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Cronaca

Strage Crans-Montana, sei vittime italiane: ecco chi sono Riccardo, Sofia, Giovanni, Chiara, Achille, Emanuele

Lo conferma il ministro Antonio Tajani: domani il rimpatrio delle salme

Strage Crans-Montana, sei vittime italiane

Strage Crans-Montana, le sei vittime italiane

Si chiude a sei il tragico bilancio delle vittime italiane dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. La conferma è arrivata nella giornata di domenica 4 gennaio dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre le autorità completavano le ultime identificazioni. Ai quattro ragazzi già riconosciuti nei giorni scorsi si sono aggiunti la quindicenne italo-svizzera Sofia Prosperi e il sedicenne romano Riccardo Minghetti. Nella giornata di domani è previsto il rimpatrio.

Le altre vittime italiane sono il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, il sedicenne milanese Achille Barosi, il quasi diciassettenne genovese Emanuele Galeppini e la sedicenne milanese Chiara Costanzo. Sei nomi, sei storie diverse, accomunate da una fine improvvisa e devastante, che ha travolto famiglie, scuole e comunità in tutta Italia.

I profili dei ragazzi emergono uno dopo l’altro come quelli di adolescenti tranquilli, bravi a scuola, tutti in regola con gli studi, senza anni persi, ricordati da amici e parenti come “classici bravi ragazzi”. Una generazione spezzata che lascia dietro di sé dolore, rabbia e interrogativi destinati ora all’inchiesta, chiamata a chiarire se dietro la strage possano esserci gravi negligenze umane.

Riccardo Minghetti, l’ultima vittima identificata, aveva 16 anni ed era studente del quarto anno del liceo scientifico Cannizzaro di Roma. Appassionato di tennis, che praticava con costanza in un circolo del quartiere Eur, stava trascorrendo le vacanze a Crans-Montana insieme alla sorella Matilde, più giovane di due anni, a casa della madre. Con loro c’era anche Manfredi Marcucci, altro ragazzo romano, ancora ricoverato al Niguarda con ustioni su metà del corpo. La notte di Capodanno erano entrati insieme al Constellation, ma Matilde aveva lasciato il locale poco prima che scoppiasse l’incendio. Tornata indietro nel caos per cercare il fratello, si è messa a scavare con i soccorritori a mani nude, riportando ustioni. Riccardo è rimasto disperso fino alla mattina di domenica 4 gennaio, quando il riconoscimento è avvenuto tramite Dna.

Sofia Prosperi aveva solo 15 anni. Era nata e cresciuta nel Canton Ticino, a Castel San Pietro, ma la sua famiglia è originaria di Roma e aveva la doppia cittadinanza italo-svizzera. La sera di Capodanno era andata al Constellation con tre amiche coetanee. Si trovava al piano di sotto quando il soffitto ha preso fuoco e le fiamme non le hanno lasciato scampo. Di lei resta anche un’immagine straziante: un angolino del suo viso visibile in uno dei video che circolano in rete e documentano i momenti della tragedia.

Emanuele Galeppini, nato a Genova ma residente da tempo con la famiglia a Dubai, avrebbe compiuto 17 anni dopo il Capodanno. Era considerato una promessa del golf, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Le prime condoglianze ufficiali sono arrivate dalla Federazione Italiana Golf, che lo ha ricordato come «un giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici».

Chiara Costanzo, 16 anni, era nata ad Arona, in provincia di Novara, ma viveva a Milano, dove frequentava il terzo anno del liceo Moreschi. Amava la ginnastica artistica e lo sci, studiava con impegno e manteneva una media dell’8,5. Il padre Andrea, parlando al Corriere della Sera, ha ricordato un dettaglio doloroso dell’ultima sera della figlia: «Al Costellation, lei e i suoi amici ci sono finiti per caso: non avevano trovato posto altrove». E ancora: «I suoi amici ne apprezzavano tanto il senso dell'umorismo e la simpatia».

Giovanni Tamburi, 16 anni, frequentava il terzo anno del liceo Righi di Bologna. Era descritto da chi lo conosceva come un ragazzo gentile, sereno, sorridente e molto bravo a scuola. Una sua insegnante, parlando a Repubblica, lo ha ricordato così: «È al primo banco e ogni volta che entro mi chiede se voglio che mi vada a prendere un caffè».

Achille Barosi, anche lui 16enne, milanese, studiava al liceo artistico Orsoline di San Carlo, indirizzo architettura e ambiente. Secondo quanto raccontato da un cugino all’ANSA, era riuscito a uscire dal locale, ma è dovuto rientrare per recuperare la giacca dimenticata. È rimasto intrappolato nel rogo che non gli ha lasciato scampo.

Sei vite spezzate in pochi minuti, in una notte che doveva essere di festa. Ora restano il dolore delle famiglie, il silenzio delle camere vuote e una lunga attesa di verità.



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