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Commerciante dell'anno

Noemi e il "Crazy Bar", un riferimento per il Borgo Nuovo. "Siamo vicini a 3 scuole: è un punto strategico"

"La forza di un bar non in centro? Riuscire a fidelizzare i clienti: qui siamo una famiglia"

Noemi e il "Crazy Bar", un riferimento per il Borgo Nuovo. "Siamo vicini a 3 scuole: è un punto strategico"

È uno dei punti di riferimento per il Borgo Nuovo di Settimo, con le sue colazioni per gli studenti e i cocktail la sera: entra nel concorso il “Commerciante dell’anno” anche il “Crazy Bar” di Noemi Dalla Francesca, in via Leinì 55.

Siamo aperti qui dal 2014 e facciamo 7 su 7 - dice la titolare - le cose che vanno di più sono sicuramente i caffè e gli aperitivi e le birre la sera, in particolare quando ci sono le partire di calcio”. 

Un punto a favore del Crazy Bar è sicuramente la posizione: quasi all’uscita del Borgo Nuovo (a due minuti in macchina dall’entrata dell’autostrada) e, soprattutto, di fronte alle tre scuole superiori della zona. Ma come se la passano i locali in questo quartiere di Settimo? “Il fatto di avere le scuole vicino sicuramente ci aiuta: la mattina vengono tantissimi ragazzi, alcuni anche quando escono da lezione - dice Dalla Francesca - sicuramente un locale in via Italia è più centrale, ma il bello qui è riuscire a fidelizzare la clientela: se vieni da noi non sei “un numero”, siamo come una grande famiglia”.

Sulla sinistra il "Crazy Bar"; a destra, l'Istituto Superiore 8 Marzo in via Leinì 

La dimensione più “calda” del Crazy bar, però, è riuscita a mitigare il contraccolpo della pandemia? “Ovviamente durante le chiusure non è stato semplice, sono cambiati gli orari e soprattutto le abitudini delle persone, ma vere alcuni clienti fissi, che ci conoscono e ci scelgono, è proprio quello che ci ha aiutato a restare a galla nel periodo Covid”. 

10 anni sul territorio non sono pochi, ma che cos’è che spinge a continuare a fare con passione questo mestiere? “Vedere le persone che entrano ed escono soddisfatte. Lavorare a costante contatto con il pubblico è un qualcosa che mi gratifica molto: con l’esperienza impari a lasciare al di fuori della porta le cose che non vanno e immergerti nel tuo lavoro. Questo locale prima si chiamava “Venezia”, ma noi abbiamo deciso di cambiare il nome in “Crazy Bar”. Come mai? - ci risponde sorridendo Noemi mentre prepara uno spritz - è “il bar dei pazzi”: c’è sempre qualcosa da raccontare e qualche nuova storia da conoscere”.

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