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Fondo sociale 2026, migliaia di inquilini Atc potranno beneficiare della “morosità incolpevole”

Domande da metà gennaio ad aprile, requisiti stringenti e numeri in crescita

Fondo sociale 2026, migliaia di inquilini Atc potranno beneficiare della “morosità incolpevole”

Fondo sociale 2026, migliaia di inquilini Atc potranno beneficiare della “morosità incolpevole”

Parte ufficialmente il fondo sociale 2026 destinato agli inquilini delle case popolari Atc in difficoltà economica, uno strumento che per migliaia di famiglie rappresenta l’unico argine concreto contro l’accumulo di morosità legate alle spese di casa. Da lunedì 12 gennaio e fino a giovedì 30 aprile, chi risiede a Torino e nell’area metropolitana potrà presentare domanda per accedere al contributo regionale che copre la morosità maturata nel corso del 2025.

La raccolta delle istanze riguarda gli assegnatari regolari di alloggi Atc che, a causa di difficoltà economiche non dipendenti dalla propria volontà, non riescono a sostenere integralmente i costi della bolletta. La procedura, ormai consolidata ma ogni anno più centrale nel welfare abitativo piemontese, prevede la possibilità di presentare la domanda sia in presenza, prenotando un appuntamento agli sportelli dell’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, sia online, attraverso il portale Atc, con accesso tramite Spid o CIE.

Per poter accedere al fondo sociale, i requisiti restano stringenti. È necessario essere titolari di un alloggio Atc e possedere un Isee 2026 non superiore a 7.493,06 euro. Entro la scadenza del 30 aprile occorre inoltre versare la quota minima stabilita dalla Regione Piemonte, pari al 14 per cento del reddito del nucleo familiare, calcolata sulla “somma dei redditi dei componenti” indicata nell’Isee. Anche in caso di reddito pari a zero, la quota non può essere inferiore a 480 euro, un elemento che negli anni ha alimentato discussioni e critiche tra gli inquilini più fragili.

Proprio per questo, Atc invita gli interessati a dotarsi il prima possibile dell’Isee 2026, prenotando per tempo l’appuntamento presso un Caf, dove il rilascio della certificazione è gratuito. Senza l’Isee aggiornato, infatti, la domanda non può essere formalizzata, con il rischio di restare esclusi dal contributo.

Sul piano organizzativo, l’Agenzia conferma alcune semplificazioni già sperimentate negli anni precedenti. È possibile presentare domanda di fondo sociale e censimento – il prossimo sarà il 22° – nello stesso momento, evitando così doppi passaggi agli sportelli. Una scelta che punta a ridurre le code e a rendere più agevole l’accesso alla misura, soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di spostamento.

Per gli inquilini che risiedono fuori Torino, sono stati attivati sportelli decentrati in specifiche giornate presso i Comuni di Beinasco, Cuorgné, Piossasco, Carmagnola, Chieri, Chivasso, Susa, Orbassano, Pianezza, Venaria, Collegno, Ivrea, Rivoli e Pinerolo. Anche in questi casi è necessario fissare un appuntamento, contattando direttamente il Comune di residenza.

I numeri raccontano quanto il fondo sociale sia diventato, anno dopo anno, un pilastro del sostegno abitativo pubblico. Nel 2025 sono state 7.165 le famiglie che vivono in case Atc a Torino e nell’area metropolitana a presentare domanda, circa 800 in più rispetto al 2024, quando le richieste erano state 6.350. Un aumento significativo, che riflette l’aggravarsi delle difficoltà economiche legate all’aumento del costo della vita e delle utenze. L’importo complessivo coperto dalla Regione Piemonte, e in misura minore dai Comuni, ha raggiunto 9,1 milioni di euro, confermando la dimensione strutturale dell’intervento.

A sottolineare il valore del fondo sociale è il presidente dell’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, Maurizio Pedrini, che richiama sia la funzione di sostegno sia il rispetto delle regole. «Il fondo sociale rappresenta una forma di sostegno molto importante per le famiglie in maggiore difficoltà economica che risiedono nelle case popolari. L’Agenzia si è impegnata per rendere il più agevole possibile la presentazione delle domande, che deve però naturalmente avvenire nel rispetto di termini e scadenze. Per questo, invito tutti gli inquilini potenzialmente interessati a verificare il possesso dei requisiti, dotandosi il primo possibile del nuovo Isee, e a rivolgersi ai nostri sportelli o far richiesta online», ha spiegato.

Dietro la procedura amministrativa, resta una questione sociale di fondo. Il costante aumento delle domande segnala una fragilità diffusa tra gli inquilini dell’edilizia residenziale pubblica, sempre più esposti a redditi bassi, lavori discontinui e spese incomprimibili. Il fondo sociale, pur non risolvendo strutturalmente il problema della povertà abitativa, rappresenta per molti l’unica possibilità di evitare l’accumulo di debiti e il rischio di perdere l’alloggio.

La finestra temporale è dunque aperta, ma il margine di errore è minimo. Tra requisiti economici, scadenze e documentazione, chi intende accedere al contributo dovrà muoversi con attenzione e tempestività. Per migliaia di famiglie, il fondo sociale 2026 non è solo una pratica burocratica, ma un passaggio decisivo per mantenere un equilibrio già precario tra casa, reddito e dignità.

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