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Ristori per i mercatali? No, arriva una mancia: 50 euro

I lavori in piazza hanno fatto perdere introiti e clienti...

Ristori per i mercatali? No,  arriva una mancia: 50 euro

Il mercato di Piazza 1 Maggio

Nell’ultimo Consiglio Comunale, i gruppi di minoranza, Uniti per Leinì e Progetto Leini, hanno condiviso, predisposto e protocollato una mozione incentrata sui ristori agli ambulanti dei mercati cittadini per i danni, a livello commerciale ed economico, che hanno patito a causa dei lavori su piazza Primo Maggio.

Si tratta - spiegano - di lavori sui quali noi (e moltissimi cittadini oltre che gli stessi operatori) abbiamo fortissime riserve, sia per le nuove modalità di ingresso e di uscita dalla piazza, che andranno inevitabilmente a creare situazioni critiche da e su viale Europa, sia per il normale transito nella piazza medesima, che subirà notevoli limitazioni circa gli spazi di manovra ridotti. Abbiamo ritenuto utile, dopo esserci confrontati con con i diretti interessati, visto il calo di lavoro prodotto dal cantiere e dalla congiuntura economica agli operatori dei mercati, protocollare questo atto affinché il Comune si attivi per “tamponare” le perdite derivanti dal minor afflusso di clienti. Ci auguriamo che la Giunta Pittalis comprenda le motivazioni oggettive che ci hanno portato a tale proposta, e approvi la mozione in maniera da sostenere gli operatori del commercio ambulante in maniera concreta”.

La questione, poi, è stata così illustrata in Consiglio Comunale, mercoledì sera, dall’esponente di Uniti per Leinì, Pierluigi Leone.

Pierluigi Leone, consigliere di minoranza di Uniti per Leinì

I lavori che hanno interessato - spiega -  l’area mercatale di piazza 1 maggio hanno portato disagi per i commercianti, c’è stato un decremento degli incassi derivante dalla diminuzione della clientela. Tale situazione ha avuto come conseguenza la diminuzione degli operatori mercatali e un peggioramento del mercato. L’amministrazione si faccia carica di ristorare i commercianti per quanto riguarda il mancato guadagno. Noi non abbiamo detto “dovete dargli 500 euro, 1000, 1500”, proponiamo una qualche forma di ristoro lasciando all’amministrazione il più ampio spettro operativo possibile, se lo ritiene fattibile, modi, tempi. Anche se il ristoro fosse di tenue entità è un modo simbolico per dimostrare che l’amministrazione pur ritenendo necessari quei lavori capisce che ci sono stati dei disagi”.

Eh, guarda un po’ il caso, l’amministrazione comunale ci stava già lavorando.

“Apprezzo molto l’intervento del consigliere Leone - interviene l’assessore al bilancio, Marco Chiabrando - ma io ho incontrato gli operatori del mercato più volte e anche per esperienza personale ritengo di riconoscere un pochino gli operatori commerciali e le loro esigenze. Già dopo l’incontro di maggio ho chiesto se c’era la possibilità di mettere qualche soldo per ristorare gli operatori del mercato perché mi sono reso conto che qualche difficoltà l’avrebbero avuta. Nell’ultimo incontro di giugno mi ero già preparato la cifra che avremmo potuto mettere come ristoro. Parliamo di 150 operatori, quindi un contributo per 150 faceva solo un numero importante. Ho dato disponibilità, faremo una variazione di bilancio appena ci saranno i fondi, abbiamo più o meno trovato una quadra sull’importo”.

L'assessore Marco Chiabrando

Si parla dell’erogazione di ristori, sotto forma di sconti sulla tassa di occupazione del suolo pubblico, per eventuali disagi subiti durante i lavori. Si tratta di un sostegno limitato dalle disponibilità del Comune, ipotizzato attorno ai 50 euro per ciascuno dei circa 150 operatori.

E non è mancata la coda polemica...

In passato - attacca l’assessore Chiabrando - io (l’esponente della giunta è consulente di Tecnocasa, così è scritto sul suo curriculum, ndr) quando c’erano stati i lavori di via Carlo Alberto non avevo ricevuto nessun ristoro”.

Parole che hanno scatenato una coda polemica dopo il Consiglio Comunale

 

“Ancora una volta - scrivono da Uniti per Leinì dopo la seduta - l’assessore Marco Chiabrando è riuscito ad illuminare la sala del Consiglio. Non per la sua competenza sul tema del Bilancio, competenza di cui ad oggi non ha mai dato prova, ma per la ridicola, costante, puerile ossessione per la precedente Amministrazione. Quando l’assessore non sa come uscire dalle situazioni in cui si caccia (e non è il solo nella sua maggioranza), non trova di meglio da fare che citare la precedente amministrazione. Assessore Chiabrando, per il bene del paese che lei sta tentando di amministrare, dovrebbe iniziare a pensare al presente e al futuro di Leini, (possibilmente non limitandosi ad accendere mutui che le future generazioni dovranno pagare, dal momento che non è in grado di trovare altre strade se non quella di indebitare il Comune), e smetterla di guardare sempre a cosa è stato. E se proprio vuole guardare a cosa è stato, almeno lo faccia correttamente: eviterà qualche figuraccia, cui comunque è abbondantemente abituato. Nell’ultimo Consiglio, in preda alla sua ossessione, l’assessore ha teorizzato che la precedente amministrazione non avesse previsto dei ristori per le attività commerciali che avevano subito dei disagi a causa dei lavori su via Carlo Alberto. Suvvia, assessore. Capiamo tutti che il fatto che la sua attività - non riconducibile ad attività commerciali, purtroppo per lei - non avesse ottenuto il ristoro, l’abbia fatta inviperire (con buona pace dei conflitti di interesse che non ostacolano la sua lucidità di giudizio), ma se si fosse informato meglio (e non sarebbe stato difficile: pensi che alcuni dei componenti della commissione chiamata a valutare le richieste pervenute lavorano ancora in quel Comune che lei dovrebbe amministrare…) avrebbe saputo che i fondi erano stati stati stanziati, il bando promosso, la classifica redatta e i ristori concessi agli aventi diritto. Ritenti, sarà più fortunato”.

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