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05 Gennaio 2026 - 09:25
Gelo intenso sulle valli piemontesi, temperature sotto i meno venti e notti ancora più fredde in arrivo (foto Andrea Vuolo)
Il freddo vero è tornato a farsi sentire in Piemonte, con una fase di gelo diffuso che nelle ultime ore ha interessato in modo particolare le conche vallive alpine, dove la combinazione di neve abbondante, assenza di ventilazione e irraggiamento solare ridotto sta creando condizioni ideali per un forte raffreddamento dell’aria nei bassi strati. Non si tratta di valori eccezionali in senso climatologico, ma di temperature comunque molto basse, capaci di fotografare un inverno pienamente in atto.
Uno dei casi più emblematici è quello del Pian della Mussa, nel territorio di Balme, nelle Valli di Lanzo, a circa 1.800 metri di quota. Qui, nel pieno di un’avvezione artica in quota, le temperature del primo mattino hanno raggiunto valori prossimi ai -20 gradi, soprattutto nella parte iniziale del pianoro. Un’area che in questo periodo dell’anno resta quasi completamente in ombra, coperta da un manto nevoso stimato tra i 70 e gli 80 centimetri, con ventilazione debole o assente. Tutti fattori che favoriscono un marcato raffreddamento dello strato d’aria a ridosso del suolo, soprattutto nelle ore notturne e all’alba.
Condizioni simili si registrano anche in altre zone alpine del Piemonte. Nella conca di Sauze di Cesana, a un’altitudine paragonabile a quella del Pian della Mussa, la stazione meteorologica di Arpa Piemonte ha misurato nella notte una temperatura minima di -18,7 gradi. Un dato rilevante, destinato con ogni probabilità a essere superato nelle prossime notti, quando l’irraggiamento notturno e la persistenza dell’aria fredda potrebbero spingere i valori ancora più in basso.

Il gelo non ha risparmiato nemmeno altre località montane. Sempre nel Torinese, si segnalano -19,3 gradi a Sauze di Cesana, -15,5 gradi a Pragelato, -14,8 gradi a Ceresole Reale, -14,5 gradi a Cesana Torinese e -14,4 gradi a Prali. In provincia del Verbano-Cusio-Ossola, le stazioni dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero hanno entrambe registrato -15,5 e -15,4 gradi. Nel Cuneese, spiccano i -12,3 gradi di Pontechianale e i -10,2 gradi di Crissolo, mentre a Balme il termometro si è fermato a -10,5 gradi.
Ma il freddo intenso non è rimasto confinato alle quote più elevate. Anche la pianura piemontese ha fatto registrare valori decisamente rigidi, soprattutto nelle zone più interne e meno ventilate. Tra le minime più basse spiccano i -9,1 gradi di Capriglio, nell’Astigiano, seguiti dai -7,9 gradi di Front, nel Torinese, e dai -7,6 gradi di Varallo Pombia, nel Novarese. Nell’area di Asti, si sono toccati -7,4 gradi a Calliano Monferrato, Castellero e Villafranca d’Asti, mentre la stazione di Asti Valmanera ha segnato -7,2 gradi.
Si tratta di un quadro che restituisce l’immagine di un inverno pienamente presente, con dinamiche atmosferiche ben note agli esperti. La presenza di neve al suolo aumenta l’albedo, riflettendo la poca energia solare disponibile e favorendo il raffreddamento notturno. Le lievi depressioni orografiche intrappolano l’aria fredda, mentre la scarsa ventilazione impedisce il rimescolamento degli strati atmosferici. Il risultato è un accumulo di freddo che si manifesta soprattutto nelle ore notturne e alle prime luci del giorno.
Secondo le previsioni, le prossime notti potrebbero confermare questo scenario, con nuove gelate diffuse e valori ancora molto bassi nelle conche alpine e nelle pianure più interne. Un contesto che richiede attenzione, soprattutto per la viabilità, l’agricoltura e la permanenza in quota, dove le condizioni ambientali restano severe.

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