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Inter straripante e vetta riconquistata: Bologna travolto mentre la Serie A va in ebollizione

Tre gol, dominio costante e classifica ribaltata mentre alle spalle scoppiano nervi e polemiche

Inter senza freni

Inter senza freni a San Siro, Bologna travolto e vetta ripresa con autorità

L’Inter fa la voce grossa a San Siro, supera 3-1 il Bologna e si riprende la vetta della Serie A, lasciando alle spalle Milan e Napoli. Un successo netto, persino riduttivo nel punteggio, maturato al termine di una gara a senso unico, in cui i nerazzurri hanno imposto ritmo, qualità e pressione continua, trasformando il match in un lungo monologo interrotto solo dalle parate di Ravaglia e da un gol rossoblù arrivato quando tutto era ormai deciso.

La squadra di Chivu conferma le scelte delle ultime settimane. In mezzo al campo viene premiato ancora Zielinski, preferito a Mkhitaryan accanto a Calhanoglu e Barella, mentre a destra, complici le assenze, Luis Henrique resta una certezza. Davanti, nessuna sorpresa: la coppia Lautaro–Thuram guida l’attacco. Dall’altra parte, Italiano sorprende lasciando fuori Orsolini, affidandosi a Rowe, Odgaard e Cambiaghi alle spalle di Castro.

L’avvio è tutto nerazzurro. Nei primi minuti l’Inter accelera come se dovesse chiudere la partita in fretta e chiama subito in causa Ravaglia, costretto a intervenire in sequenza sulle conclusioni ravvicinate di Lautaro e Thuram. Il Bologna fatica a uscire dalla propria metà campo, schiacciato da un pressing continuo e da un possesso palla aggressivo.

Il portiere rossoblù diventa il migliore dei suoi. Prima si supera su un tiro di Calhanoglu deviato che stava per infilarsi all’incrocio, poi salva tutto sul colpo di testa di Bastoni da corner. È un assedio costante, interrotto solo al 33’, quando il Bologna costruisce la sua unica vera occasione del primo tempo: Odgaard sfiora il palo di testa, dando l’illusione di poter rientrare in partita.

L’Inter, però, non si scompone e trova il vantaggio con pieno merito al 39’. Thuram apre il corridoio, Lautaro rifinisce con lucidità e Zielinski, appena defilato, colpisce di prima intenzione. Il tiro è secco, angolato, imparabile. San Siro esplode, il copione è scritto.

Nella ripresa Italiano prova a rimescolare le carte, inserendo Pobega e Vitik, ma il tentativo dura lo spazio di pochi minuti. Al 48’ arriva il raddoppio: calcio d’angolo di Calhanoglu, stacco perfetto di Lautaro, che firma il gol con una frustata di testa. Il Bologna accusa il colpo e rischia il tracollo.

Il capitano nerazzurro ha almeno altre due occasioni enormi per chiudere definitivamente i conti. Prima centra la traversa a porta praticamente vuota, poi si presenta solo davanti a Ravaglia, che ancora una volta evita un passivo umiliante. Senza il portiere felsineo, il risultato avrebbe assunto proporzioni ben più pesanti.

Il terzo gol arriva comunque al 74’. Ancora un calcio d’angolo, questa volta battuto da Dimarco, trova la deviazione sporca ma decisiva di Thuram, che di spalla accompagna il pallone in rete. È il sigillo definitivo su una gara mai realmente in discussione.

Il Bologna trova il gol della bandiera solo all’83’ con Castro, quando l’Inter ha già abbassato il ritmo e pensa a gestire. Un gol che non cambia il giudizio su una prestazione opaca dei rossoblù, rimasti praticamente fuori dalla partita per larghi tratti e incapaci di reggere l’urto imposto dai nerazzurri.

Con questo successo l’Inter torna davanti a tutti, con un punto di vantaggio sul Milan e due sul Napoli, in una classifica che resta però provvisoria: le tre squadre di testa devono ancora recuperare la gara rinviata per la Supercoppa giocata a fine dicembre in Arabia Saudita. Un dettaglio che rende la corsa al titolo ancora più tesa.

Alle spalle del trionfo nerazzurro, però, il turno di campionato racconta anche un’altra storia, ben meno edificante. All’Olimpico, Lazio–Napoli finisce 0-2 per gli azzurri, ma il risultato passa in secondo piano rispetto a un finale caotico. Con il Napoli avanti di due reti e in superiorità numerica, la partita degenera nel nervosismo.

Al minuto 87, un fallo laterale apparentemente innocuo davanti alla panchina di Antonio Conte accende la miccia. Le parole diventano spintoni, poi contatti fisici evidenti. Marusic e Mazzocchi finiscono al centro di una rissa che coinvolge anche le panchine. Conte entra in campo nel tentativo di separare i giocatori, ma la tensione è ormai fuori controllo.

L’arbitro Davide Massa non ha alternative: rosso diretto per entrambi. La Lazio, già in dieci per l’espulsione di Noslin, chiude addirittura in nove uomini, il Napoli in dieci. Secondo l’analisi arbitrale successiva, la decisione è corretta: il livello dello scontro supera qualsiasi possibilità di semplice ammonizione.

Così, mentre l’Inter brinda a una vittoria solida e convincente, il campionato si conferma un terreno instabile, dove alla qualità del gioco si affiancano tensioni, polemiche e finali incandescenti. La vetta è tornata nerazzurra, ma la strada è ancora lunga e tutt’altro che tranquilla.

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