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Fine anno amaro a Gassino, Gazzara: “Bilancio deludente, serve un cambio di passo”

Niente aula magna né palestra per tornei nella nuova scuola. Gazzara: “Non possiamo permetterci altri cinque anni di immobilismo”

Fine anno amaro a Gassino, Gazzara: “Bilancio deludente, serve un cambio di passo”

Fine anno amaro a Gassino, Gazzara: “Bilancio deludente, serve un cambio di passo” (a sinistra: Gazzara; a destra: Corrado)

La fine dell’anno amministrativo a Gassino Torinese si chiude sotto il segno della delusione, almeno secondo Maurizio Gazzara, consigliere comunale all'opposizione con la lista civica Gassino Insieme. In una lunga riflessione, Gazzara traccia a inizio gennaio un bilancio severo dell’azione della giunta Corrado nel corso del 2025, mettendo in fila ritardi, scelte discutibili e criticità strutturali che, a suo giudizio, fotografano un Comune fermo, incapace di imprimere una svolta concreta alla vita cittadina.

Il punto di partenza della sua analisi è netto: «A chiusura di questo anno amministrativo, non possiamo che registrare con rammarico un bilancio deludente», afferma, aggiungendo che, al netto di un’unica grande opera, «se non fosse per la nuova scuola, oggi Gassino non avrebbe alcun intervento significativo da mostrare». Da qui l’elenco delle criticità che, secondo il consigliere, sono sotto gli occhi di tutti: strade dissestate, marciapiedi rotti, incuria diffusa e sporcizia, elementi che contribuiscono a un’immagine di degrado urbano sempre più evidente.

Gazzara lega questo scenario a un problema politico e organizzativo più profondo. A suo giudizio, la presenza discontinua di sindaco e assessori, impegnati professionalmente altrove, non sarebbe sufficiente a compensare le carenze di un’amministrazione che fatica a garantire continuità e tempestività. Il risultato sarebbe un Comune che procede a rilento, con pratiche bloccate negli uffici e senza certezze sui tempi di risoluzione dei problemi.

Maurizio Gazzara

Burocrazia e uffici comunali

Un passaggio centrale riguarda la questione del segretario comunale, tema già più volte emerso nel dibattito cittadino. Gazzara riconosce come una novità positiva l’arrivo, da gennaio 2026, di un nuovo segretario comunale per due giorni e mezzo a settimana, ma la definisce una soluzione tardiva. Per mesi, ricorda, l’ente ha operato con un segretario “a scavalco”, presente solo per poche ore settimanali, con effetti evidenti sull’efficienza amministrativa. La sostituzione della figura precedente, avvenuta senza un piano strutturato, avrebbe inciso pesantemente sulla capacità della macchina comunale di funzionare con regolarità.

Le ricadute di questa situazione, secondo Gazzara, sono pagate direttamente dai cittadini. «Nel frattempo, i cittadini sono costretti a rivolgersi ai Comuni vicini, come Rivalba o San Raffaele, per il semplice rinnovo della carta d’identità», osserva, definendo questa condizione non più accettabile per un Comune delle dimensioni e dell’importanza di Gassino. Un tema non nuovo, che s'intreccia con le difficoltà di accesso agli uffici e con le lunghe attese già denunciate anche da altre forze di opposizione.

Una scuola senza aula magna e con una palestra “a metà”

Sulla nuova scuola elementare, Gazzara chiarisce di non voler sminuire la portata economica dell’intervento, ma solleva rilievi precisi sulle scelte progettuali. Pur trattandosi di un’opera da circa 9 milioni di euro, il consigliere evidenzia come la palestra non risponda ai requisiti minimi per ospitare tornei ufficiali e come l’aula magna prevista nei progetti originari sia stata eliminata. Al suo posto, osserva, sarebbe stato realizzato un ingresso monumentale, giudicato sproporzionato rispetto alle reali esigenze della comunità scolastica.

Da qui una conclusione critica: nessuno spazio pubblico capiente, nessuna palestra veramente idonea, nessun vero luogo di aggregazione all’altezza per la cittadinanza. Una spesa rilevante che, secondo Gazzara, avrebbe prodotto risultati parziali e sbilanciati, lasciando irrisolti bisogni importanti del territorio.

Degrado nel centro storico

Lo sguardo si sposta poi sul centro storico, segnato da un degrado strutturale persistente. Buche, incuria e sporcizia, secondo il consigliere, stanno producendo effetti evidenti anche sul tessuto economico: il commercio locale soffre, le saracinesche si abbassano e le attività chiudono. Un processo che alimenta un senso di progressivo svuotamento e pone interrogativi sul futuro del centro storico gassinese.

La sua riflessione si chiude con un appello politico chiaro: «In sintesi, non possiamo permetterci altri cinque anni di immobilismo e occasioni mancate», afferma Gazzara, sottolineando come i cittadini meritino un’amministrazione più presente, capace e pronta ad affrontare in modo concreto i problemi del territorio. «Serve un cambio di passo, e serve ora».

Le critiche di Gassino Insieme si sommano in un quadro più ampio di contestazioni all’operato della giunta Corrado. Anche la lista Progettiamo Gassino, all’opposizione, ha recentemente messo in evidenza ritardi sulle manutenzioni, difficoltà organizzative degli uffici comunali e una programmazione ritenuta debole su bilancio e Documento Unico di Programmazione. Accenti diversi, ma una convergenza di fondo su un punto: la percezione di un’amministrazione che, a un anno e mezzo dall’insediamento, fatica ancora a trasformare promesse e documenti in risultati tangibili per la città.

Corso Italia, nel centro storico

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