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08 Gennaio 2026 - 04:00
Multe record a Chivasso: nel 2026 il Comune punta a incassare quasi due milioni di euro. Il doppio rispetto a soli due anni fa...
Il dato è scritto nero su bianco, non in una polemica e nemmeno in un volantino di protesta, ma in una delibera ufficiale della Giunta comunale.
Il 29 dicembre 2025 l’amministrazione del sindaco Claudio Castello approva l’atto che stabilisce la destinazione dei proventi delle sanzioni stradali per il 2026. Dentro, senza giri di parole, c’è una cifra che pesa come un macigno: quasi due milioni di euro di incassi previsti da violazioni del Codice della strada.
Non è una stima generica. È una previsione di bilancio. E racconta molto più di quanto sembri.
Per il 2026 il Comune di Chivasso mette a bilancio 1.970.000 euro di entrate da multe “ordinarie” e altri 25.000 euro legati ai controlli sulla velocità con apparecchiature elettroniche. In totale, poco meno di due milioni di euro. Una cifra che, già da sola, segna un salto netto rispetto al passato. Ma che diventa politicamente esplosiva se letta insieme a ciò che è successo in città negli ultimi mesi: l’arrivo della ZTL scolastica con telecamere attive e sanzioni automatiche.
Per capire il punto, basta guardare indietro.
Nel 2024 il Comune prevedeva incassi da multe per poco più di un milione di euro. Nel 2025 la soglia viene alzata a 1,4 milioni, con l’obiettivo dichiarato di “battere ogni record”. Poi, a ZTL scolastica attivata, arriva una variazione di bilancio: +200.000 euro in corsa, concentrati in appena quattro mesi. Un incremento che porta il totale 2025 intorno a 1,6 milioni di euro.
Il 2026 fa un altro salto. Dai circa 1,6 milioni stimati a consuntivo 2025 si passa a 2 milioni. Significa +400.000 euro in un anno, pari a un aumento di circa il 25%. Se il confronto è con il 2024, l’incremento è ancora più netto: quasi +1 milione di euro, cioè un +90% in due anni.
Numeri. Non interpretazioni.

ZTL scolastica a Chivasso
La delibera del 29 dicembre lo conferma indirettamente quando ammette che quasi la metà delle somme previste non verrà incassata e viene accantonata nel Fondo crediti di dubbia esazione. È una prassi contabile, certo. Ma dice anche un’altra cosa: per arrivare a quelle cifre, il flusso di sanzioni deve essere enorme. E infatti lo è.
È qui che il collegamento con la ZTL scolastica diventa inevitabile. Perché se da un lato l’amministrazione continua a presentare il provvedimento come una misura di sicurezza, dall’altro i numeri raccontano un sistema che produce sanzioni in modo costante, automatico e prevedibile. La telecamera non avvisa, non ferma, non corregge. Registra e multa. E lo fa anche quando l’errore nasce dall’abitudine, dalla distrazione, dalla scarsa percezione della segnaletica o da un cambiamento recente che non è entrato nel vissuto quotidiano delle persone.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nei bar, nei negozi, nei gruppi WhatsApp di quartiere, il racconto è sempre lo stesso: una multa dopo l’altra, spesso più di una, spesso senza capire esattamente quando sia avvenuta l’infrazione. E quando una misura di sicurezza inizia a essere ricordata soprattutto per l’importo del verbale – 128 euro, 168 se paghi tardi – qualcosa si incrina.
La delibera del 29 dicembre arriva in questo clima. Non lo crea, ma lo certifica. Perché nel momento in cui il Comune prevede per l’anno successivo incassi mai così alti da sanzioni stradali, diventa difficile sostenere che l’effetto economico sia solo un dettaglio secondario. Anche perché una parte di quei proventi, per legge, viene destinata a spese che nulla hanno a che fare con la prevenzione immediata: divise, dotazioni, armi, munizioni, formazione, previdenza integrativa della Polizia locale. Tutto legittimo. Tutto previsto dalla normativa. Ma tutto molto distante dall’immagine rassicurante del bambino protetto davanti a scuola.
Ed è qui che la questione smette di essere tecnica e diventa politica. Perché una città può anche accettare regole più rigide, se percepisce che servono davvero a ridurre il rischio nel momento in cui si crea. Ma fatica ad accettarle quando il sistema interviene dopo, monetizzando l’errore, e nel frattempo alimenta un capitolo di bilancio sempre più centrale.
Il confronto tra gli anni è impietoso. Dal 2024 al 2026 le entrate previste da multe quasi raddoppiano. E nel mezzo c’è una scelta precisa: l’introduzione e l’estensione di un sistema di controllo automatico, a partire proprio dalle ZTL scolastiche. Non un esperimento temporaneo, ma un modello che si allarga, come dimostrano le nuove installazioni previste con la Fase 2.
A questo punto la domanda non è se il Comune abbia rispettato la legge. L’ha fatto. La domanda è un’altra, molto più semplice e molto più scomoda: quanto di questo aumento era atteso, previsto, messo in conto? E soprattutto: una città può continuare a parlare di sicurezza quando la sicurezza produce, anno dopo anno, un’escalation di incassi?
Perché quando una misura nasce per proteggere e finisce per diventare una delle voci più robuste del bilancio comunale, la fiducia si consuma.
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