Cerca

Attualità

Nord Italia trasformato in un freezer, l’inverno entra nel vivo

Giornate di ghiaccio, gelate diffuse e condizioni critiche soprattutto in Piemonte

Gelo senza tregua al Nord: pianure ghiacciate e vento che taglia

Il Chisone ghiacciato a Pragelato (TO) grazie al gelo di questi giorni con temperature fino a -15°C (pagina FB Centro Meteo Piemonte CMP)

L’Italia resta nel pieno di una fase meteorologica complessa e severa, sospesa tra gelo intenso, neve, piogge e temporali, con effetti marcati e molto diversi da Nord a Sud. Secondo l’aggiornamento diffuso da 3bmeteo.com e firmato dal meteorologo Lorenzo Badellino, le masse d’aria di origine artica continuano a dominare lo scenario sulle regioni centro-settentrionali, mantenendo temperature eccezionalmente basse anche nelle ore diurne.

Dopo le diffuse gelate notturne, in diverse aree del Centro-Nord non si sono raggiunti gli 0 gradi nemmeno nelle ore centrali del giorno, dando luogo alle cosiddette giornate di ghiaccio. È il caso di alcune zone del Piemonte, dove si sono registrate massime di -0,3°C nell’Astigiano, ma anche delle colline toscane, del Perugino e delle alte Marche, dove il freddo ha continuato a persistere senza interruzioni.

Al Sud, invece, la scena è dominata dall’instabilità. La perturbazione associata a un minimo depressionario sull’Italia meridionale sta determinando piogge e rovesci, più frequenti sul versante tirrenico e sul nord della Sicilia. Si segnalano accumuli pluviometrici superiori ai 20 millimetri su Trapanese, Palermitano e Vibonese, oltre 25 millimetri sul Cosentino, mentre le precipitazioni stanno interessando anche il versante occidentale della Sardegna.

La discesa di aria molto fredda dall’Artico verso il Mediterraneo continua ad alimentare l’area depressionaria centrata sull’Italia. Le nevicate dell’Epifania, che avevano raggiunto pianure e coste tra Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, si sono esaurite lasciando accumuli fino a 15 centimetri di neve fresca a Bologna e Forlì. Sull’Appennino Emiliano gli accumuli hanno raggiunto circa mezzo metro, mentre qualche fiocco persiste ancora lungo le coste romagnole, con temperature attorno a 1°C. Nella giornata precedente la neve aveva interessato anche le zone interne del Centro Italia, in particolare tra Toscana, Umbria e Marche.

Le temperature minime restano diffusamente sotto zero su gran parte del Centro-Nord. Le schiarite notturne hanno favorito valori molto bassi, con punte di -8°C sulla pianura piemontese, temperature prossime o inferiori allo zero nelle aree interne di Toscana e Marche e un clima gelido sulle Alpi, dove si sono registrati -15°C a 1500 metri e -8/-10°C nei fondovalle alpini, accompagnati da forti gelate notturne.

Il quadro è ulteriormente aggravato dalla ventilazione sostenuta o forte innescata dal centro di bassa pressione. Si registrano raffiche di Bora fino a 95 km/h sul Triestino, Tramontana oltre i 70 km/h sulla costa ligure e Maestrale superiore ai 50 km/h in Sardegna.

Nelle prossime ore, al Nord prevarrà il sole, salvo addensamenti in Romagna con nevischio a tratti fino in pianura. Al Centro il tempo sarà più soleggiato sul versante tirrenico, mentre su quello adriatico aumenterà la nuvolosità con piogge attese dal pomeriggio-sera in Abruzzo, dove sono previste nevicate fino a quote collinari, localmente anche più in basso. Al Sud l’instabilità è prevista in rapida intensificazione, con piogge e temporali su Calabria tirrenica e Salento, tempo instabile anche in Sicilia, soprattutto nelle aree centro-settentrionali. La neve in Appennino è attesa in calo fino a 300-500 metri sul settore campano-lucano e fino a 900-1000 metri in Calabria. In Sardegna tempo a tratti instabile sul settore centro-occidentale, con neve da quote collinari e miglioramento in serata.

A rafforzare il quadro arriva anche l’analisi di Andrea Vuolo – Meteo in Piemonte, che parla apertamente di un evento di rilievo storico a livello regionale. «Le prossime due notti, in pianura e sui fondovalle alpini, saranno in generale le più rigide di questa intensa e prolungata ondata di freddo che, secondo i primi dati, potrebbe risultare la più importante dalla fine dell’inverno del 2018 a livello regionale», spiega Vuolo, sottolineando come l’assenza di precipitazioni sia legata alla posizione troppo meridionale dei minimi depressionari sul Mediterraneo.

Nel dettaglio, «tra le notti di mercoledì e di giovedì, le temperature minime potranno diffusamente scendere al di sotto dei -4/-7°C, portandosi anche verso i -9/-10°C su alcuni fondovalle collinari e localmente fino a -11/-12°C su Astigiano e Langhe». In montagna, aggiunge Vuolo, «i valori minimi si porteranno tra -8 e -13°C dagli 800 metri di quota in su, con picchi di -14/-18°C tra i 1.500 e i 2.500 metri, talora prossimi ai -20/-22°C alle quote più elevate».

Ma il gelo ha i giorni contati. «Già dal pomeriggio-sera di mercoledì e ancor più tra giovedì e venerdì è atteso un marcato rialzo delle temperature in quota per la rotazione delle correnti dai quadranti occidentali», con l’arrivo di una perturbazione atlantica dalla Francia che porterà nevicate a carattere di tormenta sulle alte valli di confine, in particolare tra alta Val Susa e valli dell’Ossola, con possibili episodi di pioggia congelante nelle valli alpine tra Torinese e Verbano. Il tutto accompagnato da violente raffiche di foehn fino a oltre 100-120 km/h, destinate a estendersi anche ai settori pedemontani e alle pianure tra Cuneese e VCO, dove le temperature massime potranno salire fino a 10-14°C.

Secondo Vuolo, «tra domenica e lunedì seguirà poi un nuovo brusco calo delle temperature con persistenza di forti gelate notturne anche a bassa quota, ma in un contesto asciutto». Un inverno che, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di allentare la presa.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori