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MotoGP

“Marquez ti distrugge”: la profezia shock su Bagnaia che fa tremare Ducati

Il verdetto di Pol Espargaro scatena il caso nel box rosso

Pecco

Pecco (foto IG)

Il Mondiale MotoGP 2026 non è ancora iniziato, ma il clima nel box Ducati è già carico di tensioni sportive e scenari di mercato. A meno di due mesi dal primo semaforo verde della stagione, con regolamenti destinati a cambiare dal 2027 e diversi top rider in scadenza, il confronto interno tra Marc Marquez e Pecco Bagnaia assume un peso che va ben oltre la semplice lotta per il titolo. A riaccendere il dibattito è Pol Espargaro, oggi collaudatore KTM, che in un’intervista ad As ha messo nero su bianco ciò che molti nel paddock pensano ma pochi dicono apertamente.

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Il contesto è quello di un mercato che si muove sotto traccia. Marc Marquez guida la moto considerata la migliore del lotto e, a oggi, non avrebbe reali motivi per cambiare aria. Pecco Bagnaia, reduce da un Mondiale 2025 deludente, è invece chiamato a reagire per meritarsi il rinnovo. Alle loro spalle osservano interessati Fabio Quartararo e Pedro Acosta, entrambi intenzionati a cambiare squadra e pronti a farsi avanti qualora si liberasse una Ducati ufficiale. In questo scenario, la convivenza tra Marc e Pecco resta ottima sul piano personale, ma estremamente complessa sul piano dei risultati.

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A mettere in guardia Bagnaia è proprio Espargaro, che quella convivenza l’ha già vissuta sulla propria pelle ai tempi della Honda HRC nel 2021, uscendone sconfitto come quasi tutti i compagni di squadra del pilota di Cervera. La sua analisi è netta e non lascia spazio a interpretazioni: «Marc tra le sue tante virtù ha la capacità di raggiungere il limite molto prima degli altri e spingerlo sempre più oltre. Questo gli permette di individuare prima i problemi della moto e adattarsi e trovare soluzioni». Una dote che, secondo Espargaro, sta facendo la differenza anche oggi in Ducati.

Il punto critico è il feeling con la moto. «Questo è quello che credo che stia vivendo Pecco. Non si sente a suo agio con la moto ed è in queste situazioni, quando la moto mostra qualche difetto, che Marc scatena il suo massimo potenziale», spiega il collaudatore KTM. Un meccanismo psicologico e tecnico che può diventare devastante all’interno di un box. «Solitamente se un pilota ha un problema e non riesce ad adattarsi, ma vede che il compagno di squadra ha gli stessi guai, è quasi un sollievo. Ma se tu hai problemi e l’altro non li ha, come nel caso di Marc che vince, cosa succede? Beh, uno così ti trascina verso il basso e i problemi li avverti ancora di più».

Secondo Espargaro, è proprio qui che Bagnaia rischia di perdersi. «Non trovi una via d’uscita e sprofondi sempre di più: questa è la situazione in cui si trova Pecco. E non ha ancora toccato il fondo. Marc può annientarti». Parole pesanti, che arrivano mentre i numeri del 2025 parlano chiaro: Bagnaia ha chiuso il campionato al quinto posto, con due sole vittorie, una delle quali arrivata ad Austin dopo la caduta dello stesso Marquez. Un rendimento lontanissimo dagli standard del tre volte iridato e insufficiente per reggere il confronto interno.

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Nel frattempo il countdown verso il 2026 è già iniziato. A inizio marzo scatterà la prima gara della stagione, preceduta dai test ufficiali e dalle prime uscite con le derivate di serie. Grande attesa per il ritorno in pista di Marc Marquez, insieme al fratello Alex, e poi per Bagnaia, Marco Bezzecchi, Luca Marini, Fabio Di Giannantonio e Franco Morbidelli, con la VR46 Academy pronta a tornare protagonista. Ma per Pecco il tempo stringe: il 2026 dovrà essere l’anno del rilancio, non solo per la classifica, ma per il futuro stesso in Ducati.

Il rischio, come avverte Espargaro, è quello di restare intrappolati in un vortice tecnico e mentale dal quale è difficile uscire quando dall’altra parte del box c’è un pilota capace di andare oltre i limiti della moto. E se Marc Marquez continuerà a fare ciò che ha sempre fatto in carriera, il vero mondiale di Pecco Bagnaia potrebbe giocarsi prima ancora che in pista, nella capacità di reagire a una pressione che non ammette alibi.

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