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Crisi del latte in Piemonte, Confagricoltura lancia l’allarme

Pesano calo dei consumi e aumento dell’offerta globale

Crisi del latte in Piemonte, Confagricoltura lancia l’allarme

Crisi del latte in Piemonte, Confagricoltura lancia l’allarme (foto di repertorio)

Il comparto del latte piemontese entra in una fase di forte incertezza e lancia un segnale d’allarme alle istituzioni. Confagricoltura Piemonte chiede con urgenza la convocazione di un Tavolo della filiera latte, allargato anche alla componente industriale, per affrontare una situazione che, se non governata, rischia di trasformarsi in una crisi strutturale.

La richiesta è stata rivolta all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo allevatori, trasformatori e industria, in un momento in cui i prezzi del latte sono in forte calo e il rischio recessione è sempre più concreto.

I numeri spiegano il peso del settore. In Piemonte operano circa 1.300 allevamenti da latte, con quasi 230mila capi, e la regione rappresenta il 9% delle consegne di latte a livello nazionale. Un comparto strategico per l’economia agricola, che fino a pochi mesi fa mostrava segnali di crescita e stabilità.

Secondo il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, la situazione è cambiata rapidamente. «Siamo di fronte a un’inversione della fase congiunturale che ha colto di sorpresa l’intero segmento produttivo», spiega. Solo fino a poco tempo fa, infatti, il mercato mostrava una tendenza positiva, mentre oggi gli allevatori devono fare i conti con una discesa dei prezzi che mette in discussione la sostenibilità economica delle aziende.

Le cause della crisi sono molteplici e intrecciate. Da un lato, si registra un calo dei consumi dei prodotti lattiero-caseari trasformati; dall’altro, un eccesso di offerta legato all’aumento della produzione di latte su scala mondiale. A questo si aggiungono fattori internazionali come la svalutazione del dollaro, le incertezze legate ai dazi statunitensi e il ritiro o rallentamento di mercati strategici, come quello cinese, che negli ultimi anni avevano sostenuto l’export.

Il rischio concreto, avverte Confagricoltura, è che il surplus di latte invenduto finisca per far crollare ulteriormente i prezzi, spingendoli al di sotto dei costi di produzione. Uno scenario che metterebbe in difficoltà non solo le aziende più fragili, ma l’intero sistema produttivo, con effetti a catena sull’occupazione, sugli investimenti e sulla tenuta delle filiere locali.

«L’obiettivo del Tavolo – sottolinea Allasia – è individuare insieme un percorso per governare questa fase di mercato difficile, evitando che tutto il sistema vada in crisi». Un confronto che, secondo Confagricoltura, non può prescindere dal coinvolgimento dell’industria di trasformazione, chiamata a condividere responsabilità e soluzioni.

Tra le prime misure concrete proposte dall’associazione c’è una moratoria sui mutui, con la sospensione temporanea del pagamento delle rate. Un intervento pensato per dare respiro agli allevatori che, negli ultimi anni, hanno investito in innovazione ed efficientamento delle aziende, spesso facendo ricorso al credito.

La partita del latte, in Piemonte, si gioca ora sul tempo. Senza un intervento coordinato, il rischio è che una crisi congiunturale si trasformi in un problema strutturale, con conseguenze difficili da recuperare per uno dei pilastri dell’agricoltura regionale.

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