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Stradabile arriva a Torino: corsi, voucher e una piattaforma multilingue per l’inclusione dei migranti

Oltre 70 partecipanti coinvolti in un percorso sulla sicurezza stradale che assegnerà voucher completi per il conseguimento della patente B

Stradabile arriva a Torino

Stradabile arriva a Torino: corsi, voucher e una piattaforma multilingue per l’inclusione dei migranti (foto di repertorio)

Parte da Torino una spinta concreta all’inclusione, costruita non con slogan ma con strumenti pratici: formazione, mobilità, accesso alla patente. Si chiama Stradabile ed è il progetto nazionale della Fondazione Unipolis che punta a migliorare l’integrazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo attraverso un percorso di educazione alla sicurezza stradale e un sostegno economico diretto per ottenere la patente. Il programma coinvolge nove città italiane e vede Torino tra i centri principali insieme a Milano, Brescia, Modena, Parma, Roma, Bari e Catania.

Nel capoluogo piemontese oltre 70 beneficiari seguiti da 25 organizzazioni hanno partecipato alle lezioni previste da Stradabile al volante, uno dei filoni operativi del progetto. Tre ore di formazione che hanno affrontato i temi essenziali della mobilità urbana: segnaletica, dispositivi di sicurezza, comportamenti corretti e condotte pericolose, oltre alle conseguenze sanzionatorie, civili e penali previste dal codice della strada. Una panoramica mirata, costruita anche sulla base delle criticità più diffuse nelle grandi città, con particolare attenzione alle tipologie di veicoli presenti sulle strade torinesi.

Al termine dell’incontro i partecipanti hanno sostenuto un test finale. I quindici migliori riceveranno un voucher completo per il conseguimento della patente B, coprendo integralmente i costi della scuola guida. Il progetto guarda però oltre, perché sono allo studio accordi con imprese del territorio interessate all’assunzione di rifugiati a fronte della possibilità di conseguire la patente C, anch’essa finanziata da Fondazione Unipolis grazie al programma Stradabile.

Alla base dell’iniziativa c’è un dato rilevante, che emerge dal Rapporto Aci–Istat 2024: le persone straniere risultano tra le categorie più vulnerabili sulle strade italiane, con un numero di incidenti molto elevato rispetto alla media. L’obiettivo del progetto è intervenire su questo gap offrendo strumenti che migliorano sia la sicurezza sia l’autonomia personale, considerando la guida come un prerequisito fondamentale per l’accesso al lavoro, ai servizi e alle opportunità.

La consigliera delegata della Fondazione Unipolis, Marisa Parmigiani, ha riassunto così la filosofia alla base del progetto: «Con Stradabile abbiamo deciso di supportare chi arriva nel nostro Paese nel percorso verso diritti fondamentali che nel proprio non riesce a ottenere, offrendo strumenti concreti per la mobilità, prerequisito essenziale per molti altri diritti». Un concetto semplice ma centrale: muoversi in autonomia significa ampliare lo spazio delle possibilità.

Il progetto nasce inoltre dalla collaborazione con realtà strutturate come Unhcr, Unasca, Uisp – Sport per Tutti e i Consigli Regionali Unipol, con un approccio che integra educazione civica, sicurezza e accompagnamento sociale. Tra gli strumenti attivati anche la prima piattaforma web multilingue sulla sicurezza stradale, pensata per superare gli ostacoli linguistici che spesso impediscono la comprensione delle norme di base.

A Torino il percorso è appena iniziato, ma la partecipazione della rete territoriale e il numero dei beneficiari coinvolti indicano una direzione chiara: avvicinare alla mobilità chi fino a oggi ne è rimasto escluso. Una scelta che, oltre all’integrazione, riguarda direttamente la sicurezza collettiva.

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