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Cronaca
05 Gennaio 2026 - 10:16
Simona Ventura difende il suo Grande Fratello e chiude su Signorini
A poche settimane dalla chiusura del Grande Fratello 19, Simona Ventura rompe il silenzio e traccia per la prima volta un bilancio completo della sua esperienza alla guida del reality. Un bilancio che arriva dopo un’edizione complessa, tornata alla formula nip con un cast interamente composto da concorrenti sconosciuti e andata in onda dal 29 settembre al 18 dicembre 2025, senza però riuscire a intercettare il grande pubblico.
I numeri parlano chiaro: una media di 1.829.000 spettatori, pari al 14,93% di share, con una finale che ha segnato il minimo storico del programma, mai sceso prima sotto la soglia dei due milioni. Un risultato che Mediaset e Pier Silvio Berlusconi non hanno nascosto, ammettendo le difficoltà di un’edizione percepita come sperimentale e distante dal Grande Fratello delle origini.
Eppure, per Simona Ventura, quei dati non rappresentano una bocciatura personale. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la conduttrice rivendica il valore del progetto e invita a leggere i risultati in un contesto televisivo profondamente cambiato. «Il 2025 è stato un anno straordinario», spiega, «perché ho avuto l’opportunità di lavorare a un programma difficile ma stimolante, con una squadra molto forte». E sugli ascolti aggiunge: «Non è andata malissimo. In Spagna il format ha chiuso al 5 per cento».
Una difesa lucida, che non nega la realtà dei numeri ma rifiuta l’idea che raccontino tutto. Ventura accetta il verdetto dell’Auditel, ma sottolinea come oggi l’attenzione del pubblico sia frammentata tra piattaforme, linguaggi e modalità di fruizione molto diverse dal passato. Il suo Grande Fratello, nelle sue parole, è stato più un esperimento editoriale che un’operazione nostalgia.
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Inevitabile, a questo punto, lo sguardo sul futuro del reality, in particolare sulla prossima edizione Vip, prevista – salvo cambiamenti – per la primavera. Al centro delle indiscrezioni resta il nome di Alfonso Signorini, che non tornerà alla conduzione dopo la decisione di autosospendersi da Mediaset, in seguito alla vicenda legata alle accuse emerse nella trasmissione Falsissimo di Fabrizio Corona e finite all’attenzione della Procura di Milano. Su questo fronte, però, Ventura sceglie una linea netta e senza aperture. «Alfonso Signorini? Non ne parlo», si limita a dire.
Archiviato il capitolo Grande Fratello, almeno per ora, la conduttrice guarda avanti. Tra i progetti già avviati c’è un documentario dedicato a Padre Pio, figura che la affascina da anni. «È il santo contemporaneo più amato al mondo», racconta, «è morto nel 1968, quindi è vicino a noi, ed è stato proclamato santo nel 2002, non senza difficoltà e contestazioni». Un interesse nato all’inizio degli anni Duemila, come ricorda lei stessa. «Una figura che mi appassiona dal Duemila. Sandro Mayer, l’allora direttore di Gente, mi intervistò quando nacque mio figlio Giacomo. Tre ore di chiacchierata su tutto e alla fine mi chiese: “Conosci Padre Pio? Lo apprezzi?”. Io dissi di sì, e lui ci fece il titolo. Da quel momento mi sono interessata a quella figura che allora era controcorrente».
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A colpirla è soprattutto il lato più enigmatico del frate di Pietrelcina. «È un bastian contrario come sono sempre stata io. Sono venuta in possesso di materiale inedito, di foto che raccontano tanto di lui. Un uomo dal carattere molto difficile, si infuriava spesso». E ancora: «Abbiamo testimonianze di persone che hanno avuto miracoli da lui e che gli sono state accanto. Lui combatteva con il maligno. Abbiamo trovato fotografie di guanti intrisi di sangue. E questo mi affascina».
Il documentario è già in lavorazione e vede Simona Ventura impegnata insieme al marito Giovanni Terzi, giornalista e scrittore. Dopo il debutto alla conduzione del Grande Fratello, la conduttrice riparte da qui, con una consapevolezza dichiarata: «È stato un anno straordinario perché ho avuto l’opportunità di fare un programma complesso ma entusiasmante, con una grande squadra di lavoro. Rifarlo? Ora penso solo al mio documentario».
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