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Quali sono i supermercati più convenienti d'Italia?

L’inchiesta di Altroconsumo su oltre 12mila clienti incorona Esselunga, NaturaSì e Ipercoop tra i supermercati, ma è Eurospin a brillare tra i discount. Intanto le famiglie tagliano la spesa e stringono la cinghia

Quali sono i supermercati più convenienti d'Italia?

Quali sono i supermercati più convenienti d'Italia?

Mano che spinge il carrello, sguardo attento alle etichette, calcolatrice mentale sempre accesa. È così che oggi gli italiani affrontano la spesa settimanale, trasformata da gesto abituale a esercizio di equilibrio tra qualità, convenienza e necessità. A raccontarlo, con numeri e dati difficili da ignorare, è l’ultima inchiesta di Altroconsumo, basata sulle risposte di 12.291 clienti delle principali catene della grande distribuzione, che restituisce una fotografia nitida di come stanno cambiando i comportamenti di consumo nel pieno di un carovita che continua a farsi sentire.

L’indagine prende in esame tutti gli elementi che incidono sulla soddisfazione dei clienti: dai prezzi al comfort dei punti vendita, dall’assortimento alla qualità dei prodotti, dai tempi di attesa alla cassa fino alla trasparenza delle promozioni. Non dettagli marginali, ma fattori concreti che orientano le scelte quotidiane di milioni di famiglie. Ed è proprio dalla soddisfazione complessiva che emergono le classifiche delle insegne preferite, suddivise tra supermercati e ipermercati nazionali, discount, catene locali e spesa online.

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Nel panorama dei supermercati e ipermercati, il vertice è condiviso da Esselunga, NaturaSì e Ipercoop, tutte con un giudizio “ottimo”. Tre modelli diversi, ma accomunati da un alto livello di fiducia da parte dei clienti. Esselungacontinua a essere percepita come sinonimo di organizzazione, comfort e assortimento; NaturaSì raccoglie consensi per la qualità dei prodotti, soprattutto biologici e a marchio proprio; Ipercoop conferma una solidità costruita su una proposta ampia e su un’attenzione costante al consumatore. Subito dietro si collocano insegne storiche come Coop, Famila, Conad e Interspar, che ottengono valutazioni buone, mentre scivolano nella fascia media realtà come Sigma, Sisa e i formati più piccoli di Carrefour, penalizzati soprattutto da comfort e tempi di attesa.

Il vero segnale dei tempi, però, arriva dai discount. Complice l’aumento generalizzato dei prezzi e un’offerta sempre più curata, queste insegne non sono più una scelta di ripiego, ma una vera alternativa ai supermercati tradizionali. Aldied Eurospin guidano la classifica con un giudizio ottimo, dimostrando che il binomio risparmio–qualità è ormai una realtà consolidata. Subito dietro si posizionano Dpiù, MD Discount, Prix e Lidl, tutte valutate positivamente. Un dato su cui riflettere: nessun discount scende sotto il giudizio “buono”, segno che il settore ha saputo intercettare le esigenze di consumatori sempre più attenti al portafoglio.

Ancora più interessante è il risultato delle catene locali, spesso meno presenti a livello nazionale ma fortemente radicate nei territori. Qui il gradimento è altissimo: su 40 insegne valutate, ben undici ottengono il massimo del giudizio e nessuna scende sotto il buono. Dem, Rossetto, Mega, Iperal, Tosano, Mercatò, Visotto e altre realtà simili dimostrano che la prossimità, la cura dei freschi e il rapporto diretto con il cliente restano armi vincenti, soprattutto in un periodo di forte attenzione alla qualità della spesa quotidiana.

Cresce anche la spesa online, che non è più una nicchia. In questo ambito dominano Esselunga, Eurospin e Coop, apprezzate per la facilità di utilizzo dei siti, la disponibilità dei prodotti, la puntualità delle consegne e l’efficienza del servizio clienti. Un settore che continua a espandersi, soprattutto nelle grandi città, e che rappresenta un’alternativa sempre più strutturata alla spesa tradizionale.

L’inchiesta entra poi nel dettaglio dei singoli aspetti che determinano la soddisfazione dei clienti. E qui emerge un dato chiave: la convenienza dei prezzi è il fattore più importante. Non sorprende, quindi, che le insegne più apprezzate sotto questo profilo siano Aldi e Tosano. Per la qualità complessiva dei prodotti, invece, il riferimento resta NaturaSì, così come per i prodotti a marchio del supermercato, insieme a Ipercoop. Il comfort dei punti venditapremia Esselunga, Cadoro e Interspar, mentre per sconti e promozioni spicca la catena locale CTS. Quando si parla di freschi, i consumatori non hanno dubbi: Borello per la carne, Cadoro e Maxì per il pesce, ancora Cadoro per frutta e verdura. Quanto alla trasparenza dei prezzi, vengono premiate Cadoro, Alì e Mega. Un dato curioso riguarda i tempi di attesa alla cassa, dove sorprende il buon posizionamento di NaturaSì, spesso percepita come meno orientata alla velocità.

Il confronto con il 2023 racconta però una realtà meno rassicurante. Le posizioni in classifica restano sostanzialmente stabili, ma tutte le insegne perdono un punto nel giudizio finale. A pesare è soprattutto l’aumento dei tempi di attesa alla cassa tradizionale, non compensato del tutto dalla diffusione delle casse automatiche. Cala anche la soddisfazione per la qualità dei prodotti freschi e, soprattutto, per i prezzi, che – pur non crescendo più ai ritmi degli anni precedenti – restano percepiti come troppo elevati.

Ed è qui che arriva il dato forse più significativo: gli italiani spendono meno per la spesa. Dal 2023 al 2024 la spesa media mensile scende del 5%, passando da 409 a 387 euro. La riduzione è quasi impercettibile per chi vive da solo, ma diventa molto più marcata per le famiglie numerose. I nuclei con cinque o più persone tagliano la spesa addirittura del 14%, segno evidente di una strategia di contenimento che passa da rinunce, maggiore attenzione alle offerte e una selezione sempre più rigorosa dei prodotti acquistati.

L’indagine, condotta tramite questionario online tra soci e fan di Altroconsumo, si basa su 41.111 esperienze di acquisto raccolte tra il 2023 e il 2024, con un peso maggiore attribuito alle valutazioni più recenti. Quattro le classifiche generali elaborate, tutte costruite su un indice di soddisfazione su base 100.

Insomma, il carrello della spesa diventa lo specchio fedele di un Paese che continua a fare i conti con il costo della vita. Le insegne preferite cambiano poco, ma cambia – eccome – il modo di fare la spesa: più prudente, più selettivo, più orientato al risparmio.

Qui l'inchiesta di altro consumo CLICCA

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