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Dopo tre anni di stop la neve rompe l’attesa: Ala di Stura riaccende le sciovie e si riprende la sua montagna

Riaperti gli impianti di Ala Neve nel comprensorio di Belfè, affluenza record e segnale forte per l’economia della valle

Dopo tre anni di stop

Dopo tre anni di stop la neve rompe l’attesa: Ala di Stura riaccende le sciovie e si riprende la sua montagna

Dopo tre anni di attesa, rinvii e incertezze, Ala di Stura è tornata a guardare in alto. Sabato 27 dicembre le sciovie di Ala Neve hanno riaperto ufficialmente, riportando sciatori e famiglie fino a Punta Karfen, a quota 1.880 metri, nel comprensorio di Belfè. Una riapertura tutt’altro che scontata, arrivata in tempi rapidi grazie a una combinazione favorevole di nevicate abbondanti a Natale, condizioni meteo stabili e una collaborazione stretta tra amministrazione comunale, gestore degli impianti e Unione Montana.

Per Ala di Stura non si tratta soltanto di un evento sportivo, ma di un passaggio simbolico e concreto insieme. Gli impianti erano fermi da tre stagioni, un’assenza che aveva lasciato segni evidenti sul tessuto economico e sociale del paese. La riaccensione delle sciovie ha invece restituito centralità a un’attività che, storicamente, rappresenta uno dei pilastri dell’offerta turistica della valle.

Il lavoro svolto nelle settimane precedenti è stato intenso. Le piste, rimaste inattive a lungo, sono state preparate e adattate dal personale per garantire sicurezza e qualità, sfruttando al meglio la neve naturale caduta nei giorni festivi. Ala di Stura ha costruito negli anni la propria identità proprio attorno allo sci, e la risposta del pubblico lo ha confermato: già nella giornata di apertura l’affluenza è stata elevata, con un flusso costante di persone dirette verso Pian Belfè e Punta Karfen.

A rendere ancora più significativa la giornata inaugurale è stata la scelta commerciale del gestore, Roberto Gugliermetto, che ha deciso di rendere gratuita la salita in seggiovia. Un’iniziativa che ha favorito la partecipazione e trasformato la riapertura in un momento di festa collettiva. Ad accogliere sciatori e visitatori c’era anche il sindaco Mauro Garbano, presente in prima persona agli impianti, impegnato nell’assistenza al pubblico.

Tra le novità più apprezzate figura l’illuminazione notturna dell’impianto di risalita, che offre un colpo d’occhio suggestivo e rappresenta uno degli interventi di adeguamento e modernizzazione realizzati negli ultimi anni. Un segnale di rinnovamento che si inserisce in una strategia più ampia di rilancio turistico, con l’obiettivo di rendere Ala di Stura competitiva pur mantenendo una dimensione sostenibile e familiare.

Il sindaco Garbano ha ricordato come il percorso che ha portato alla riapertura sia stato sostenuto anche dall’Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone e dalla Regione, sottolineando il ruolo degli impianti come motore per tutte le attività collaterali. «Gli impianti di risalita rappresentano un’attività che implementa ogni esercizio commerciale presente sul territorio, collaterale nel settore turistico e dell’accoglienza», ha spiegato, richiamando l’attenzione sull’indotto generato dallo sci.

Un ruolo centrale è affidato anche alla scuola sci, che garantisce supporto soprattutto alle famiglie e ai più piccoli, favorendo l’avvicinamento dei bambini alle discipline invernali. A completare l’offerta ci sono tapis roulant per i principianti, noleggio attrezzature, bar e ristorante, elementi che rendono il comprensorio accessibile e accogliente anche per chi non è sciatore esperto.

Determinante, infine, il contributo dell’impianto di innevamento artificiale, che ha rafforzato la base nevosa garantita dalle temperature rigide del periodo natalizio, permettendo di offrire piste in condizioni giudicate eccellenti. Il biglietto giornaliero, fissato a 29 euro, completa un’offerta pensata per attrarre un pubblico ampio, senza perdere il legame con il territorio.

Ala di Stura prova così a voltare pagina, invitando visitatori e appassionati a vivere la montagna non come semplice meta turistica, ma come luogo da frequentare e sostenere. Dopo tre anni di stop, la neve è tornata a essere una promessa mantenuta.

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