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Giudiziaria
19 Aprile 2023 - 22:13
Carla Fasson
Si era avvalsa della facoltà di non rispendere e il suo avvocato Beatrice Rinaudoaveva chiesto la revoca delle misure cautelari. Dopo l’interrogatorio di garanzia però il Gip Fabio Rabagliati aveva confermato gli arresti domiciliari per Carla Fasson, 53 anni, dirigente Dipsa, Dipartimento delle professioni sanitarie infermieristiche e della professione di ostetrica.
La novità di oggi è che il Tribunale del riesame ha "liberato" Carla Fasson riformando l'ordinanza sostituendo la misura cautelare degli arresti domiciliari con la "misura della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio per otto mesi".
Fasson è accusata d’aver manovrato una lunga serie di avanzamenti di carriera.
La sorsa settimana, il Gip aveva deciso altre due misure interdittive. Dieci mesi di sospensione dal lavoro per Massimo Gai, coordinatore dello Spresal di Ivrea (ufficio che si occupa di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, quindi a stretto contatto con la Procura), anche se, in verità, si era già autosospeso. E altri 10 mesi di divieto assoluto di contrattare con la pubblica amministrazione per Enzo Bertellini, che è andato in pensione il giorno prima dell’interrogatorio di garanzia e non poteva essere sospeso.
Gai è indagato per rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione, in buona sostanza per aver scoraggiato una candidata alla selezione per un posto tecnico dello Spresal.
Non si fa nulla per nulla, in cambio avrebbe ricevuto le domande di un’altra selezione per il Sisp di Ciriè a cui avrebbe poi partecipato la moglie Maria Gazzera, che è anche consigliera comunale a Cuorgnè.
In un’intercettazione c’è Fasson che gli dice: «Massacrala, falla desistere. Dille che il posto è a Ivrea (e non allo Spresal di Settimo ndr), che lì nevica, che da Torino c’è un sacco di strada da fare, tutti i giorni. Dille che le sarà chiesta una reperibilità h24, sempre, che lavorerà sabato e domenica, che le ferie sarà complicato farle e che non avrà mai il trasferimento».
Durante l’interrogatorio di garanzia, Gai ha fatto rilevare che sua moglie rinunciò a quel posto dopo 3 giorni e, insieme agli avvocati, ha sostenuto che non ci sarebbe stata rivelazione del segreto di ufficio perchè le domande “passate” per suo tramite da Fasson alla moglie sarebbero state diverse da quelle che s’era poi ritrovata davanti.
Bertellini che lavorava al SIAN (Servizi di igiene degli alimenti e nutrizione), difeso dagli avvocati Mario Benni ed Enrico Scolari è, invece, accusato di due rivelazioni di segreti d’ufficio per aver ricevuto da Fasson le domande di una selezione che lo riguardava e quindi rivelato i quesiti a un’altra candidata.
Durante l’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Nessuna decisione per Claudia Griglione il cui interrogatorio di garanzia, tenutosi venerdì scorso, era stato rinviato dopo alcune eccezioni presentate dall’avvocata Francesca Magagna. Il giudice si è riservato la decisione sulla misura interdittiva della sospensione dal servizio chiesta dai pm.
E’ per lei, con in tasca i biglietti per gli Stati Uniti, che Fasson avrebbe anticipato di qualche giorno il concorso per lo Spresal di Ciriè. A Griglione i Pm contestano l’abuso di ufficio e la rivelazione di atti segreti.
Insomma il castello accusatorio è chiaro. All’Asl To4 per vincere un concorso interno o avanzare di carriera occorreva conoscere lei.
Era lei a comandare all’Asl To4 e lo sapevano un po’ tutti. Vicina ai primari, ma soprattutto crocevia di tutte le decisioni prese ai piani alti di via Po a Chivasso, dove ha sede la Direzione Generale.
«Importante nell’organizzazione dell’Asl To4 - scrive il Giudice - dimostrata dai rapporti e i contatti con il direttore generale».
Emerge chiaro in una telefonata in cui si rivolge a Stefano Scarpetta dicendogli che «deve seguirla, che ci sarà un rimpasto e che verranno sicuramente spostati...».
A riprova del suo inserimento anche in situazioni che non la riguardano, in un’altra conversazione telefonica del febbraio di un anno fa chiede a Scarpetta «se Rossi (liquidatore Saapa) ha le palle per gestire l’ospedale di Settimo e tutta la situazione».
E ancora quando in un altro colloquio telefonico la dirigente del Dipsa detta al direttore Scarpetta ciò che deve dire ai giornalisti.
Dalle carte emerge la figura di una manager con contatti anche a livello politico contiguo all’Asl To4 e, più in generale, alla sanità regionale. Per il giudice è questo l’ambito in cui Fasson strumentalizza le selezioni di carriera.
In un caso garantisce il posto di coordinatore di Radiologia medica ad una persona in cambio di «esiti delle analisi biologiche di alcune persone». E il suo interlocutore, che poi si sarebbe presentato alla selezione interna, vincendola, le risponde: «Ogni tua richiesta è un ordine per me».
Carla Fasson, oggi non comanda più. Secondo la Procura di Ivrea è socialmente “pericolosa”.
“Il rischio di ricadute in gravi delitti – scrive il Gip – è rilevante. La gravità dei fatti emerge dal numero dei concorsi, dalla consapevolezza dell’indagata del carattere pilotato di ciascuno di essi col vincitore deciso prima delle prove concorsuali, palesato non dal merito, ma dall’abboccamento con Fasson”.
Esiste, insomma, un rischio di reiterazione perché la donna “aveva raggiunto un tale livello di disprezzo delle regole di funzionamento della pubblica amministrazione in primis la buona condotta e l’imparzialità”.
Da qui la decisione del Gip Fabio Rabagliati di fermarla.
Più di una decina le “intromissioni” rilevate dai pm di Ivrea Valentina Bossi e Alessandro Gallo, tutte riferibili a selezioni interne per titoli e esami.
Secondo la Procura dopo i “favori” i vincitori si sentivano in un certo senso obbligati con Fasson e finivano con il prestarsi “ad ogni richiesta perché lei aveva assicurato a loro l’agognata promozione” con tanto di aumento di stipendio.
Nella grossa indagine avviata dalla Procura di Ivrea gli indagati sarebbero una trentina. Secondo il castello accusatorio all’Asl To4 esisteva una cricca che passava una parte del suo tempo a palare delle posizioni vacanti, ma anche dei bandi per l’affidamento dei servizi nelle residenze sociosanitarie assistite (Rsa).
Altre accuse contestate a vario titolo: turbativa d’asta, corruzione, rivelazioni e abuso di atti d’ufficio. Tra le ipotesi investigative una finisce diritta all’ospedale di Settimo Torinese, tra i cui soci figurano l’Asl Città di Torino, l’Asl To4, il Comune di Settimo, la Cooperativa Frassati e Patrimonio S.r.l.

Il direttore amministrativo dell’ospedale di Settimo Torinese Anna Maria Ghiberti è indagata per frode in pubbliche forniture. L’avvocato Mauro Milan consulente di SAAPA dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021 è indagato, in concorso con il liquidatore e con altre tre persone, per turbativa d’asta, per aver dato un parere positivo sulla possibilità di prorogare il contratto, nelle more di un un contenzioso fra Saapa e la cooperativa Frassati, alla Cm Service, la multiutility di Cascinette e del suo procuratore Massimo Cassinelli, manager che vive a Ivrea. E’ indagata Anna Maria Conversa, moglie di Cassinelli e Mugnaia nel 1998, ma anche la sorella Carmela Rita Conversa che di CM Service è Amministratrice.
Un avviso di garanzia era stato recapitato al sindacalista Gian Livio Lembo della Uil che aveva vinto il bando per un posto di tecnico di radiologia a Settimo ed essendo l’unico partecipante, come prevede il regolamento, non aveva sostenuto alcuna prova.
Poi c’è Carlo Bono (direttore del distretto sanitario di Settimo Torinese) indagato per corruzione e per aver favorito Cm Service nell’affidamento della gestione delle Rsa di Settimo e San Mauro, attribuendo un punteggio di quasi il doppio rispetto alla seconda classficata in cambio di un automezzo (un furgone).
Nell’elenco degli indagati figurano anche Alessandro Rossi Amministratore unico di SAAPA, Marianna Anselmo (dipendente di Cm Service), Maurilio Ognibene (Tecnico della prevenzione), Andrea Fiorillo (Tecnico ingegnere), Maria Grazia Gazzera (Operatrice ospedale di Cuorgné e consigliere comunale di maggioranza), Gaia Pavan (Tecnico della prevenzione), Mariella Forma (Coordinatrice di laboratorio), Michele Scusello (Capo area della Cm Service), Stefano Loss Robin(Direttore amministrativo dell’AslTo4), Dario Fornasieri (Laboratorio analisi), Pasquale Salerno (Coordinatore di laboratorio) e Marco Salvagno, ex ufficiale della Guardia di Finanza già operativo per anni a Torino e attuale dirigente del “Mater Olbia Hospital”, indagato per turbata libertà degli incanti.
Per uno dei concorsi interni “pilotati” l’avviso lo ha ricevuto pure il direttore generale Stefano Scarpetta.
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