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San Giorgio Canavese

Nell'ex cava, un parco fotovoltaico di 13 ettari

Il maxi progetto è supportato dall'amministrazione comunale che sostiene ogni forma di produzione di energia greeen

Nell'ex cava, un parco fotovoltaico di 13 ettari

Dove un tempo si estraeva l'argilla, si estrarrà energia elettrica dal sole.

E' in arrivo a  San Giorgio Canavese uno dei più grandi parchi fotovoltaici realizzati su terreni non più utilizzabili. Parliamo di una superficie di ben 13 ettari che arriverà a produrre fino a 13 megawatt di energia, primo tassello di un disegno ancora più esteso.

Un progetto ambizioso sostenuto fortemente dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco green Andrea Zanusso. Nonostante i terreni siano privati, infatti, l'amministrazione locale sarà parte in causa nel progetto.

A realizzare il super parco fotovoltaico sarà la Cva Spa, l'ente energetico della Valle d'Aosta, una delle più importanti realtà italiane nel settore della green energy, "l’unico produttore integrato che opera esclusivamente su sole fonti rinnovabili: acqua, vento e sole" come si legge sul loro profilo aziendale. Le radici sono in Valle d’Aosta, ma la Cva opera in tutta l’Italia.

Sono già tre gli impianti fotovoltaici a terra realizzati dalla Cva e si trovano ad Alessandria, a Valenza e al La Tour. Questi impianti sono ad oggi in grado di produrre energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di oltre 5.000 famiglie. La produzione annua complessiva è di circa 16 milioni di kWh di energia fotovoltaica. 

Ma l'impianto di San Giorgio, con i suoi 13 ettari, sarà la sfida più importante.

"Il Comune - spiega il sindaco Zanusso - ha molto da guadagnare nell'appoggiare questo progetto. Innanzitutto otterremo un contributo di 50mila euro per i lavori di efficientamento energetico del bocciodromo che stiamo rifacendo. Poi un ulteriore contributo di 5mila euro l'anno per iniziative sempre in ambito energetico, portate avanti dalle associazioni del territorio, come il Mercato della Terra e della Biodiversità che viene organizzato ogni anno a metà maggio. Inoltre verrà pagato al Comune un diritto di superficie che ammonterà a 10mila euro l'anno. Infine avremo la quota Imu di nostra competenza".

L'amministrazione comunale è partner dell'iniziativa: "L'abbiamo fortemente voluta - sottolinea il sindaco -. Quando ancora sedevo nei banchi dell'opposizione, io e la mia lista avevamo sostenuto il progetto del parco fotovoltaico nella cava ex Toppetti. Portammo a conoscenza dell'amministrazione la possibilità di sostenere questi progetti. In quel caso la superficie era decisamente più ridotta e si produceva un megawatt di energia. L'amministrazione dell'epoca capì l'importanza del progetto e proseguì sulla strada che avevamo indicato. Ora tocca a noi".

Ma per Zanusso questo polo da 13 ettari rappresenta solo l'inizio: "Sì, è il primo tassello di un progetto più ampio. L'intenzione è quella di incentivare la realizzazione di un grosso polo per dire che qui si crea una quantità importante di energie rinnovabili".

Si tratterà di un investimento di circa 10milioni di euro. Stimando che il guadagno medio in Italia con un impianto fotovoltaico  è di circa 60-70 euro per chilowatt, quest' impianto potrà arrivare a guadagnare quasi un milione di euro l'anno.

E tutto questo utilizzando terreni non più produttivi di un'ex cava.

"Preciso inoltre che il terreno non è visibile, non sulla è strada e che si tratta di un vecchio bacino non più utilizzabile".

I lavori sono già iniziati e presto l'impianto sarà realtà.

Eppure, nonostante il valore ambientale di questo genere di opere, esistono anche posizioni a sfavore.Le principali preoccupazioni riguardano spesso:

  1. Impatto ambientale e paesaggistico: Alcune persone ritengono che i parchi fotovoltaici a terra possano influire negativamente sull'ambiente locale, alterando paesaggi naturali, habitat animali e aree agricole.

  2. Utilizzo del suolo: Ci sono preoccupazioni riguardo all'utilizzo di grandi quantità di suolo per i parchi fotovoltaici, specialmente in zone dove potrebbero essere utilizzate per scopi agricoli o conservazione naturale.

  3. Valutazioni estetiche: Alcuni individui potrebbero non gradire l'aspetto dei grandi parchi fotovoltaici, ritenendoli poco esteticamente gradevoli, specialmente se situati in zone di interesse paesaggistico.

  4. Impatto sulla comunità locale: Alcune persone possono essere preoccupate per l'impatto che un parco fotovoltaico potrebbe avere sulla comunità locale, come cambiamenti nel valore immobiliare, disturbo visivo o impatto sulla vita selvatica.

  5. Tecnologia e impiego di risorse: Ci sono discussioni riguardo alle risorse utilizzate per produrre i pannelli solari, come l'energia necessaria per fabbricarli e il loro smaltimento alla fine del ciclo di vita.

  6. Preoccupazioni finanziarie: In alcune circostanze, le comunità potrebbero essere preoccupate per i costi o i benefici finanziari associati all'installazione e alla gestione di questi parchi, specialmente se c'è incertezza sui vantaggi a lungo termine.

Queste posizioni contrastanti possono emergere da diverse prospettive e preoccupazioni, anche se l'energia solare è generalmente considerata una fonte di energia rinnovabile e relativamente pulita.

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