Le infiltrazioni d’acqua documentate nei giorni scorsi all’interno del nuovo tunnel del colle di Tenda riaccendono l’attenzione su un’infrastruttura simbolo, attesa per anni e già al centro di ritardi, polemiche e controlli incrociati. Questa volta, però, l’Anas prova a smorzare ogni allarme, parlando apertamente di un fenomeno noto e compatibile con la natura geologica dell’opera, senza alcuna ripercussione sulla sicurezza strutturale della galleria.
Le fuoriuscite sono state rilevate a partire dal 2 gennaio, a circa 370 metri dall’imbocco sul versante francese del tunnel. Le immagini circolate hanno inevitabilmente alimentato dubbi e interrogativi, soprattutto considerando la complessità dell’intervento e la lunga storia del cantiere. Proprio per questo, l’ente stradale ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la situazione.
Secondo Anas, si tratta di un evento “possibile nonostante tutti gli accorgimenti adottati in fase di progettazione e costruzione”, legato alla presenza naturale di acqua nell’ammasso roccioso attraversato dalla galleria. Un contesto geologico che rende le infiltrazioni un fenomeno conosciuto e monitorabile, anche in opere di recente realizzazione.
A fronte delle segnalazioni, i tecnici Anas, insieme a quelli dell’impresa Edilmaco e al progettista, hanno effettuato un sopralluogo congiunto all’interno del tunnel. Le verifiche hanno escluso problemi strutturali sulla volta della galleria, ritenuta integra e conforme ai parametri di sicurezza previsti. Un passaggio che l’ente considera decisivo per evitare letture allarmistiche.
Nonostante l’assenza di criticità strutturali, l’intervento non viene sottovalutato. Anas ha annunciato che un’operazione di risoluzione del fenomeno verrà eseguita nelle prossime notti, sfruttando le finestre di chiusura giornaliera del tunnel, così da non interferire con la circolazione. Un’azione mirata, spiegano, per gestire e canalizzare correttamente le infiltrazioni senza impatti sull’utilizzo dell’infrastruttura.
Il caso riporta comunque sotto i riflettori il tunnel di Tenda, un’opera strategica per i collegamenti transfrontalieri tra Italia e Francia, osservata speciale fin dalle prime fasi di realizzazione. Ogni segnale anomalo, anche se tecnicamente spiegabile, assume un peso simbolico in un contesto segnato da attese lunghissime e da un’attenzione pubblica elevata.
La rassicurazione dell’Anas punta dunque a riportare la discussione su un piano tecnico, ribadendo che infiltrazioni d’acqua non equivalgono automaticamente a difetti strutturali, soprattutto in gallerie scavate in ambienti montani complessi. Resta però la necessità di una vigilanza costante, perché la credibilità dell’opera passa anche dalla capacità di intervenire tempestivamente e con trasparenza su ogni segnale critico, reale o percepito.