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Elezioni: ecco perché Coppo ha vinto "facile"

Qualche considerazione dopo il voto dell'8 e 9 giugno scorsi

Pont Canavese

Paolo Coppo è tornato ad essere sindaco di Pont Canavese

Non si sono registrate sorprese nei risultati delle Comunali a Pont Canavese. Come ampiamente previsto l’ex-sindaco Paolo Coppo (che nel 2020 non si era potuto ripresentare per aver già effettuato due mandati), è stato rieletto con un risultato che sfiora il 50% dei voti (49,9 per l’esattezza) mentre i suoi avversari si sono fermati molto più indietro: al 29,1% Gian Piero Bonatto ed al 21% Moreno Riva. 

Ovviamente questo 50% non sarebbe un buon risultato se a sfidarlo ci fosse stato un unico candidato anziché due: sommando i 522 voti ottenuti da Bonatto ed i 376 di Riva si ottiene infatti un totale di 898  contro gli 893 del candidato vincente. 

Qualcuno tra i pontesi ostili al sindaco si sofferma su tale dato per sostenere che in realtà chi ha vinto è in minoranza fra gli elettori. La considerazione ha un fondamento se volta a criticare l’incapacità degli altri attori in campo di dar vita ad un’unica coalizione, altrimenti rimane fine a sé stessa ed assume una valenza auto-consolatoria: accade infatti abbastanza spesso che, in una competizione con più di due contendenti, la somma delle liste perdenti superi i voti di quella vincente. La lista unica però non c’era e chi prevale – è la regola del Maggioritario – può governare senza problemi. Anche se la maggior parte dei pontesi non voleva lo spostamento della Scuola Materna nel salone polifunzionale e il contemporaneo spostamento del salone polifunzionale nell’edificio dell’attuale asilo (con le conseguenze sottolineate da molti e con le relative spese per adattare i due edifici)  non potrà far nulla per evitarlo.  Lo stesso vale per la creazione di una nuova area camper in un sito differente dall’attuale e via di questo passo.

Può essere interessante soffermarsi su altri aspetti del voto, che sembra  avere caratteristiche strettamente legate alla situazione locale e non a quella generale. Qualcuno, ad esempio, riteneva che la lista di Bonatto – sebbene il candidato a sindaco ne avesse precisato il carattere civico e non politico – potesse suscitare diffidenza in una parte dell’elettorato perché aveva tra i suoi artefici  il segretario canavesano del movimento di Gianni Alemanno, vale a dire Raffaele Costa. 

La realtà ha smentito questa tesi perché alle Europee ed alle Regionali i pontesi hanno votato in massa per le destre, sia pure con notevoli differenze interne a quello schieramento nella ripartizione dei voti di lista. 

E’ invece probabile che sugli incerti abbia influito la paura che si potesse ripetere quanto accaduto durante l’amministrazione di Bruno Riva (che con Moreno Riva  non c’entra: è solo un caso di omonimia). Venne eletta nel 2020 grazie ad uno scarto minimo proprio per il desiderio di cambiamento per poi cadere dopo meno di due anni e mezzo caratterizzati da incertezze decisionali e contrasti interni insanabili dovuti in parte all’inesperienza amministrativa di quasi tutti i suoi  rappresentanti e in parte a scontri personali. 

L’inesperienza potrebbe aver giocato a sfavore soprattutto di Bonatto, che non era mai stato nemmeno consigliere comunale e che nel dibattito pubblico aveva mostrato delle incertezze dovute proprio al fatto di essere un neofita. La paura di dissidi nella giunta  – sebbene non basata su dati reali – potrebbe invece aver danneggiato Moreno Riva. L’annunciata diarchia con il vicesindaco designato  Giovanni Costanzo sarebbe probabilmente apparsa come un elemento di forza nelle precedenti tornate elettorali ma in quest’occasione potrebbe aver suscitato brutti ricordi  legati anche questi all’amministrazione di Bruno Riva, dove l’accordo fra il primo cittadino ed il suo vice Massimo Motto era parso all’inizio inossidabile  per poi frantumarsi in mille pezzi. Piuttosto che correre rischi, si è preferito scegliere Coppo che la macchina amministrativa la conosce a perfezione e che il potere tende ad accentrarlo piuttosto che a suddividerlo.

Qualche sorpresa arriva dalle preferenze. Il più votato è stato Costanzo, che con 159 voti si stacca da tutti gli altri;  secondo è Mattia Macrì della compagine vincente, che di voti ne ha ricevuti 97;  terzo Raffaele Costa con 91 voti. Tutti e tre si collocano,  sia pure in misura diversa, a parecchia distanza dai propri compagni di schieramento: in quella di Coppo il secondo è Mario Faletti con 66 voti; in quella di Bonatto è Donatella Perono con 43; in quella di Riva Walter Portacolone con 28.

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