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05 Gennaio 2026 - 16:45
Il presidente nazionale Uncem, Marco Bussone
Non un progetto calato dall’alto, non l’ennesima iniziativa spot destinata a esaurirsi con la fine dei finanziamenti, ma una scelta politica e territoriale che punta a lasciare tracce durature. È questo il senso di “Laboratorio delle Valli – spazio di crescita per i giovani”, il progetto presentato nella mattinata di sabato 3 gennaio a Cantoira e promosso da dodici Comuni delle Valli di Lanzo che hanno deciso di fare sistema, condividere risorse e costruire insieme una strategia rivolta alle nuove generazioni.
Attorno allo stesso tavolo si sono sedute le amministrazioni di Ala di Stura, Balme, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Groscavallo, Lemie, Mezzenile, Pessinetto, Traves, Usseglio e Viù, insieme a una rete articolata di partner istituzionali, culturali, sociali, educativi e sanitari. L’obiettivo dichiarato è investire sui giovani tra i 15 e i 34 anni, non come categoria fragile da assistere, ma come risorsa centrale per il futuro delle Valli.
Il progetto è sostenuto dalla Regione Piemonte, con un finanziamento di circa 40mila euro e un valore complessivo che supera i 50mila euro, e nasce dalla consapevolezza che i territori montani, se affrontano da soli sfide complesse, rischiano di restare indietro. Uniti, invece, possono costruire percorsi solidi e credibili, capaci di generare ricadute reali.
Ad aprire la presentazione è stata Franca Vivenza, sindaco di Cantoira, che ha ricordato come l’idea sia maturata dal confronto diretto tra amministratori locali alle prese con problemi comuni: spopolamento, carenza di servizi, difficoltà nel creare opportunità per i giovani. Da qui la scelta di non procedere in ordine sparso, ma di tentare una strada condivisa, nonostante i tempi ristretti del bando regionale. Una scommessa vinta grazie alla volontà politica e alla capacità di lavorare come territorio unico.
Il quadro strategico dell’iniziativa è stato delineato da Daniela Majrano, sindaco di Viù e Comune capofila, che ha sottolineato il cambio di paradigma alla base del progetto: i giovani non come destinatari passivi di politiche pubbliche, ma come protagonisti chiamati a partecipare, scegliere e assumersi responsabilità. Un’impostazione che affonda le radici nell’esperienza delle Aree Interne, dove le Valli di Lanzo hanno già sperimentato il valore del lavoro sovracomunale. In questo contesto la scuola resta un perno fondamentale, ma inserita in una rete più ampia che coinvolge cultura, sport, sanità, ambiente e memoria storica.
“Laboratorio delle Valli” non si configura come un luogo fisico unico, ma come un percorso diffuso che si muove tra i Comuni, adattandosi alle specificità locali. Le attività previste privilegiano modalità laboratoriali e pratiche, pensate per rafforzare competenze personali e professionali, ma anche il senso di appartenenza e la partecipazione civica. L’idea di fondo è superare interventi episodici per costruire processi strutturati, in grado di lasciare competenze, relazioni e opportunità anche oltre la durata formale del progetto.
Un ruolo centrale sarà svolto dall’associazione Al Cicapui, che accompagnerà i giovani in percorsi di orientamento al lavoro e alla formazione, mettendo in relazione le competenze emergenti con le opportunità presenti sul territorio. Particolare attenzione sarà dedicata sia all’artigianato di eccellenza sia alle nuove professioni digitali, due ambiti che possono offrire prospettive concrete anche in contesti montani. L’impatto, però, non si fermerà ai singoli partecipanti, ma coinvolgerà famiglie, associazioni e comunità locali, rafforzando legami e relazioni.
La dimensione culturale avrà un ruolo altrettanto importante grazie al contributo di CantArteatro, che proporrà un laboratorio pensato per offrire ai giovani una visione completa dei processi artistici. Non solo tecnica o talento, ma comprensione dei percorsi, delle dinamiche organizzative e della sostenibilità delle attività culturali, con l’obiettivo di rendere i partecipanti più autonomi e consapevoli.
Uno dei tasselli più significativi riguarda il lavoro sulla memoria storica, affidato al Comitato Resistenza Colle del Lys, che accompagnerà i giovani in un percorso che parte dalla Resistenza vissuta nelle Valli di Lanzo, attraversa il dopoguerra e la nascita della Repubblica e della Costituzione, per arrivare a una riflessione sul presente e sulle responsabilità civiche. La memoria viene così restituita come strumento vivo per comprendere il presente e orientare le scelte future.
Anche lo sport sarà un elemento centrale del progetto grazie alle Valliadi, con tre fine settimana tra maggio e luglio ospitati a Viù, Chialamberto e Balme. Le attività spazieranno dall’arrampicata al tennis, dall’orienteering al tiro con l’arco e allo yoga, con il supporto di istruttori qualificati. Non solo pratica sportiva, ma occasioni di aggregazione, scoperta del territorio e costruzione di relazioni, capaci di rafforzare il senso di comunità.
Dal mondo della scuola è arrivata una riflessione sull’importanza di esperienze educative fuori dall’aula, capaci di legare gli studenti al territorio e alle persone che lo abitano, contribuendo a contrastare il distacco e a favorire una cittadinanza attiva. Sul fronte sanitario, è stato richiamato il valore della prevenzione e del lavoro sul benessere, con un’attenzione particolare agli stili di vita sani e alla prossimità, come investimento sulla qualità della vita dell’intera comunità.
A chiudere la conferenza è stato Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, che ha inserito “Laboratorio delle Valli” in una prospettiva più ampia legata alla trasformazione delle comunità montane. Progetti di questo tipo, ha sottolineato, aiutano a governare il cambiamento e a rafforzare il capitale sociale dei territori, evitando che le aree interne restino ai margini.
Dodici Comuni hanno scelto di assumersi una responsabilità comune e di investire sui giovani come bene collettivo. Una scelta che parla di visione, continuità e radicamento. Perché il futuro delle Valli di Lanzo non si improvvisa e non si delega: si costruisce insieme.
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