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Una storia emozionante
06 Settembre 2023 - 22:44
Hanno percorso 179 chilometri in 13 ore, superando un dislivello di circa 5.000 metri, per ricordare i loro genitori, Miriam Curtaz, 73 anni e Giuseppe Rosso, 74 anni , morti in un tragico incidente a Lillianes, in Valle d'Aosta, il primo novembre 2018, vittime di un albero caduto sulla loro auto lungo la strada per Gressoney.
Protagonista dell'insolita performance sportiva sono Alberto e Davide Rosso, di Rivalta (Torino). Sono partiti in bicicletta da Villarbasse (Torino) e hanno raggiunto Gressoney per poi proseguire a piedi fino al Cristo delle Vette, in cima al monte Balmenhorn, a 4.167 metri di quota.
"Il Cristo delle Vette - hanno commentato - rappresenta per noi un luogo di famiglia, perché qui sono stati sia nostra madre che nostro padre, e anche nostro nonno. Abbiamo compiuto questo cammino per far pace con la valle e con questo destino infame che ci è capitato. È stato un gesto faticoso, necessario per pagare un prezzo e dire che adesso questo capitolo è finalmente chiuso".
Da Architetto (Alberto) e psicoanalista (Davide) alla direzione dell'azienda di famiglia la Silco di Rivalta (2,5 milioni di euro di fatturato e 8 collaboratori) operante nel campo del trattamento superficiale dei metalli, con un'ottima clientela e una reputazione positiva conquistata negli anni grazie.
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Succedeva nel 2020 e la notizia commossi tutti.
"Per non interrompere l'impegno di una vita di mamma e papà - dissero - e per salvare i posti di lavoro...".
Una decisione, quella di Alberto e Davide Rosso presa proprio in seguito all'evento drammatico che aveva cambiato radicalmente la loro vita.
«Siamo stati catapultati - dissero in quei giorni Alberto e Davide - nel complesso processo del passaggio generazionale di un'impresa, tra commercialisti, notai e tutta l'ordinaria amministrazione, senza che questo delicato percorso fosse stato minimamente pianificato».
La decisione di Alberto e Davide fu di impegnarsi in prima persona nella gestione dell'azienda, comprimendo gli impegni delle rispettive professioni.

foto archivio
«Non abbiamo voluto farci da parte - spiegarono - non solo per rispetto ai nostri genitori ma soprattutto per salvaguardare il lavoro dei nostri collaboratori; esistono valori etici sui quali i nostri genitori hanno fondato il loro impegno».
I fratelli, anche in virtù delle rispettive competenze, si sono ripartiti i compiti: Alberto maggiormente impegnato verso l'esterno a mantenere i rapporti commerciali, Davide più concentrato sull'organizzazione interna.
«I momenti difficili - aggiunsero Alberto e Davide - non sono mancati, viste anche le drammatiche conseguenze del COVID, e non mancheranno; abbiamo dovuto imparare in fretta, ma siamo stati aiutati dalla capacità dei nostri collaboratori, dall'ottima intesa con le case mandanti che rappresentiamo...».
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