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Confronto sì, ma senza verbali: bocciate le commissioni a Chiaverano

L’opposizione chiede tavoli ufficiali, la maggioranza respinge e rivendica una trasparenza “a chiamata”

ChiaveranoCheVorresti

Enrico Ponzetto capogruppo di ChiaveranoCheVorresti

L’ultimo Consiglio comunale del 2025, convocato a Chiaverano lunedì 29 dicembre, si è chiuso con una frattura politica netta, destinata a pesare nei prossimi mesi. Al centro della seduta due mozioni presentate dal gruppo di minoranza ChiaveranoCheVorresti, guidato dal capogruppo Enrico Ponzetto, che chiedevano l’istituzione di due commissioni consiliari: una dedicata al bilancio, l’altra a urbanistica e lavori pubblici. Due strumenti che, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbero dovuto rafforzare il confronto tra maggioranza e opposizione su temi strategici per il futuro del paese. La risposta della maggioranza è stata però un voto contrario su entrambe le proposte, che di fatto le ha affossate.

Le mozioni nascevano da una premessa politica che la minoranza ha rivendicato come condivisa. Nei rispettivi programmi elettorali, infatti, sia maggioranza sia opposizione avevano indicato bilancio, urbanistica e opere pubbliche come ambiti centrali per rispondere alle esigenze della popolazione e orientare lo sviluppo della comunità. Da qui l’idea che la responsabilità della qualità delle scelte non possa ricadere soltanto sulla giunta, ma debba coinvolgere tutti i consiglieri eletti, ciascuno portatore di sensibilità e bisogni diversi della cittadinanza.

Nel testo delle mozioni, questo principio veniva esplicitato con chiarezza, sottolineando come un confronto strutturato, aggiuntivo rispetto alle sole sedute consiliari, potesse migliorare la qualità delle decisioni e rafforzare la trasparenza amministrativa. «Maggioranza e Minoranza rappresentano e si fanno carico di diverse sensibilità ed esigenze della Cittadinanza ed è quanto mai necessario un confronto tra le parti politiche per la definizione degli indirizzi di pianificazione e progettazione delle azioni di governo», si leggeva negli atti presentati.

Il dibattito in aula ha però preso una direzione diversa. La maggioranza ha respinto entrambe le mozioni, motivando il no con argomentazioni che la minoranza definisce pretestuose. In particolare, durante la discussione è stato evocato un presunto aggravio di lavoro per il personale comunale, già impegnato nella gestione ordinaria. Un’obiezione che Ponzetto e il suo gruppo hanno contestato punto per punto, spiegando come le commissioni proposte avessero natura esclusivamente politica e consultiva, coinvolgendo solo i consiglieri comunali, senza nuovi adempimenti burocratici né la necessità di predisporre regolamenti aggiuntivi, essendo già previste dal regolamento vigente.

Il sindaco Maurizio Tentarelli

Secondo la minoranza, dietro il rifiuto si è manifestata una resistenza più profonda, legata non tanto agli aspetti organizzativi quanto alla volontà di evitare un confronto formalizzato e tracciabile. Le commissioni, infatti, avrebbero prodotto verbali e documentazione ufficiale, rendendo visibili i contributi delle diverse parti e le scelte compiute lungo il percorso decisionale. Un passaggio che, sempre secondo ChiaveranoCheVorresti, la maggioranza non avrebbe voluto compiere.

Ponzetto non nasconde l’amarezza per un esito che considera in contraddizione con le dichiarazioni di apertura pronunciate all’inizio della legislatura. «Dal nostro punto di vista abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento costruttivo e coerente, come dimostra l’ultimo anno e mezzo di lavoro consiliare», sottolinea il capogruppo, respingendo anche l’accusa, emersa in aula, di voler utilizzare le commissioni come strumento di attacco politico. «Pare ci considerino più “cattivi” di quello che siamo nella realtà. Le nostre posizioni sono sempre state oggettive e mai tendenziose».

Nonostante la bocciatura delle mozioni, la minoranza ha scelto di restare in aula fino alla fine della seduta, votando le delibere necessarie all’ordinaria amministrazione. Un gesto che viene rivendicato come prova di coerenza e di rispetto istituzionale, ma che non attenua la critica politica di fondo. Per ChiaveranoCheVorresti, l’istituzione delle commissioni non avrebbe rappresentato un ostacolo all’azione di governo, bensì un arricchimento, uno strumento capace di integrarsi con il lavoro della maggioranza, migliorando l’efficacia delle scelte e riducendo il rischio di decisioni scollegate dalla programmazione complessiva.

La vera linea di frattura, secondo Ponzetto, sta nella modalità di confronto scelta dall’amministrazione. Da un lato, la maggioranza continua a rivendicare una piena trasparenza, accompagnando questa affermazione con inviti informali come «chiamateci se volete sapere» o «chiamateci se avete proposte». Dall’altro, però, rifiuta strumenti ufficiali di confronto come le commissioni consiliari, preferendo canali non tracciabili. Una scelta che, agli occhi della minoranza, svuota di significato il concetto stesso di trasparenza, perché priva i cittadini della possibilità di ricostruire i passaggi che portano alle decisioni politiche.

Il Consiglio del 29 dicembre, ultimo atto dell’anno, lascia così in eredità una questione che va oltre il destino delle due mozioni bocciate. In gioco c’è il modello di governo locale: un’amministrazione che concentra il confronto all’interno della giunta e dei rapporti informali, oppure un sistema che accetta il rischio – e il valore – di un dialogo politico strutturato, documentato e visibile. Per ChiaveranoCheVorresti, la scelta della maggioranza segna un passo indietro sul terreno della partecipazione e della condivisione delle responsabilità. Un nodo politico che, con ogni probabilità, tornerà al centro del dibattito nei prossimi consigli comunali.

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