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07 Gennaio 2026 - 10:13
Da −30,4°C in quota ai −22°C nei fondovalle: il Piemonte nella morsa del gelo più duro dell’inverno
Il Piemonte si è svegliato sotto una cappa di gelo che ha pochi precedenti recenti. Nelle ultime ore la regione è entrata in una fase di freddo intenso e diffuso, con temperature scese su valori eccezionalmente bassi, capaci di riscrivere le mappe climatiche invernali e di farsi sentire ben oltre le alte quote. I dati raccolti dalla rete di Arpa Piemonte, consultabili in tempo reale, restituiscono l’immagine di un’ondata di freddo severa, estesa e senza distinzione tra settori alpini.
Il dato che colpisce più di tutti arriva dalla Capanna Margherita, in provincia di Vercelli. Qui il termometro ha toccato i -30,4 gradi, un valore tra i più bassi registrati in Italia. Un numero che trova spiegazione nell’altitudine estrema del rifugio, situato a 4.554 metri, il più alto d’Europa, ma che resta comunque indicativo della potenza di questa massa d’aria gelida. A quote inferiori, ma non meno significative, spiccano i -22 gradi di Ceresole, una minima rigidissima che certifica quanto il raffreddamento sia penetrato nelle valli alpine, e i -18,6 gradi del Colle Agnello, lungo i crinali, dove il gelo si è esteso in modo uniforme sulle aree d’alta quota.
Non si tratta di numeri isolati o curiosità per appassionati di meteorologia. Le misure rilevate nelle ultime ore confermano una fase gelida regionale, con effetti tangibili anche nei centri abitati più esposti. Il freddo non resta confinato alle cime: scende, si accumula, si stratifica. È un fenomeno ben noto sulle Alpi, ma che in questi giorni si presenta con un’intensità particolarmente marcata.

Alle quote estreme, l’aria si raffredda rapidamente e in modo più deciso. L’altitudine amplifica l’escursione termica e consente di raggiungere valori come quelli registrati alla Capanna Margherita. Nelle vallate, invece, entra in gioco un meccanismo diverso ma altrettanto efficace: nelle notti serene, soprattutto con suolo innevato, l’irraggiamento notturno favorisce la dispersione del calore e le inversioni termiche spingono l’aria più densa e fredda verso il fondovalle. Il risultato è un freddo che si incanala, ristagna e colpisce anche le aree abitate.
Gli impatti sul territorio sono già evidenti. Il ghiaccio diffuso su strade e marciapiedi impone prudenza negli spostamenti, in particolare nelle prime ore del mattino e durante la notte. Le strutture esposte e i servizi possono risentire delle temperature estreme, con criticità legate a tubazioni, impianti e veicoli lasciati all’aperto. In montagna, le attività in quota richiedono un equipaggiamento adeguato e una valutazione attenta delle condizioni locali, perché il freddo intenso riduce rapidamente i margini di sicurezza.
In questo contesto, il ruolo della rete di monitoraggio di Arpa Piemonte si conferma decisivo. I valori non sono semplici estremi da annuario climatico: rappresentano uno strumento concreto per leggere l’evoluzione del fenomeno e per orientare le decisioni di cittadini, amministrazioni e operatori sul territorio. La possibilità di consultare mappe in tempo reale consente di seguire passo dopo passo l’andamento delle temperature e di anticipare eventuali criticità.
Guardando alle prossime ore, l’indicazione è di mantenere alta l’attenzione. In assenza di copertura nuvolosa e con la presenza di neve al suolo, le minime notturne potrebbero restare molto basse anche nei prossimi passaggi. Pianificare gli spostamenti, proteggere le infrastrutture sensibili e monitorare costantemente gli aggiornamenti meteo diventa una necessità, non una semplice precauzione.
Il Piemonte affronta così un inverno che mostra il suo volto più duro. Un freddo che non fa sconti, che unisce vette e fondovalle sotto lo stesso segno, e che ricorda quanto il clima, quando spinge sull’acceleratore, sappia ancora dettare le sue regole.
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