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04 Gennaio 2026 - 18:25
La sindaca Loredana Devietti
L’ultimo Consiglio Comunale del 2025, ha messo un punto fermo su quello che Ciriè farà – e non farà – nei prossimi anni. A distanza di poco più di due settimane, mentre il nuovo anno è appena iniziato, quelle decisioni iniziano a pesare davvero, perché disegnano in modo concreto il futuro della città: cantieri che partono, altri che slittano, opere attese da tempo che finalmente trovano una data, e scelte inevitabili dettate da un periodo tutt’altro che semplice per i conti pubblici.
Il via libera al Bilancio di previsione 2026/2028 permette al Comune di entrare nel nuovo anno senza rallentamenti burocratici, evitando l’esercizio provvisorio e rendendo l’amministrazione operativa fin da subito. Ma, al di là degli aspetti tecnici, il bilancio racconta soprattutto una storia di priorità: cosa viene considerato urgente, cosa può aspettare e dove l’amministrazione ha deciso di concentrare le risorse.

Palazzo D'Oria, sede del Comune di Ciriè
Il contesto, come spiegato dalla sindaca Loredana Devietti e dall’assessore Alessandro Pugliesi, è quello di una forte pressione sui bilanci degli enti locali. I costi dell’energia e delle materie prime continuano a crescere e incidono pesantemente anche sulle spese ordinarie. In questo scenario, l’obiettivo dichiarato è stato uno solo: non tagliare i servizi, evitando che a pagare il prezzo della crisi siano i cittadini. Per riuscirci, il Comune ha lavorato su una razionalizzazione attenta delle spese, utilizzando in modo mirato l’avanzo di amministrazione e puntando molto sui finanziamenti esterni, regionali e statali.
È però sul fronte delle opere pubbliche che le decisioni del Consiglio del 18 dicembre diventano più visibili e comprensibili per tutti. Il Piano Triennale dei Lavori Pubblici è stato infatti rimodulato, non per cancellare interventi, ma per distribuirli nel tempo in modo sostenibile, evitando di concentrare troppi cantieri insieme e di mettere in difficoltà la viabilità cittadina.
Alcuni interventi importanti vengono quindi rinviati, ma non accantonati. La riqualificazione di piazza San Martino e di via Lanzo, ad esempio, slitta al 2027. Lo stesso vale per il rifacimento di via Mazzini, un’opera da circa 1,2 milioni di euro, programmata nel 2028. Sempre al 2028 viene collocata la nuova arteria stradale nord-ovest, pensata per alleggerire il traffico nel centro cittadino. Sono opere rilevanti, ma che l’amministrazione ha scelto di posticipare per non appesantire troppo i conti nel breve periodo.
Al contrario, ci sono interventi che accelerano e diventano il cuore della programmazione del 2026. Su tutti, il Palazzetto dello Sport di via Grande Torino. Per questa struttura, attesa da anni, il finanziamento previsto sale a 2,6 milioni di euro, una cifra che consentirà di completare tutti i lotti necessari e di portare finalmente a termine l’opera. Un investimento che riguarda non solo lo sport, ma anche la possibilità di offrire spazi adeguati ad associazioni, scuole e manifestazioni.
L’altra grande priorità è la mobilità, con un’attenzione particolare all’area della stazione. Nel 2026 è infatti prevista la realizzazione del Movicentro, un’infrastruttura chiave collegata al futuro sottopasso ferroviario. Su questo progetto il Comune ha chiarito di aver fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità: il percorso progettuale e autorizzativo è concluso e, dal punto di vista tecnico, l’opera è già pronta per essere messa a bando. Quello che manca è il completamento dei finanziamenti da parte di Regione e Ministero dei Trasporti.
Su questo fronte, però, l’amministrazione guarda con fiducia ai prossimi mesi. La Regione Piemonte ha infatti inserito il sottopasso tra gli interventi prioritari, un passaggio politico che avvicina l’avvio di un cantiere destinato a cambiare in modo significativo il volto della zona stazione e la qualità degli spostamenti quotidiani.
In sintesi, le decisioni prese nell’ultimo Consiglio comunale del 2025 raccontano una città che sceglie di non fermarsi, ma di procedere con cautela. Alcuni progetti vengono rinviati, altri trovano finalmente una corsia preferenziale. Sport e mobilità diventano i pilastri su cui costruire il futuro immediato, mentre per altre opere si accetta di attendere qualche anno in più.
A inizio 2026, il messaggio che arriva da Palazzo Civico è chiaro: in un periodo di risorse limitate, governare significa fare scelte, spiegandole e assumendosene la responsabilità. E il bilancio approvato il 18 dicembre, oggi più che mai, rappresenta la fotografia di quelle scelte.
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