AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
09 Gennaio 2026 - 14:52
Temperature altalenanti e rischio maltempo diffuso nelle prossime settimane
Gennaio 2026 si apre sotto il segno dell’incertezza meteorologica e promette di non concedere pause. Il primo mese del nuovo anno sarà caratterizzato da una continua alternanza tra correnti atlantiche miti e afflussi freddi di origine polare, in un quadro che, secondo le analisi, resterà dinamico e potenzialmente insidioso per buona parte dell’Italia e dell’Europa. A delineare lo scenario è Daniele Ingemi, meteorologo e redattore di Meteored Italia (ilmeteo.net), che analizza l’evoluzione atmosferica delle prossime settimane alla luce dei principali modelli previsionali.
L’avvio di gennaio ha già mostrato un volto pienamente invernale. Una circolazione atmosferica molto attiva ha favorito ripetuti afflussi di aria fredda polare, responsabili di un netto calo delle temperature e di nevicate diffuse su ampie aree del continente europeo. Le masse d’aria fredda hanno interessato la Scandinavia, la Penisola Iberica, l’Italia centro-settentrionale e i Balcani, confermando un inizio d’anno dominato dal freddo e dal maltempo.

La situazione meteo in Europa nei prossimi giorni sarà condizionata dalla tempesta Goretti (mappa ECMWF tratta da Meteored Italia)
Questa fase, tuttavia, potrebbe non durare a lungo. Le simulazioni dei modelli previsionali indicano un progressivo cambiamento della circolazione atmosferica, con una modifica dell’assetto osservato finora. I venti in arrivo dall’Atlantico tenderanno a rafforzarsi, favorendo un aumento delle temperature sull’Europa occidentale, mentre il freddo continuerà a resistere sulle regioni orientali del continente. In mezzo, il Mediterraneo potrebbe diventare il principale terreno di scontro tra masse d’aria opposte.
Secondo Daniele Ingemi, i modelli matematici ECMWF e GFS segnalano un rafforzamento dei venti occidentali, capaci di spingere aria mite e umida dall’oceano verso l’Europa. Allo stesso tempo, l’aria fredda presente sulle pianure centro-orientali potrebbe arretrare parzialmente verso est, lasciando spazio a possibili incursioni fredde dirette proprio verso il bacino del Mediterraneo. Lo scenario resta quindi tutt’altro che stabile: il freddo polare potrebbe tornare a manifestarsi in modo sporadico, accompagnato da pioggia, neve anche a bassa quota e temperature inferiori alla media stagionale.
Con l’intensificazione dei flussi atlantici, l’Europa si trasformerà in una vera linea di confine tra aria oceanica mite e masse d’aria gelida di origine polare. È lungo questa zona di contatto che potranno svilupparsi sistemi frontali e depressioni extratropicali, responsabili di nuove e frequenti ondate di maltempo anche sull’Italia. «Ciò si tradurrà in nuove fasi di maltempo, con piogge sulle regioni del Nord e del Centro, e nevicate fino a bassa quota sulle Alpi, e in Appennino. Spesso queste fasi di maltempo saranno accompagnate da venti forti e mareggiate, soprattutto sui settori tirrenici», spiega Ingemi.
Questo vero e proprio “reset” della circolazione atmosferica contribuirà a rafforzare il getto polare, che continuerà a convogliare aria umida dall’Atlantico verso l’Europa, mantenendo elevata l’instabilità. Dopo la metà di gennaio, i modelli indicano un ulteriore rafforzamento dei venti zonali, sostenuto dalla fase 5 della Madden-Julian Oscillation, un fattore in grado di favorire correnti oceaniche più miti dirette verso il continente europeo.
In questo contesto, al Nord Italia le temperature potrebbero registrare un lieve aumento, con precipitazioni prevalentemente sotto forma di pioggia e neve relegata alle quote più elevate delle Alpi. Al Centro-Sud, invece, potrebbero alternarsi periodi più stabili e miti, grazie all’espansione verso sud del cuneo dell’anticiclone delle Azzorre, pur senza escludere fasi perturbate.
Nonostante la predominanza dei flussi atlantici, resta concreto il rischio di improvvisi ritorni di aria fredda dal Nord-Est Europa. Queste correnti retrograde potrebbero raggiungere il Mediterraneo, dando origine a ondate di freddo localizzate e a nevicate fino a bassa quota, in particolare lungo le coste adriatiche e nelle regioni meridionali, più esposte a questo tipo di configurazioni.

Lo sguardo si sposta infine all’ultima decade del mese, dal 21 al 31 gennaio, quando le previsioni diventano più incerte. I venti zonali potrebbero continuare a dominare la scena, garantendo un tempo variabile con piogge intermittenti e temperature prossime alle medie stagionali. Tuttavia, alcuni modelli, tra cui l’ECMWF, ipotizzano possibili aperture di corridoi freddi dal Nord-Est Europa, con saccature artiche pronte a scendere verso il Mediterraneo. «Questo scenario, noto come retrogressione fredda, potrebbe aprire canali diretti verso l'Italia, con rischi di nevicate abbondanti sulle regioni adriatiche e appenniniche, piogge e temporali al Sud e un calo termico marcato», avverte Ingemi.
Nel complesso, brevi ma intense ondate di freddo potrebbero ancora interessare l’Europa meridionale, guidate dal vortice polare e dall’anticiclone delle Azzorre, con traiettorie fortemente dipendenti dalla posizione dei promontori anticiclonici. Lo scenario più probabile, però, resta quello di un gennaio dominato dai venti occidentali, con piogge diffuse e temperature relativamente miti, che conferma il Sud Italia come zona di confine tra aria atlantica temperata e masse d’aria fredda continentale.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.