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Mathi, aumenta l’Irpef e si accende lo scontro: tasse più alte e un debito per il campo sportivo

La maggioranza difende l’aumento per garantire servizi e investimenti, l’opposizione attacca: “Una batosta per le famiglie”

Vittorio Rocchietti

Vittorio Rocchietti

A Mathi l’aumento dell’addizionale comunale Irpef accende il confronto politico e riporta al centro del dibattito il tema delle risorse, delle scelte di bilancio e delle priorità amministrative. La decisione è stata formalizzata nel Consiglio comunale di giovedì 18 dicembre e, a distanza di pochi giorni, continua a far discutere maggioranza e opposizione, con posizioni nette e letture molto diverse della stessa manovra.

L’amministrazione guidata dal sindaco Vittorio Rocchietti ha spiegato l’aumento come una misura resa necessaria da un contesto economico sempre più stringente per gli enti locali. Negli ultimi anni, e secondo le previsioni almeno fino al 2029, i trasferimenti statali ai Comuni sono destinati a ridursi progressivamente, mentre le spese correnti, a partire da quelle legate al sociale, continuano a crescere. A questo si aggiunge l’impatto dell’inflazione, che incide sui costi dei servizi e sulle forniture, erodendo margini già limitati. In questo scenario, l’adeguamento dell’addizionale comunale Irpef viene presentato come un passaggio obbligato per garantire la tenuta dei conti e la continuità dei servizi.

Dal punto di vista della maggioranza, l’intervento è stato costruito seguendo un criterio di progressività. I contribuenti con redditi fino a 10.500 euro restano esenti, mentre l’aumento cresce in modo graduale con l’aumentare del reddito. Per una fascia attorno ai 28 mila euro, l’impatto stimato si traduce in poche decine di euro l’anno. Una scelta che l’amministrazione definisce equa, perché distribuisce il peso fiscale in base alla capacità contributiva e non ha come obiettivo quello di “fare cassa”, ma di finanziare servizi e investimenti ritenuti strategici per il paese.

Di tutt’altro avviso l’opposizione di Nuove Idee In Comune, che ha parlato di un aumento consistente dell’Irpef per il 2026, con percentuali che variano dal 17 al 35 per cento a seconda delle fasce di reddito. Secondo il capogruppo Maurizio Fariello, la spiegazione fornita dall’amministrazione – meno trasferimenti statali e più spesa sociale – non sarebbe sufficiente a giustificare una manovra che rischia di gravare ulteriormente su famiglie già in difficoltà, soprattutto in una fase economica complessa come quella attuale. La minoranza sottolinea inoltre come il riferimento ad aumenti analoghi in altri Comuni del territorio non possa diventare un alibi automatico per giustificare una scelta impopolare.

L'ex sindaco Maurizio Fariello

Il nodo politico più sensibile, però, riguarda il campo sportivo. L’opposizione contesta apertamente la decisione dell’amministrazione di contrarre debito per procedere all’acquisto dell’impianto, ricordando che il comodato d’uso gratuito attualmente in vigore scadrà solo nel 2039. In questo quadro, secondo Fariello, l’aumento dell’Irpef appare ancora più discutibile, perché combinato a un’operazione ritenuta non urgente e potenzialmente onerosa per le casse comunali. La preoccupazione espressa è che l’incremento della pressione fiscale finisca per aggravare ulteriormente la situazione economica di molte famiglie mathiesi.

Su questo punto, però, il sindaco Rocchietti non arretra. La scelta sul campo sportivo viene rivendicata come un investimento di prospettiva, coerente con una visione di lungo periodo. Secondo l’amministrazione, un Comune non può limitarsi alla gestione dell’esistente, ma deve anche programmare, mettere in sicurezza il proprio patrimonio e creare le condizioni per lo sviluppo futuro. L’indebitamento, in questa logica, non è visto come un azzardo, ma come uno strumento per realizzare opere e servizi ritenuti strategici per la comunità.

Nel dibattito consiliare ha assunto una posizione più defilata Danilo Bianco, consigliere del gruppo “Mathi, una svolta per il domani”, che ha scelto l’astensione. Pur riconoscendo la criticità del momento e il venir meno dei contributi statali, Bianco ha ritenuto convincente la motivazione espressa dall’amministrazione e ha spiegato che, in una situazione di questo tipo, la scelta di non votare contro rappresenta un atteggiamento di responsabilità, pur restando all’opposizione.

Il quadro che emerge dal Consiglio comunale di dicembre è quello di una comunità chiamata a confrontarsi con scelte difficili, in un contesto in cui le risorse diminuiscono e le richieste aumentano. L’aumento dell’Irpef diventa così il simbolo di un equilibrio delicato tra sostenibilità finanziaria, giustizia fiscale e priorità politiche. Da una parte, un’amministrazione che rivendica la necessità di adeguarsi ai vincoli esterni senza rinunciare a investire; dall’altra, un’opposizione che chiede maggiore prudenza e mette in guardia dal rischio di scaricare sui cittadini il peso di decisioni considerate discutibili. Un confronto destinato a proseguire anche nei prossimi mesi, mentre gli effetti concreti della manovra inizieranno a farsi sentire nelle tasche dei contribuenti.

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