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Strade sempre più letali per chi pedala, nel 2025 muoiono 222 ciclisti (e il bilancio peggiora)

Dati Asaps: 37 vittime in più in un anno, anziani e pirati della strada tra le emergenze

Strade sempre più letali per chi pedala, nel 2025 muoiono 222 ciclisti (e il bilancio peggiora)

Strade sempre più letali per chi pedala, nel 2025 muoiono 222 ciclisti (e il bilancio peggiora)

Le strade italiane diventano sempre più pericolose per chi si muove in bicicletta. Nel 2025 sono stati 222 i ciclisti morti in incidenti stradali, 37 in più rispetto al 2024, quando le vittime erano state 185. Un aumento netto, che conferma una tendenza preoccupante e rilancia il tema della sicurezza stradale per l’utenza più fragile.

Il dato emerge dal bilancio elaborato dall’Osservatorio Sapidata-Asaps, l’organismo statistico dell’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, che ogni anno monitora in modo puntuale le vittime della strada. Dietro il numero complessivo ci sono profili e dinamiche che raccontano un’emergenza tutt’altro che episodica.

Nel dettaglio, nel 2025 hanno perso la vita 200 uomini e 22 donne. Particolarmente significativo il dato anagrafico: 103 ciclisti deceduti avevano più di 65 anni, quasi la metà del totale. Un elemento che evidenzia come l’età avanzata rappresenti un fattore di vulnerabilità ulteriore in caso di impatto, anche a velocità non elevate.

A colpire è anche il numero di vittime causate da pirati della strada. Secondo Asaps, 24 ciclisti sono morti in incidenti provocati da conducenti che si sono poi dati alla fuga, senza prestare soccorso. Un dato che richiama direttamente il tema della responsabilità penale e della difficoltà di prevenzione e controllo su comportamenti criminali alla guida.

Analizzando la distribuzione temporale, il mese più tragico è stato agosto, con 30 ciclisti morti, un record negativo che non si registrava da otto anni. Seguono maggio, con 25 decessi, e altri mesi primaverili ed estivi, a conferma di come l’aumento della circolazione ciclistica e del traffico veicolare incida pesantemente sul bilancio finale.

Sul piano territoriale, la mappa delle vittime mostra forti squilibri. In testa c’è la Lombardia, con 48 ciclisti morti, seguita dall’Emilia-Romagna con 35 e dal Veneto con 27. Regioni ad alta densità abitativa e di traffico, dove la convivenza tra auto, mezzi pesanti e biciclette continua a rivelarsi problematica. Nessun decesso è stato invece registrato in Liguria, Molise e Basilicata, un dato che, pur positivo, evidenzia differenze marcate nella distribuzione del rischio.

I numeri diffusi da Asaps restituiscono l’immagine di un Paese in cui la bicicletta viene sempre più promossa come mezzo sostenibile, ma dove le infrastrutture, la cultura della guida e il rispetto delle regole non tengono il passo. Il risultato è un aumento delle vittime che colpisce soprattutto gli anziani e chi si muove su strade ancora pensate prevalentemente per le automobili.

Il bilancio del 2025 non è solo una statistica, ma un segnale d’allarme che chiama in causa istituzioni, amministrazioni locali e utenti della strada. Senza interventi strutturali sulla sicurezza, dalla moderazione della velocità alla protezione dei percorsi ciclabili, la crescita dell’uso della bicicletta rischia di tradursi in un prezzo umano sempre più alto.

Socio ASAPS - Sapidata - Servizi e tecnologia per gli enti locali

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