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Neve che scende a valle e poi vento impetuoso: il Nord-Ovest entra nella fase più intensa dell’inverno

La perturbazione sfonda dalle Alpi francesi con nevicate diffuse, poi il foehn spazza vallate e pianure nel fine settimana

Neve che scende a valle

Neve che scende a valle e poi vento impetuoso: il Nord-Ovest entra nella fase più intensa dell’inverno

La dinamica era attesa e si sta confermando ora dopo ora. Le precipitazioni nevose in arrivo dal versante francese delle Alpi stanno interessando in modo più deciso la Valle d’Aosta centro-occidentale, dove la neve è arrivata fino al fondovalle di Aosta, intensificandosi proprio nel corso delle ultime ore. Una situazione che segna un passaggio netto dell’inverno, con accumuli in aumento e un coinvolgimento sempre più esteso del territorio alpino.

Il meccanismo è quello dello sfondamento da Ovest, una configurazione tipica delle fasi più dinamiche della stagione fredda. Le masse d’aria umida in risalita dalla Francia riescono a superare la barriera alpina, scaricando precipitazioni abbondanti soprattutto nei settori più esposti. In Valle d’Aosta la neve ha così raggiunto anche le aree di fondovalle, confermando una fase perturbata ben strutturata, destinata a proseguire ancora nelle prossime ore.

Nel corso del pomeriggio e della serata, lo sfondamento è previsto in ulteriore estensione verso il Piemonte, coinvolgendo progressivamente i settori vallivi interni. Le zone maggiormente interessate saranno quelle comprese dal Monviso alle valli dell’Ossola, con una ripresa dei rovesci nevosi che tenderanno a scendere verso i fondovalle. Le quote neve si collocheranno generalmente tra i 700 e i 900 metri, ma non sono escluse locali sconfinamenti a quote inferiori, soprattutto nei momenti di precipitazione più intensa.

Una fase che richiede attenzione, in particolare per la viabilità montana e collinare, dove il rapido accumulo di neve può creare condizioni difficili in poche ore. La distribuzione delle nevicate non sarà uniforme: come spesso accade in questi casi, alcune valli riceveranno quantitativi più consistenti, mentre altre resteranno ai margini dei fenomeni più intensi. Ma il segnale complessivo è chiaro: l’inverno torna a farsi sentire con decisione.

Lo scenario, tuttavia, è destinato a cambiare rapidamente. Dopo la fase nevosa, dalla serata di venerdì è atteso un intenso episodio di foehn, che accompagnerà gran parte della giornata di sabato. Il vento di caduta dalle Alpi, secco e impetuoso, interesserà prima i crinali, con raffiche tempestose, per poi estendersi anche alle aree di pianura.

Le alte pianure del Cuneese, Torinese, Canavese, Biellese e del Verbano-Cusio-Ossola saranno le più esposte, con venti moderati o forti, soprattutto nella giornata di sabato 10 gennaio. Il foehn avrà l’effetto di spazzare via rapidamente la nuvolosità, ma anche di creare condizioni potenzialmente critiche, soprattutto per la stabilità di alberi, strutture leggere e per la circolazione dei mezzi pesanti.

È il classico ribaltamento meteorologico alpino: dalla neve al vento nel giro di poche ore. Un passaggio che, se da un lato porta un miglioramento del tempo, dall’altro richiede prudenza per le raffiche improvvise e per il brusco cambiamento delle condizioni ambientali. La combinazione tra neve fresca e vento forte può inoltre favorire il trasporto della neve in quota, con effetti da non sottovalutare sui versanti più esposti.

In sintesi, il quadro che si delinea è quello di una fase invernale intensa e dinamica, con neve fino ai fondovalle alpini e successivo ingresso del foehn. Un’alternanza rapida che conferma quanto il mese di gennaio sappia ancora sorprendere, soprattutto sulle regioni di confine e sulle vallate interne del Nord-Ovest.

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