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06 Dicembre 2023 - 19:09
Caos nel centrodestra rivarolese
Tutto nasce da una cena per festeggiare la Virgo Fidelis, protettrice dell'Arma dei Carabinieri. La cena ha avuto luogo il 2 dicembre scorso a Rivarolo Canavese. A organizzarla, l'Associazione Nazionale Carabinieri cittadina, con la presenza di Alberto Rostagno (Sindaco di Rivarolo), Vitorio Bellone (Sindaco di Favria), Fabrizio Bertot (Consigliere comunale di minoranza a Rivarolo) e Marina Vitone (Anche lei consigliere comunale di minoranza a Rivarolo).
Anche Giovanni Crosetto, capogruppo di Fratelli d'Italia a Torino e nipote del ministro della Giutizia, avrebbe ricevuto l'invito a partecipare, salvo poi essere stato "rimbalzato" da una persona che fino a poco prima riteneva un alleato: il segretario cittadino di Forza Italia e consigliere comunale di Riparolium a Rivarolo Aldo Raimondo.
Raimondo, che per l'occasione rivestiva il ruolo di vicepresidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Rivarolo, avrebbe fatto un paio di telefonate per impedire a Crosetto di partecipare. Il motivo? Crosetto non se lo spiega, ma per intanto ha inviato una lettera di protesta allo Stato Maggiore di Forza Italia.

Al centro della polemica Aldo Raimondo (qui con Martino Zucco in consiglio)
"Contro di me - ha detto invece Crosetto a La Voce - atti intimidatori e mafiosi, mi aspetto condanna immediata dai vertici di Forza Italia". Un'accusa imponente: "Capisco che la campagna elettorale accenda gli animi e crei competizione, ma non può passare il precedente che un politico locale possa permettersi di limitare la libertà altrui di partecipare ad un evento. Chiedo ai vertici di Forza Italia di intervenire immediatamente, questi episodi non sono degni di un Paese civile nel quale vige lo Stato di Diritto" conclude il consigliere torinese.
Raimondo avrebbe poi provato, secondo quanto racconta Crosetto, ad utilizzare come “scusa” il fato che non sarebbero state presenti figure istituzionali, quando invece erano presenti tutte le figure istituzionali più importanti della Città di Rivarolo.
Crosetto si sta anche spendendo per diventare il candidato di Fratelli d'Italia per la provincia di Torino. Il segretario provinciale Fabrizio Bertot, però, avrebbe altre idee, e punterebbe di più su Maurizio Marrone.
Ad ogni modo abbiamo cercato di capire come la pensa Aldo Raimondo. A quanto racconta il consigliere, né lui né il presidente dell'ANC avrebbero inviato un invito ufficiale a Crosetto:"Il suo nome non era mai risultato - dice a La Voce - e scopro ora che avrebbe voluto venire. Noi non facciamo inviti ufficiali... secondo me non ha capito. La lettera inviata a Forza Italia per di più sarebbe ai limiti della querela...".
La spiegazione, per Raimondo, sarebbe molto più semplice: "Abbiamo avuto problemi di tavoli e purtroppo abbiamo dovuto escludere parecchie persone non associate, non avevamo segnato neanche Crosetto. Gli unici inviti ufficiali sono quelli dei soci, e i politici locali che c'erano erano di Rivarolo, perché la stessa festa era della sezione di Rivarolo: insomma, mi dispiace che ci sia stato un qui pro quo, forse ha confuso l'istituzione con l'associazione: sarà mia premura invitarlo a cena...".
Bertot ci ha risposto sul tema nella nostra intervista
"Non ne so nulla, Crosetto è il nostro consigliere torinese, io ero presente alla cena organizzata dall'associazione carabinieri, ed ero presente anche perché socio onorario dell'associazione - ci ha detto invece Fabrizio Bertot all'intervista organizzata da La Voce qualche minuto fa -. Erano presenti anche consiglieri comunali dei comuni che fanno riferimento alla stazione dei Carabinieri di Rivarolo. Non c'erano politici né consiglieri comunali di Torino. Insomma, una cena tra amici".
Ma quindi cos'è successo veramente? Il fatto aveva rilevanza politica o si è trattato solo di una "svista"? Fatto sta che da questo episodio non esce di sicuro l'immagine di un centrodestra che si avvia alle regionali unito e senza spaccature.
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