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07 Gennaio 2026 - 09:27
Il gelo stringe il Piemonte nelle prossime notti, poi il colpo di scena del foehn con temperature in forte risalita
Il picco dell’ondata di freddo è ormai imminente e il Piemonte si prepara a vivere le notti più rigide di un episodio che, per intensità e durata, potrebbe risultare il più significativo dalla fine dell’inverno 2018 a livello regionale. Tra mercoledì e giovedì, pianure e fondovalle alpini saranno interessati da un ulteriore e deciso calo delle temperature, con valori minimi destinati a scendere diffusamente sotto lo zero e, in diversi casi, ben oltre le soglie abituali per il periodo.
Secondo i primi dati disponibili, nelle ore notturne le temperature minime potranno portarsi tra -4 e -7 gradi, con punte di -9/-10 gradi nei fondovalle collinari e valori localmente ancora più bassi tra Astigiano e Langhe, dove non si escludono minime comprese tra -11 e -12 gradi. Si tratta di numeri che restituiscono la portata di un raffreddamento secco e persistente, favorito dall’assenza di nubi e precipitazioni.
In montagna, il momento più critico sarà la prossima notte. A partire dagli 800 metri di quota, i termometri potranno scendere tra -8 e -13 gradi, mentre tra 1.500 e 2.500 metri sono attesi valori compresi tra -14 e -18 gradi, con possibili locali estremi prossimi ai -20/-22 gradi nelle conche vallive più strette e innevate, soprattutto nelle aree più riparate dalle brezze di monte. Alle quote più elevate, oltre i 2.500-3.000 metri, non è escluso che tali valori vengano addirittura superati, configurando condizioni di gelo severo.

Questa fase, tuttavia, non sarà accompagnata da precipitazioni. La configurazione atmosferica vede infatti la formazione di minimi depressionari sul Mediterraneo posizionati troppo a sud per convogliare umidità e nuvolosità significative sul territorio piemontese. Il risultato è un freddo intenso ma asciutto, capace di incidere sulle temperature senza produrre nevicate diffuse.
Il quadro meteorologico è però destinato a cambiare rapidamente. Già dal pomeriggio-sera di mercoledì, e in modo ancora più marcato tra giovedì e venerdì, è atteso un repentino rialzo termico in quota, legato alla rotazione delle correnti dai quadranti occidentali. Una perturbazione atlantica in avvicinamento dalla Francia favorirà il ritorno delle precipitazioni sulle zone alpine, con nevicate a carattere di tormenta sulle alte valli di confine oltre i 1.500-2.000 metri, in particolare dall’alta Val di Susa alle valli dell’Ossola, con fenomeni anche intensi sulla Valle d’Aosta occidentale.
Non si escludono, inoltre, piovaschi in sconfinamento verso gli sbocchi vallivi nord-occidentali e la possibilità di episodi di pioggia congelante, il cosiddetto gelicidio, all’interno delle valli alpine tra Torinese e Verbano, soprattutto tra i 700 e i 2.000 metri di quota nelle aree più esposte allo sfondamento dei nuclei precipitativi da Nordovest. Un rischio che potrebbe creare condizioni delicate per la viabilità e le infrastrutture.
Ad accompagnare questo brusco cambio di scenario saranno le violente raffiche di foehn, attese sulle alte valli con intensità che potrà superare i 100-120 chilometri orari. Tra venerdì e sabato, i venti si estenderanno anche ai settori pedemontani e alle pianure adiacenti, dal Cuneese al Verbano-Cusio-Ossola, favorendo un deciso aumento delle temperature massime, che potranno raggiungere valori compresi tra 10 e 14 gradi.
L’apparente tregua non segnerà però la fine dell’instabilità termica. Tra domenica e lunedì è infatti previsto un nuovo brusco calo delle temperature, con il ritorno di forti gelate notturne anche a bassa quota. Il contesto rimarrà in prevalenza asciutto su gran parte della regione, almeno fino alla metà della prossima settimana, confermando una fase meteorologica dominata dagli estremi termici e da rapidi cambi di scenario.
Un inverno che, pur senza grandi nevicate diffuse in pianura, sta mostrando tutta la sua capacità di incidere con gelo intenso, vento e sbalzi improvvisi, riportando il Piemonte dentro una dinamica climatica che non si vedeva da diversi anni.
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