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Casalborgone
03 Luglio 2024 - 16:51
L’avevamo anticipato solo una settimana fa: “La situazione alla Rsa Rippa Peracca è esplosiva”.
Oggi il caso è definitivamente scoppiato.
Dopo la protesta pubblica di un gruppo di parenti degli anziani ospiti della residenza sanitaria assistenziale di Casalborgone - che ha portato dal 1° luglio ad un lieve cambiamento delle regole per le visite, ma lo vedremo dopo - arriva infatti lo sfogo del personale della casa di riposo.
“Non ce la facciamo più. Negli ultimi mesi molti operatori se ne sono andati: la carenza del personale è evidente”.
E’ il grido d’allarme degli operatori della struttura, che conta 73 ospiti molti dei quali non autosufficienti, affidato ad una “lettera ai giornali”.
Nella lettera gli operatori denunciano la situazione che si è venuta a creare nella casa di riposo gestita da una fondazione il cui presidente è il parroco del paese, don Beppe Accurso.
“Il personale OSS vorrebbe portare alla Vostra attenzione la situazione all'interno della struttura “Fondazione Rippa Peracca ONLUS" di Casalborgone, che si protrae da circa un anno a questa parte, ma che negli ultimi due mesi è precipitata - spiegano nella lettera -. Vorremmo accantonare il resto dell'accordo che si è cercato di ottenere in questo tempo, perché pensiamo sia molto più grave la mancanza di personale, considerate anche le dimissioni di molti operatori negli ultimi mesi e andando avanti così ci sono altri operatori che fanno colloqui altrove per andarsene.
A causa della carenza di personale OSS qualificato, da che si era in turno con 5/6 operatori (comunque pochi ), nei mesi scorsi, siamo arrivati al mese di maggio/giugno a lavorare in 3/4 -operatori per turno diurno. Faccio presente che circa una anno fa eravamo 32 OSS di cui 3 part-time, questo significa che a turno eravamo almeno 7 operatori sia mattino che pomeriggio, al massimo al pomeriggio si poteva essere in 6 e 3 la notte, ma l'organizzazione del lavoro era giusta più o meno per questi numeri. La struttura attualmente occupa 73 posti (flessibili ) su un totale di 80 posti letto, sono suddivisi in: 20 posti al piano terra, che è diventato repartino NDC ( nucleo declino cognitivo) al primo piano e al secondo piano, 30 posti letto. Essendo 3 operatori per turno si capisce subito la suddivisione, 1 OSS piano terra ndc, 1 OSS primo piano, 2 OSS secondo piano. (Vorremmo evidenziare che il personale infermieristico si compone di 9 unità, alcuni sono più presenti altri meno, magari per coprire eventuali ferie,comunque in turno nei giorni feriali sono sempre 2, quando gli operatori OSS sono in 3... fate voi le proporzioni...).

L'ingresso della casa di riposo Rippa Peracca
Il turno della notte è coperto obbligatoriamente da 3 OSS, senza possibilità di ridurre a 2 operatori per poter tamponare il giorno. La direzione nonostante le difficoltà enormi a coprire i turni, continua ad accettare ingressi, intimidendo il personale dicendo che l'Asi ci farebbe chiudere se non accettassero. Questo a discapito degli anziani, nostri ospiti, che dovrebbero ricevere un'assistenza di qualità; questa qualità ha cessato di esserci da diverso tempo".
“Il personale OSS rimasto fa molti sacrifici per poter coprire i turni e aiutare i colleghi quando sono in 3 - prosegue la lettera -, rientrando anche dopo un turno di lavoro, ad esempio: turno del mattino rientra qualche ora al pomeriggio, per il lavoro più pesante, oppure al mattino si copre parte della mattinata più pesante e poi si esce. Comunque tutto questo è uno stress fisico non indifferente per il personale, che rimane a rischio malattia. Tutto questo genera un'assistenza pari a zero e alla fine noi la consideriamo come un "maltrattamento" perché non si può dedicare il tempo giusto e questo a livello organizzativo vuol dire non alzare tutti gli ospiti, oppure se alzati, rimangono tutto il giorno in carrozzina, oppure, pur essendoci un operatore solo su 30 ospiti, alcuni, giustamente devono essere alzati perché hanno una visita parenti, perché da noi ancora non c'è il libero ingresso in struttura da parte dei parenti. Senza parlare delle docce agli ospiti che passano anche 15 giorni senza poterla fare, ma anche le piccole cure quotidiane non si riescono a compiere ormai, come l'esecuzione di una barba, piuttosto che una pulizia viso alle donne o anche solo l'attenzione di cui hanno bisogno e che è loro diritto avere".
“La dignità dell'ospite non è rispettata a nostro avviso, ma siamo costretti a lavorare così - continuano -. Concludiamo dicendo che il personale non ce la fa più fisicamente, sono allo stremo e prima o poi crollerà e i nostri anziani a chi saranno affidati?
Non concederemo più rientri che verranno richiesti per poter coprire i turni, perché fisicamente a volte impossibile, comunque per etica e coscienza si continua a fare sacrifici ugualmente, per poter assistere i nostri ospiti, in questi ultimi giorni siamo arrivati, per necessità, ad avere 2 operatori la notte anziché 3, proprio perché continua a mancare il personale, nonostante siano state fatte delle promesse di fronte al funzionario della prefettura e di seguito all'incontro azienda / sindacato per un ennesimo tentativo di conciliazione richiesto dalla prefettura stessa, le promesse non vengono mantenute. Gli ingressi degli ospiti continuano ad esserci, nonostante fosse stato detto dal direttore di struttura che lì avrebbero bloccati. Conclusione, per noi OSS sono sempre le stesse promesse che non vengono mantenute. Chiediamo una soluzione URGENTE ED IMMEDIATA, qualsiasi essa sia. Facciamo presente che sia la direzione che il consiglio di amministrazione con il Presidente, non hanno mai avuto attenzione per il personale OSS, che lavora e ha sempre lavorato per il bene degli ospiti della struttura, anche in tutto questo periodo buio per noi. Ci affidiamo alla stampa, come hanno fatto alcuni parenti dei nostri anziani, per denunciare la situazione delle visite parenti, noi facciamo la nostra, appoggiando la loro giusta lamentela”.
Le lamentele dei parenti degli ospiti della struttura, cui abbiamo dato voce una settimana fa, sono concentrate in primis sul fatto che la casa di riposo pare non essersi mai allontanata in questi mesi da quella condizione che ricorda i giorni più bui della pandemia.
“Le visite sono limitate a finestre temporali strettissime, e dobbiamo prenotarle con un anticipo impossibile da rispettare. È come se la pandemia, qui, non fosse mai finita.”
Infatti, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dichiarato conclusa la pandemia il 23 maggio 2023, la RSA Rippa Peracca ha continuato a seguire regole restrittive che limitavano l’accesso dei parenti, con visite consentite solo su prenotazione e con orari contingentati.
Usiamo il passato perché da lunedì 1 luglio, così come comunicato dal direttore della struttura e dal direttore sanitario ai parenti degli anziani ospiti, la struttura è tornata alla gestione degli ingressi normali, dalle 8 alle 20.
Effetto della protesta? Oppure, come scritto nella comunicazione inoltrata via mail, della cessazione al 30 giugno 2024 della normativa riguardante le misure di prevenzione del Covid Sars? Coincidenze?
Chissà. Delle criticità della struttura sarebbero state investite, oltre alla direzione, sia il Comune che l’Asl To 4.
Il sindaco di Casalborgone Francesco Cavallero sarebbe stato contattato più volte dai parenti, ma si è sempre dichiarato impotente. “Dice che non può fare nulla, ma noi non possiamo accettare che la politica faccia finta di nulla mentre i nostri cari soffrono. La direttrice non risponde alle nostre chiamate ma lo fa solamente via mail, rendendo difficile la comunicazione diretta ed immediata”, spiegavano i famigliari degli ospiti.
Di queste proteste pare sia stata informata anche Gianna Pentenero, che qui è di casa, ex candidata alla presidenza della Regione Piemonte, ma in concreto non si sarebbe adoperata per nulla.
I parenti, esasperati, hanno scritto anche all’ASL TO4 con diverse segnalazioni, ma non hanno ricevuto alcuna risposta, neanche tramite PEC.
L’unica risposta il 1 luglio 2024. Dalla direzione. Stop.
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