percorso strutturato che intreccia osservazione visiva, spiegazione scientifica e riferimenti ai Vangeli della Passione.

Il programma consente di muoversi lungo il corpo impresso sul telo, di osservare ferite, segni, anomalie, senza mai separare il dato visivo dal contesto storico e biblico. Ogni dettaglio è accompagnato da testi esplicativi che mantengono un equilibrio delicato: da un lato il rigore scientifico, dall’altro un linguaggio pensato per non escludere chi non ha competenze specialistiche. È una scelta precisa, rivendicata anche dalla Curia torinese, che in una nota sottolinea come la lettura digitale non sia pensata per un pubblico di soli studiosi, ma per avvicinare il grande pubblico, credente o curioso, alla complessità e al significato dell’immagine sindonica.

“Avvolti” non nasce per sostituire l’esperienza fisica dell’incontro con la Sindone, ma per ampliarla, renderla continua, permanente, globale. È una risposta a un tempo in cui l’accesso ai contenuti passa sempre più attraverso il digitale, ma senza cedere alla semplificazione o alla spettacolarizzazione. L’obiettivo dichiarato è accompagnare, non stupire; spiegare, non convincere; mettere in relazione, non imporre interpretazioni.

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative pensate dalla Diocesi di Torino per il Giubileo 2025, e ne rappresenta uno dei tasselli più ambiziosi. Già nella scorsa primavera, una Tenda di “Avvolti” era stata allestita in piazza Castello, trasformando per otto giorni uno spazio urbano nel punto di incontro tra fede, tecnologia e racconto. In quel breve periodo, oltre 30 mila persone provenienti da 79 Paesi avevano attraversato l’esperienza, confermando l’interesse internazionale per un approccio nuovo alla Sindone.

Ora quella dimensione temporanea diventa stabile e senza confini. L’esperienza digitale globale consente a chiunque, in qualsiasi momento, di accostarsi a un’immagine che continua a interrogare credenti e non credenti, scienziati e teologi, storici e semplici osservatori. La Sindone resta ciò che è sempre stata: un enigma, una traccia, una provocazione. Ma con “Avvolti” cambia il modo di guardarla, di leggerla, di avvicinarsi ai suoi significati.

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