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04 Novembre 2023 - 17:45
Mauro Durbano è stato indicato dalla Regione Piemonte come presidente del Parco nazionale Gran Paradiso
Mentre cresce l’attesa per l’audizione di Mauro Durbano in Parlamento sulla sua candidatura a presidente del Parco nazionale del Gran Paradiso, prevista per martedì 7 novembre, le polemiche non accennano a placarsi intorno all’ente più alto d’Italia.
Il nome del vice sindaco di Ceresole Reale, fatto dalla Regione Piemonte e avallato dal Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, continua infatti a non convincere completamente.
Dopo la lettera di protesta, di qualche giorno fa, di dieci sindaci e due Comunità Montane (Valle Orco e Soana e la valdostana Gran Paradis), il caso è destinato a far discutere anche fra gli scranni del Consiglio regionale del Piemonte.

I consiglieri regionali Sacco e Disabato del Movimento 5 Stelle hanno infatti presentato un’interrogazione che verrà discussa già martedì 7: “Sulla nomina del futuro presidente del Parco nazionale del Gran Paradiso stiamo assistendo all’ennesimo disastro targato Centrodestra - spiegano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in una nota stampa -. Le polemiche di numerosi sindaci del Piemonte e della Valle d’Aosta sulla figura di Mauro Durbano, indicato da Cirio al ministro Pichetto Fratin senza alcuna condivisione con il governatore della Valle d’Aosta e con il territorio - mostrano l’inadeguatezza del percorso tenuto fin qui dalle forze di centrodestra regionali e nazionali. Una figura come quella del presidente del Parco nazionale del Gran Paradiso dovrebbe essere nominata in totale condivisione, senza calare dall’alto nomi che rischiano di spaccare il territorio”.
L’obiettivo dell’interrogazione dei cinque stelle è ottenere chiarimenti e far sì che venga finalmente aperto un confronto “degno di questo nome”. “Per gestire un patrimonio naturalistico così importante non servono spaccature, ma comunione d’intenti”, concludono.
Intanto, però, i sindaci auspicano l’apertura di un dialogo per ridiscutere la nomina.
I primi cittadini dei comuni valdostani compresi nel Parco (Cogne, Rhêmes-Saint-Georges e Rhêmes-Notre-Dame, Valsavarenche, Villeneuve, Introd e Aymavilles) e quelli di tre Comuni su sei del territorio piemontese (Ronco Canavese, Valprato Soana e Noasca) hanno infatti firmato una lettera di protesta, con i presidenti delle due comunità montane, indirizzata ai parlamentari membri delle due commissioni.

Mauro Durbano vice sindaco di Ceresole Reale
Dei Comuni aderenti al Parco non hanno firmato solo Ceresole, per ovvie ragioni, Noasca e Ribordone.
“Vogliamo esprimere le nostre perplessità su tale designazione che non ha tenuto conto delle indicazioni del territorio espresse con missive inviate al ministro dell'Ambiente e ai presidenti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta”, denunciano.
“Questa nomina - aggiungono - non può essere frutto di soli compromessi ma debba avvenire nella piena consapevolezza, non solo di quanto disposto dal legislatore nella legge quadro, ma anche del contesto e degli effetti che la nomina avrà sul territorio e sulle comunità della più antica area protetta nazionale”.
Per gli amministratori locali la scelta del presidente dell’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso deve tener conto delle competenze e delle esperienze nel settore ambientale e deve cadere su una persona che sia “rappresentativa dei territori e super partes e possedere un ragguardevole cursus honorum tale per cui una carica così importante possa essere ricoperta con la giusta responsabilità da chi ha svolto prima un significativo percorso amministrativo e politico. Qualità che è difficile riscontrare nella proposta del ministro".
Le amministrazioni fanno riferimento al presidente uscente, oggi commissario, Italo Cerise. Scrivono che il suo successore "deve essere alla sua altezza in quanto a Cerise si deve l'innegabile inversione di tendenza sulla percezione del Parco nazionale da parte della popolazione che lo abita".

Italo Cerise commissario uscente
“La scelta - concludono - sia condivisa e non imposta a un territorio che già in passato ha vissuto una conflittualità fortissima tra il Parco, gli enti locali e la comunità che vive al suo interno per non vanificare il percorso positivo avviato dal presidente dal 2011, ma anche per evitare di innescare nuovi contrasti e tensioni con il rischio di ingovernabilità”.
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