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01 Gennaio 2026 - 10:19
Samuele inaugura il 2026: al Sant’Anna il primo nato del nuovo anno
C’è un filo sottile che unisce la fine di un anno e l’inizio del successivo, e al Sant’Anna di Torino quel filo passa, come sempre, dalle sale parto. Qui, tra luci soffuse, voci basse e mani che si stringono, il 2025 si è chiuso e il 2026 si è aperto nel modo più naturale possibile: con una nascita.
L’ultimo nato del 2025 si chiama Pietro. È venuto al mondo alle 17.51, pesa 2.410 grammi ed è il primo figlio di una coppia italiana. La sua nascita è avvenuta tramite taglio cesareo, un ingresso delicato e atteso che ha segnato simbolicamente il saluto all’anno appena concluso.
Poche ore dopo, con l’alba del nuovo anno, il testimone è passato al primo nato del 2026. Alle 8.38 è nato Samuele, maschio, 2.920 grammi, anche lui primo figlio della coppia. Un parto spontaneo, con l’uso della peridurale, seguito immediatamente dall’allattamento al seno, nel solco delle buone pratiche raccomandate a livello internazionale. Anche in questo caso la mamma è italiana e l’emozione, facile immaginarlo, ha accompagnato ogni istante.

Due storie diverse, due modalità di nascita differenti, ma lo stesso luogo e la stessa centralità: quella di un ospedale che continua a rappresentare un punto di riferimento nazionale. L’Ospedale ostetrico ginecologico Sant’Anna di Torino si conferma infatti anche nel 2025 tra i primi in Italia per numero di parti e nascite. Nel corso dell’anno appena concluso si sono registrati 5.300 parti, per un totale di 5.440 nascite. Numeri importanti, che raccontano un’attività intensa e costante.
La percentuale di tagli cesarei si attesta intorno al 30%, un dato stabile rispetto agli anni precedenti, mentre emerge con forza l’attenzione alle pratiche di umanizzazione del parto: in quasi il 90% dei neonati nati da parto vaginale è stato effettuato il contatto pelle a pelle tra madre e neonato, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondamentale per favorire l’allattamento e il legame precoce.
Uno sguardo al recente passato aiuta a contestualizzare il dato: nel 2024 al Sant’Anna si erano registrati 5.450 parti per 5.613 nascite, a conferma di un trend elevato e costante.
Così, mentre Pietro chiude simbolicamente il 2025 e Samuele apre il 2026, il Sant’Anna continua a fare ciò che fa ogni giorno: accompagnare nuove vite nel mondo, tra competenza clinica, attenzione alle madri e rispetto dei tempi naturali della nascita. Insomma, il calendario cambia, ma al Sant’Anna la storia ricomincia sempre allo stesso modo.
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